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Forum Se
quello che avete letto vi è piaciuto, per favore lasciate un commento. I commenti possono essere spediti
direttamente all’autore ferdinandoneri@yahoo.it |
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Paolo In passato avevo letto solo uno dei tuoi racconti,
mentre oggi mi sono sbizzarrito ad addentrarmi in qualcuno in più.
Complimenti davvero! Buona trama, bel fraseggio, ottimo uso dell'italiano
(che non guasta). |
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Max Thomas La tela
del ragno |
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Loran Era da un po’
che non entravo nel tuo sito e devo dire che è sempre un piacere in tutti i
sensi e di tutti i sensi. Belli
i racconti “Il traditore” morte, sesso, tensione, dosati sempre con
grande maestria, poi “Un cactus in culo” l’avventura in terre esotiche che mi
fa ricordare molti film ambientati nei forti nelle terre di confine dove la
violenza si sovrappone all’erotismo, sei sempre bravissimo e ti ringrazio per
il piacere che mi dai con i tuoi scritti. |
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Max Thomas Il rompiscatole criticone è tornato alla carica. CICLO DELLA GUERRIGLIA Ho aspettato e
letto con piacere tutti e tre i racconti. Una fine
da topi Molto ben narrato
la crisi di Mateo per i suoi ideali traditi e il suo coraggio di non
rinunciarvi. Notturno È il racconto più
avvincente per l’azione, ma è quello che mi ha lasciato con l’amaro in bocca,
proprio perché è il contrario del primo, per quanto riguarda il rapporto
personale tra i protagonisti Tre Volte È la storia che mi
è piaciuta di più, ho trovato bellissimo e coinvolgente la storia tra i due
protagonisti. Vecchio West Come sempre un racconto scorrevole e piacevole da leggere. Interessante la descrizione dal punto di vista del protagonista della quotidianità di "Sand Creek Town", città turistica a tema western. Bella storia e avvincente il finale (quello fuori dalla camera da letto, anche se l'ho apprezzato anche quello). |
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Loran Ho appena finito di leggere i tre racconti della guerriglia, che emozione, avventura, sentimenti, amore e sesso tutto fuso in maniera esemplare come sai fare bene tu, è sempre un vero piacere passare dal tuo sito e leggere le tue opere. |
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Max Thomas Al Ranch Partita a poker PS non c'è speranza di sapere cosa accade al mattino? |
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Amadeo (su Sindrome di Stoccolma,
nella raccolta L’orca) Va be', ma sei romantico ai limiti
dello smelenzo! |
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Marcello (su Fado) e invece il tuo ultimo racconto è molto bello, non ci
saranno cazzi che svettano e sborrano - ma tanto alla fine quelli, a forza di
leggere, non fanno più né caldo né freddo - ma ci sono i sentimenti, che sono
quelli che tengono accesa l'attenzione e la tensione verso una persona.
Tengono incollati allo schermo mentre scorre la pagina del racconto. Tengono duro anche il cazzo, molto più di tante sconcezze
dette o situazioni estreme: anzi, per quanto mi riguarda, se il sentimento si
accompagna a queste cose godo come un pastore in calore! |
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Amadeo Vivi complimenti per Al ranch. Stai diventando sempre più
cattivo! (Questa la pubblichi nel forum? |
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Loran Ho appena finito di leggere i due racconti “Partita a poker e “La guardia dei sogni”. Che dire, come al solito meravigliosi nel delineare i personaggi nell’intersecarsi dei due racconti nelle scene di sesso e azione come in quelle di tenerezza e amore; mi hanno ricordato alcune storie di Gengoroh Tagame dove uomini duri e solitari si arrendono alla fine ai sentimenti che provano. Complimenti sei sempre bravissimo. |
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Mario Sei
un genio e un sadico. E' ufficiale ! Ho
letto il racconto La guardia dei sogni
e ho pianto per quanto è bello però mica vorrai
lasciarci così senza sapere cosa succede quando Ben si sveglia?????
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Max Thomas È
un bel po’ che non ti mando commenti, scusa l’avarizia ma non è facile
trovare parole nuove per esprimere il mio entusiasmo. Allora
sei pronto? Sei seduto? Hai posato bevande e cibo? Entrambe le mani sono sul
PC? Ok,
ora si comincia!!! Il
mercenario (Uniformi): mi
ha ricordato un po’ “Lo schiavo ed il rinnegato”, nel fatto che
il protagonista, dopo la dichiarazione dalla persona che ammira, stima ed a
cui si sente molto legato, va nel panico e perde tutto in un attimo. Di
diverso ci sono la storia e le ambientazioni che mi hanno catturato e portato
a leggere con entusiasmo il racconto. Ok, non sono un santarellino, mi sono
piaciute anche le sequenze VM 18. Il
relitto (Tempi Moderni): bellissimo questo
tuo racconto su “una seconda possibilità”, mi ha fatto commuovere,
sopratutto il finale, parlo naturalmente di quello che avviene fuori
dall’albergo. La scena dell’albergo ha destato l’interesse di altre parti del
mio corpo (^_^). PS Un’ultima
cosa, stai attento quando pubblichi la versione censurata a non tagliare
alcuni dettagli della storia come è capitato nella prima scena hot del
racconto. Questione
di pelo (Tempi Moderni): ho
trovato veramente molto dolce questo racconto sulle prime esperienze di un
adolescente. Ma su un cosa che hai ribadito sono assolutamente
d’accordo: MAI, E RIPETO “MAI” FARE SESSO OCCASIONALE NON PROTETTO. Lo
so che quando si è giovani non si pensa alle conseguenze e si vive la
passione del momento, ma non è detto che tutti siano fortunati! Un ultima cosa: W GLI ORSI!!! PS
Per la cronaca io non sono un orso, ma un loro grande estimatore La
carriera di un pornodivo (Tempi Moderni): Una
bella favola moderna, dove da padrone lo fa “l’amore” e non il “sesso”, a
dispetto del titolo. Doppio
gioco (Uniformi): Sei
sempre insuperabile in queste storie di azione e intrigo. Se mi ci abitui
troppo, poi quando non scrivi vado in crisi di astinenza. Bella la zeppata
(freccia acida) finale di Miguel a Vargas, cioè…. Mica vuoi che riveli il
finale. (^_^) L’esecuzione
(Uniformi): come
già ti ho detto per la versione precedente questo racconto non mi piace,
preferisco molto di più il finale nero de “Il sergente”. Questo
racconto mi rovinerebbe il finale di “Doppio gioco”, quindi lo
cosidero separato da quest'ultimo. E
dulcis in fundo gli Otto Racconti Napoletani (Uniformi): [Comm te
permètt e' parlì malè e' Napole! Mo' te tolgò o'
salutò, figl e' ntrocchia!!! Ok, ti perdono giusto perché
sei tu e so che l’hai fatto per amor del romanzo.]
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Mario Ho finito di leggere per la terza volta il romanzo "La Missione": bellissimo e prima di iniziare a leggerlo per la quarta volta mi domando: ho mai amato come Leo e Jeff? Assolutamente no; amerò come loro due in futuro? Probabilmente no! |
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Amadeo Ho visto il tuo nuovo racconto, ho dato una sbirciatina
all'incipit e... non sono più riuscito a smettere!
L'ho finito in meno di un'ora, nonostante sia bello
lunghetto! Premetto che mi è piaciuto un sacco: uno stile molto bello,
intenso ma realistico (lo stile!). Lo spaccato della vita di un idolo, un
tipo singolare di idolo che certamente incuriosisce tanti di noi |
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Pietro F. Ho appena finito di leggere un altro dei tuoi racconti,
"L'autista" che è forse quello che potrei definire il mio preferito
insieme a "Attento al gorilla!", "Prede e cacciatori" e
"L'apprendista di mastro Luca". |
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Marcello Continuo a pensare che la forma di scrittura del racconto breve sia da te portata a livelli davvero alti. Avrei voluto esternarti il mio piacere e stupore per racconti come Il parcheggio, Daddy e gli ultimi Cena di natale e Come combinare un matrimonio, ma altri lo hanno fatto meglio di me. Però quello che ho pensato per Il parcheggio te lo dico: che gran figlio di puttana che sei! Mi sembra che tu faccia tanto il bravo maritino borghese nel tuo raccontarti come coppia.. poi mi sembra che non sia solo fantasia quella che metti sulla carta! |
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Antonio Ho incontrato un tuo racconto per caso, non ha importanza quale perché poi ho preso a leggerli tutti: i bianchi, i rossi, i neri. Mi sono piaciuti e volevo significartelo. In un'epoca che, barbara, evita di curare la scrittura di un'idea, di una situazione i tuoi racconti mi son sembrati giusti, ben curati, buoni congiuntivi e attenti nella scelta delle parole. Non i soliti "centri commerciali di pezzi di carne" ma racconti che potevano anche avere una probabile ed eventuale emozione da passare. Grazie |
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Gigi Grazie, è bellissimo! solo tu puoi scrivere cose che toccano il cuore! (Su Requiem per un boss) |
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Max Thomas Ho appena finito di leggere "Come si combina
un matrimonio" è veramente bello. |
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Amadeo Mi piacciono molto alcuni dei tuoi lavori più recenti
ed è sorprendente come, soprattutto con i racconti, riesci a spaziare sui
toni più diversi stuzzicando corde molto diverse nell'anima del lettore,
dalla tenerezza di "Festa di Natale", che mi ricorda un po' il
bellissimo e originalissimo "Bacio di Giuda", ai toni noir di
"Daddy". |
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Riccardo 3 Ho letto solo ora il tuo racconto natalizio, presente sul sito già dalla vigilia! perfetti i tempi di pubblicazione (tempo reale pare!) ed altrettanto il tema! A parte queste festose coincidenze, non posso che ripetermi: è molto bello, se non altro per la piacevolezza del leggerlo! La prima parte è uno spaccato di vita degno del miglior neorealismo italiano, pare un omaggio al Dino Risi o allo stesso Monicelli, quando sapevano traversare la nostra società con sguardo un po' amaro, ma pur sempre partecipe. Come non riconoscersi in certe situazioni di socialità forzata! Sulla seconda parte, mi trovo più in difficoltà, non avendo mai avuto la fortuna di avere un babbo natale nel letto, non ho sufficienti elementi per misurarne la credibilità! (su Festa di Natale) |
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Max Thomas Ho fatto una full-immersion dei tuoi racconti, quindi
bando a convenevoli e via con commenti: 1) Già a metà lettura di "Un colpo
grosso" e di "Il parcheggio" ho capito che appartenevano al
genere "noir". Devo farti i mie
complimenti perché con questi due racconti, sopratutto con il
"Parcheggio", ti sei davvero migliorato molto in questo genere.
Inoltre, per quello che mi riguarda, i due finali sono rimasti un mistero
finché non li hai svelati tu. 2) Sai un po' ci speravo in un nuovo racconto dedicato all'Unità di Italia e "Nelle tenebre" per me è stato un bellissimo regalo. È un bellissimo racconto con una straordinaria storia d'amore e piena di passione che hai ambientato nella mia città natale. Grazie! L'unica pecca è che nella versione Green questa
passione si affievoliva un po' con la censura. 3) "Passaggio a Nord-Ovest": trovo sempre
piacevole leggere storie di avventura, e grazie a te posso leggere quelle
dove finalmente gli eroi non sono solo etero. 4) Leggendo "La doccia" e
"Daddy" non li definirei solo racconti a luce
rosse, ma vietati ai deboli di cuore per l’alto contenuto
erotico/pornografico, e definirti un grande è veramente poco, parola di porco. Il finale di “La doccia” lo posso anche
accettare perché un altro finale dopo questo sarebbe
solo banale, e i tuoi racconti non lo sono mai stati per me. Ma il finale di
“Daddy” non l’accetto, non dovevi lasciarmi sul più
bello così, voglio un finale non immaginarmelo da solo. Sigh, sigh!! |
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Loran era un po’ di tempo che non entravo nel tuo sito e come al solito sono rimasto colpito dalla bellezza dei tuoi ultimi racconti “La doccia” e “Il parcheggio”, le scene magnificamente descritte che fanno diventare il lettore un osservatore diretto quasi fosse catapultato nella scena stessa e la vivesse, la tensione erotica che lo eccita e lo appaga anche quando si raggiungono livelli molto forti, insomma è sempre molto bello leggerti. |
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Giovanna Ho letto "Il parcheggio". Sono senza parole. Ma le troverò. E' uno di quei racconti che ti frega... La prima volta ho seguito automaticamente le mie aspettative e quindi mi ha spiazzato, ovviamente. La seconda volta la mia ottica è cambiata e ne è risultata una lettura diversa, attraverso la quale ho apprezzato la sottile costruzione di ogni elemento (un esercizio ad altissimo livello). La terza volta è perché ho sentito il bisogno di immergermi nella sua atmosfera, sentirne il senso, il ritmo, la pressione. Secco, intenso, coinvolgente. Un tuffo nell'oscurità di una mente vacillante. Un sentiero apparentemente rettilineo che ti prende, ti costringe a seguirlo, fino a ritrovarti da un'altra parte, in un mondo ancora più oscuro. Ma ormai ci sei dentro, e tutto ciò che un attimo prima ti sarebbe sembrato orribile o allucinante, diventa naturale. Ti dice che potrebbe esserci un serial killer in ognuno di noi. Questo sì, che è scioccante. E poi si legge in sottofondo quella sorta di vena disperata di chi sta vivendo una vita di cui non sa che fare, dove il vuoto dei sentimenti va riempito a tutti i costi, con le sensazioni. Allora va bene tutto, anche il dolore fisico, o soprattutto quello. E a un passo da lì c'è il considerare la vita umana un niente, con cui si può giocare. C'è il sopprimerla per il gusto di farlo, all'unico sterile scopo di provare una sensazione. E' una sfida in cui è affidato al caso se emergerne come vittima o come carnefice, vittorioso o vinto. Notevoli poi le due chicche di Vasco e Whitman, talmente azzeccate da provocare un brivido. Anche se l'universo che stai esplorando ultimamente è piuttosto lontano da quello romantico-ottocentesco che amavo molto, e mi sembra alquanto inquietante, i tuoi racconti restano incredibilmente toccanti, profondi, lasciando sempre un segno indelebile. Forse persino di più, perché vanno a giocare con la parte oscura che giace ignorata in ognuno di noi. L'attrazione irresistibile del male. La via più facile da seguire, perché non possiede regole. Ognuno è libero di costruirsi le proprie. Complimenti. |
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Riccardo3 Fottuto Bastardo, quando la smetterai di sorprendermi con questi modi? Ma quanti siete? Sono anni oramai che ti leggo, anni che ho imparato a riconoscere ed apprezzare la tua cifra (testa, cuore e coglioni in un giusto e dolce equilibrio), ma un colpo così basso (leggi pure in area coglioni) non me lo sarei mai aspettato. Non conoscevo ancora il "racconto interattivo", al pari delle chat o delle play station, ma a quanto pare esiste e tu ne hai dato un magistrale esempio! Ho ancora le fauci secche, non ancora finita la lettura che già mi strofinavo l'occhio indolenzito a forza di sbirciare da quel maledetto buco nel muro. Muro che è diventato un tutt'uno con la pagina scritta. Come lettore è stata la prima volta che mi son trovato ad interagire in questo modo. Il voyeur o spettatore che c'è in ogni lettore, solitamente soggetto "passivo e terzo" nell'azione raccontata, fatto salvo poi subirne gli effetti, si trova, quasi senza accorgersene, se non fosse per il suo basso ventre, ad essere addirittura il domine della stessa azione. Vittima e carnefice, i due protagonisti del racconto, si trovano uno dentro la pagina e l'altro fuori. Difficile poi dire chi è più vittima e chi più carnefice dei due. Alla mia veneranda età pensavo di aver già apprezzato molte "forme" di erotismo, ma come al solito, mi hai smentito e sorpreso ancora una volta. Magistrale la tecnica usata nel costruire il racconto, magiche le immagini usate per questo incredibile gioco tra seduttore e sedotto. SEI UN GRANDE. (su La doccia) |
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Giovanna È compatto, progressione perfetta, il giusto grado di follia, un finale alla disperata in perfetta sintonia con il corpo del racconto. Per la terza volta, senza troppa fantasia, PERFETTO! Sembra un racconto semplice, a una prima lettura, ma non è così. C'è dentro un sacco di solitudine e di disperazione. Si gioca tutto su una sua impressione, che non si scoprirà mai se risponde a verità. È una tragedia del desiderio. Ha dentro una disperazione così profonda che si fa fatica a vederla, però la senti grazie a quello che ti lascia dopo. Insomma, di un racconto in cui non ci sono
innamoramenti, non c'è avventura, non ci sono i sentimenti a cui siamo
abituati, io credo che tu sia riuscito a fare un piccolo capolavoro. Poi ogni
lettore ci vedrà quello che vuole, a seconda della sua sensibilità o di
quello che stava cercando... come sempre. (su La doccia) |
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Alessandro Ecco uno dei tanti motivi per cui adoro i tuoi racconti: riesci sempre a sorprenderci. Ho appena finito di leggere il tuo ultimo racconto (la doccia). Mi è venuto in mente un passaggio di un racconto pubblicato non tanto tempo fa: "con questi (racconti) il cazzo non si muoveva, ma ti sentivi dentro un fuoco, una vibrazione che non si spegneva". Credo che la frase fosse riferita ai tuoi racconti ma chiunque l'abbia scritta non aveva certo ancora letto la doccia che non lascia indifferenti neanche sotto l'aspetto fisico. La tensione va salendo di pari passo nel protagonista e nel lettore. L'impostazione della narrazione completamente in prima persona, l'evoluzione psicologica del protagonista, l'ansia della presenza del voyeur e un finale totalmente spiazzante hanno fatto balzare questo racconto direttamente in cima fra i miei preferiti. |
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Loran Ho appena finito di leggere “Un progetto individuale” e non trovo quasi le parole per descrivere quanto è bello, piacere, gioia, commozione, grazie per queste emozioni. |
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Gianna Ho letto con avidità il tuo ultimo racconto NELLE
TENEBRE. E' superfluo dire |
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Riccardo3 sei semplicemente un genio! forse te l'ho pure già detto in altri modi, ma dopo
aver letto il tuo ultimo racconto (Un progetto individuale), non mi vengono altre
parole. E' bellissimo! Hai preso per mano Isherwood ed hai ripercorso tutto ciò che lui non è riuscito a dire nel suo "A Single Man". "Un elogio della vita solitaria, un messaggio di superba eleganza morale." copio pari pari un commento critico sul romanzo di Christopher per dedicartelo tutto, aggiungendo di mio "un geniale inno alla vita". Un'alchimia stregonesca, fatta di libri superbi infusi in un ambiente colmo di una umanità estrema, dolore e amore uniti intrinsecamente quale i ricoveri sanno essere, gioventù e vecchiaia, forza e debolezza, ... mio dio sono ancora ubriaco!!!!! |
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Max Thomas Ieri ho letto "Un progetto individuale", mi è difficile darti un giudizio,
perché quello che mi ha lasciato è una sensazione. |
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Laura Ho letto e riletto "Un progetto individuale"
… |
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Alessandro Caro Ferdinando ormai quando leggo un tuo nuovo racconto so che alla fine mi scapperà la lacrimuccia. Ma se mi fai iniziare a piangere a metà racconto (“Un progetto individuale”), diventa difficile arrivare fino alla conclusione in mezzo a un lago di lacrime! Stavolta non riesco a trovare un aggettivo per descrivere la bellezza del racconto quindi, in barba ai miei commenti normalmente lunghissimi, mi tocca chiuderla qui (la prossima volta che lo rileggerò, vedrò di procurarmi un fazzoletto di adeguate dimensioni). |
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Maurizio HO LETTO I TUOI ROMANZI |
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Loran Leggere i tuoi racconti è sempre una vera emozione caro Ferdinando "Un colpo grosso" è veramente bello e coinvolgente sia nella trama che nelle scene di sesso e nel finale, veramente complimenti. |
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Riccardo3 Mi ripeto in un grande WOW sul tuo ultimo racconto "Colpo grosso". Veramente tosto, una carica di puro erotismo, dall'inizio alla fine; una carica erotica più densa rispetto ad altri tuoi racconti (quelli noti ovviamente) che mi ha "piacevolmente" sorpreso . Una vita sostanzialmente mediocre, fondata su piccole furbizie, che si riscatta nelle braccia di un angelo vendicatore, bruno di nome e d'animo. Mica male! Come al solito ancora complimenti. |
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Laura Per prima cosa, ti scrivo per ringraziarti: mi tieni
compagnia con i tuoi scritti, ricchi di sesso e emozioni; anche quando non
approfondisci troppo, o quando le situazioni potrebbero essere più
sviluppate, sempre brilla l'intelligenza con cui tratti i personaggi, e
quando ti lasci andare alla tua - credo naturale - ironia, davvero mi
diverto. Intelligenza e ironia sono merce rara e irrinunciabile. |
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Bruno Mi associo ad Alessandro,e
aderisco felicemente al club Ferraris. |
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Riccardo3 Vorrei anche aderire al club di Alessandro, ma devo avere qualche problema con l'invio di messaggi direttamente sul forum. Personalmente sarei più per un fanclub "san ferdinando neri", ma può andare bene anche il "ferraris". |
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Max Thomas Cernunnos: certo non mi aspettavo un ciclo dedicato
alla morte, ma la trama mi ha catturato. |
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Gianna Ciao, innanzitutto volevo dirti, anche se con un
notevole ritardo, che il Bacio |
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Loran Sottoscrivo l'appello di Alessandro. |
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Giovanna Sottoscrivo l’appello di Alessandro. Anche a me piacerebbe una nuova storia di Ferraris. |
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Alessandro Ho deciso di fondare l'ispettore Ferraris fan club. Essendo il primo e attualmente l'unico iscritto mi nomino anche presidente. In qualità di presidente dell'ispettore Ferraris fan club ho il diritto di chiederti: non vorrai mica fermarti al primo libro? Se a Vigata, un paesino di .... ma quanti abitanti farà sto cavolo di Vigata?, succedono delitti bastevoli per creare la saga di Montalbano (e far guadagnare un bel po' di soldi a Camilleri) vuoi che una grande città come Torino non abbia almeno un pari numero di fatti delittuosi da far risolvere brillantemente al nostro Ferraris, per il culo di Satana? E poi gli sviluppi della storia tra l'ispettore e il suo bel Michele saranno sicuramente molto più interessanti di quelli tra Montalbano e Livia (che ci ha già rotto i cabasisi da un bel pezzo). Ma veramente ci vuoi lasciare con Ferraris e Volturno che vissero felici e contenti per il resto della loro vita? No!!!!!!!! dai non è credibile. Spero che il mio appello venga sottoscritto da tutti gli altri tuoi accaniti lettori. |
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Loran Quando ho iniziato a leggere "Il
bacio di Giuda" mi sono detto eccoli lì |
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Max Thomas Il tuo ultimo racconto, Il Bacio di Giuda, è
bello, cazzo, se è bello!! |
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Alessandro Ho letto il tuo romanzo "la promessa". Volevo subito scriverti un po' di commenti ma ho voluto prima leggere un altro romanzo per rivedere/confermare alcune impressioni, così ho letto subito dopo "in missione". Innanzitutto è stata dura fermarsi ogni tanto: come avevo sperimentato dai racconti, riesci a creare una fame di lettura tale (il senso di asfissia che dicevo nel mio primo commento) che fai fatica a spezzettare la lettura. L'ultima sezione de la promessa l'ho mandata giù in un sol colpo. Altra cosa che volevo dirti è che, secondo me, hai sbagliato epoca in cui nascere! se nascevi nell'ottocento non ci sarebbero stati librettisti d'opera che ti avrebbero tenuto il passo: nella terza e quarta sezione de la promessa direi che con il sentimento sei andato giù a più non posso; mi son passate in mente tutte le eroine delle grandi opere liriche: Violetta che rinuncia al suo amore, Lucia che è costretta a sposarsi controvoglia, etc.. , l'unica differenza è che quelle muoiono sempre (per non farti mancare niente c'era pure un bel riferimento all'olandese volante) Veniamo al finale; questo era uno dei temi per i quali ho voluto leggere subito un secondo romanzo, volevo avere la conferma dei miei sospetti; copio e incollo da un tuo e-mail che mi avevi mandato: "Devo dire che preferisco il lieto fine, almeno per questo genere di racconti (per i romanzi "seri" è un'altra faccenda)". Allora o non sono romanzi seri o proprio non riesci a staccarti dal lieto fine! Un altro aspetto che ho voluto verificare con la lettura del secondo romanzo è la tua capacità / voglia di andare nei dettagli dell'ambiente con un accurato lavoro di costruzione: ne la promessa ho ben notato la precisione nella descrizione delle navi (quanti sanno cosa è la coffa?), il perfetto concatenamento dei luoghi (ho preso una cartina per verificarlo), la descrizione degli dei indigeni, etc..; in missione ho avuto anche un colpo di fortuna: non ho girato molto il mondo ma sono stato per un po' di giorni a San Diego (bellissima esperienza) e mi ricordo abbastanza bene della città; così mi sono anche divertito a pedinarti lungo tutti i luoghi, quartieri (ma non ho verificato le vie che citi) e non ho trovato nessuna incongruenza con i miei ricordi. Poiché non è possibile che tu sia stato in tutti i posti che descrivi deduco che fai un ottimo lavoro di indagine quando scrivi i romanzi; sia nell'uno che nell'altro, l'atmosfera creata con questi dettagli è perfetta. Ovviamente ci sono anche degli aspetti che non mi sono piaciuti e anche questo l'ho voluto verificare con il secondo romanzo. Il principale (evidente soprattutto nella promessa ma anche in missione non ne è esente) è la disuniformità di stile lungo il romanzo. Non tanto nell'impostazione: secondo me può andare bene che le prime due parti siano così truci e le ultime due molto più sentimentali, però è spiazzante, ad esempio, l'ironia utilizzata solo nelle ultime due sezioni e tra l'altro in modo sempre crescente: all'inizio una battutina ogni tanto e alla fine a più non posso. L'impressione è che man mano che si va verso la conclusione ti sia fatto prendere la mano dalla gioia del lieto fine in arrivo; certi scambi di battute tra Michel e Felipe nell'ultima sezione sembrano inconciliabili con i personaggi di qualche capitolo prima. Un altro aspetto comune nei due romanzi è la voglia che hai di giocare con il lettore ad anticipargli il seguito: lo fai spessissimo in tutti e due i romanzi utilizzando anche un tono bonario nei confronti dei personaggi; può essere considerato divertente ma per me interrompeva la tensione della storia. Ho anche visto che, spesso, questi anticipi di storia raccontano qualcosa di corretto ma danno, al momento, l'impressione che accadrà qualcosa di diverso (il primo che ricordo è quando alla fine della terza sezione della promessa si accenna all'impiccagione di Felipe facendo credere che morirà). La prima volta il giochetto regge ma poi, una volta capito il genere, diventa inutile anzi controproduttivo (quando in missione dici che quello è l'ultimo preservativo che utilizzeranno ho immediatamente immaginato la dichiarazione d'amore di Leo a Jeff togliendomi un po' il piacere della sorpresa). Infine l'ultima cosa che mi sembra la più assurda da dire ma questa è la mia impressione: troppo sesso inutile! Sei talmente bravo a descrivere la situazione che porta allo scoppiare dell'incontro d'amore che ti basta pochissimo per essere perfetto, il resto è inutile. Faccio un esempio: l'incontro di Felipe e Michel nella buca della nave è divino, bastano poche righe e poi si va avanti con la storia. Poco più avanti, invece, tutte le evoluzioni di passione tra i due sulla nave di Michel diventano noiose. Lo stesso vale per l'altro romanzo: alcune scene sono bellissime e fondamentali (senza quelle la storia non avrebbe senso), altre sono inutili; esempio: la scena di sesso dal piccolo è fondamentale e la divori con gusto, quella in carcere è una gran bella scena ma senza non sarebbe cambiato assolutamente nulla nel racconto. Le storie che scrivi sono talmente belle che a volte il sesso sembra appesantire. Ho avuto questa idea quando mi sono reso conto che a un certo punto del racconto avevo preso a saltare con gli occhi interi periodi in cui ti dilungavi su scene di sesso; prima ho pensato: "ma come, leggo questi racconti proprio per divertirmi a trovare questi pezzi e poi li salto?" Poi ho riflettuto che la storia è talmente ben costruita che, quando il sesso non è determinante per il suo sviluppo, risulta essere superfluo. In sintesi: gran belle storie, bravissimo a creare l'ambiente ma ti lasci prendere la mano nel racconto per il piacere di divertirti. E' ovvio che a scrivere uno si debba divertire ma poi hai provato a fare operazione di pulizia rileggendo i romanzi? Io credo che in missione con pochissimi tagli chirurgici sarebbe un romanzo assolutamente perfetto (ne la promessa interverrei più di mannaia che di bisturi) Ovviamente sono le mie idee, magari ad un altro piacciono proprio le cose che a me non sono piaciute. Per inciso nei racconti, forse per la necessità di concisione, non ho incontrato nessuno degli aspetti che non mi sono piaciuti nei romanzi; in realtà in qualche racconto c'è un po' di sesso ridondante ma non arriverei a definirlo inutile; su questo argomento vedi quanto scrivo nel PS: nella palestra di boxe c'è una sola scena di sesso, descritta meravigliosamente bene, si arriva a quel momento con un crescendo formidabile e dopo c'è una concisione che oserei definire manzoniana (mi viene in mente la conclusione del racconto della monaca di Monza: la sventurata rispose): "questo non ci impedì, a casa, di provare come veniva a letto. Quattro anni passano in fretta"
PS ci terrei se aggiungessi sul forum questo mio commento: "volete leggere il racconto perfetto? e allora andate su la palestra di boxe. Non c'è nulla che non sia perfetto, ogni momento del racconto è essenziale, la tensione cresce lunga e costante dalla prima all'ultima parola e la tecnica del flashback è utilizzata meglio che in un film. Non trovo altri aggettivi per definire questo racconto se non uno: perfetto" |
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Gianna Puoi, per favore, far sapere a Federico Volpe che i suoi due racconti sono "strabelli"? Notturno Soleggiato rimane il mio preferito per il genere trattato ma Derive, con il proseguo del racconto, è veramente stupendo. (è bravo quasi quanto te) |
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Bingio leggo sempre con piacere i tuoi racconti... |
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Max Thomas Due parole sui tuoi racconti: |
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Alessandro Ho letto due tuoi racconti: l'autista e l'orca; per entrambi alla fine sono rimasto senza fiato, sensazione che mai avevo provato prima nella lettura di qualunque tipo di scritto (racconto, romanzo o altro). Vorrei aggiungere qualcosa sull'Orca; amo tantissimo l'opera lirica e questo racconto sembra proprio un meraviglioso libretto d'opera in cui la caratterizzazione di ciascun personaggio è perfettamente costruita attraverso i dialoghi; ma la cosa che più mi ha ispirato il parallelismo con tanti libretti d'opera è il fatto che in questi spesso il vero grande protagonista non è il personaggio principale ma chi costruisce la storia gestendo i destini degli altri (Scarpia in Tosca, Tonio in Pagliacci, Jago in Otello giusto per citarne alcune): ovviamente mi sto riferendo a Magdalena, che è stata trattata con una cura e attenzione non paragonabile neanche a quella con cui è stato tratteggiato Enrique. Meraviglioso! |
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Riccardo3 E' più di un anno che leggo i tuoi racconti e sempre mi hai sorpreso. Anche dopo aver pensato di aver colto il tuo apice, riesci ancora a meravigliarmi con qualcosa di stupefacente, mostruoso appunto, fuori dal normale o perlomeno dall'atteso. Avrai capito che mi è piaciuta l'Orca. Certamente per i suoi componenti, il mare, il faro, le isole. Ma lasciandomi portare dalla brezza del racconto ho anche scoperto un orizzonte nuovo, o meglio, tanto antico quanto può essere lo spirito di un uomo. Il racconto in realtà non è da ambientarsi nell'800, specie se a tale secolo associamo una certa idea di romanticismo sociale o sentimentale che sia (l'intreccio di classi e sentimenti che solo nel secolo precedente sarebbero stati impensabili da raccontare; di quante soffitte parigine o vicoli londinesi è piena la letteratura romantica!!!). Il tuo racconto in realtà lo collocherei nell'area mitologica, dove il sentire ed il tempo assumono una realtà universale. I componenti ci sono tutti. L'isola "isolata" dal mondo, il mare quale vera ed unica reale forza sovraumana, un gruppo di uomini resi eguali dalle medesime condizioni (operai, guerrieri o naufraghi poco importa) e i loro istinti primordiali, quali il sesso o la mancanza di esso, la rabbia e la gioia, il piacere della fantasia (una perla le letture serali!). Hai descritto il luogo mitico e ideale del dio Eros. E come in tutte le isole mitologiche, non poteva mancare la sua pitia o musa; bellissimo il personaggio femminile di Magdalena (non ricordo altre donne dei tuoi racconti altrettanto rilevanti!), che come si addice ad una vera pitia, di poche parole ma dalla vista lunga, viene descritta con pochissimi tratti, ma con una forza incredibile. Lo so di dirti cose che tu già ben sai e che magistralmente usi nel tuo scrivere (non me la racconti più con la tua falsa modestia), ma non posso far altro che ripetermi nel dirti che son felice di conoscerti e di leggerti. |
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L’Orca Giovanna Bellissimo. L’Orca ha un fascino sottile. Forse è dato dall’ambiente così particolare, il faro, la piccola isola in mezzo al nulla, gli uomini del tutto isolati, che devono farcela con le loro sole risorse. La figura femminile che si impone senza imporsi, particolare, misteriosa, quasi archetipica. L’incapacità di parlarsi, di esprimere i propri sentimenti. Questo, più di tutto, che mi assomiglia tanto. Penso che ogni lettore possa trovarci qualcosa che lo colpisce a fondo, a seconda del suo punto più sensibile. E’ tanto che non ti faccio i complimenti. Beh, non posso esimermi davvero. Complimenti! Sei un grande. Non so quante volte te l’ho detto, ma credo che non smetterò mai. Non posso. |
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Gianna Non so più quali complimenti farti,sinceramente!
In questo momento la lingua |
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Gianna Questa mail solo per dirti che ho passato 9 bellissime
serate grazie a te...... |
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Loran i tuoi ultimi racconti sono come al solito |
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Renzo Ho letto con vero piacere il bel racconto di federico
volpe |
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Renzo Ho letto “Lampo”. |
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Riccardo3 L’ultimo treno per Toronto. Semplicemente meraviglioso!!!!! Grande il dialogo allo specchio, perfetto l'equilibrio tra quanto sentito e quanto rappresentato dai frammenti di dialoghi, magistrale il rapporto sessuale tra i due, dove anche i più impacciati movimenti trasudano passione. Incredibile come in uno spazio così ridotto, un breve racconto, tu abbia saputo dipingere una intera vita. |
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Loran “Uomini e lupi” è una bellissima
storia d'amore piena d'avventura sesso e |
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Loran Ancora una volta non ho parole per descrivere il
piacere che mi danno i |
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Dimitrj1 Ho appena letto un tuo racconto (Dotazione naturale). |
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Loran Ciao Ferdinando ho finito di leggere
"Arena" e mi è piaciuto |
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Fred Ho letto "I 4 Re" e "Ispettore Ferraris" e mi sono piaciuti moltissimo. Così ho cercato qualche notizia su internet e ho trovato i tuoi racconti, che non sono da meno dei due romanzi pubblicati. Mi piace la tua scrittura, concisa, essenziale, senza fronzoli. Mi piacciono i personaggi, le ambientazioni e il situarli senza problemi nello spazio storico e temporale (magari non hai ancora valutato la possibilità del futuro, ma forse ci arriverai). |
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Loran Complimenti 1.32 è un bellissimo racconto, dolce come un ananas maturo. |
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Max Thomas Ho appena a finito di leggere "1.32" è stupendo e mi è piaciuto tantissimo! Grazie per aver scritto il seguito di "Il piacere di uccidere - Partita mortale", l'ho travato più bello e avvincente del primo, e lo trovo anche uno dei più eccitanti che hai scritto. Ho trovato molto belli e piacevoli da leggere "I lottatori", "Il palo" e "La palestra di boxe" "I miti di Cernunnos" devo ammettere che mi sono accanito a leggerlo solo dalla seconda parte, in quanto mi sono sentito intrigato dalla storia. Mi sono piaciute anche le storie secondarie che coinvolgevano gli abitanti dell'isola di Cernunnos (è stata una bella idea inserire delle storie nella storia principale). Non vedo l'ora di leggere l'ultima parte. "Omaggio a Camilleri" Pure tu nun aie resistìt a' tentaziòn e' scrivèr nu' cunto 'ncoppa Salvo Montalbano. Chi nun ha fantasticàt 'ncoppa Salvo, e Luca Zingaretti ca' e' davà a' faccià e o'corpò (ch' corpò, maronna m'). Me è piaciùt assaie o' sicond in cui ce steva a' storià cu Enzo Russo (nòn te teng maje negatò ca' me piacciòn e' cunti d'ammor.) O' unic' difètt è o' parlesia, è statò nu' poc' tuost leggèr chisti duje cunti. (Chi di dialetto ferisce di dialetto perisce. La traduzione a fondo Messaggio) Non vedo l'ora di leggerle i tuoi prossimi lavori. Baci Max PS. Lo sai sei un po' diabolico, con l'"Arena" hai beccato un'altra mia fantasia, ormai me ne resta solo una o due su cui non hai ancora scritto! "Omaggio a Camilleri" Pure tu non hai resistito alla tentazione di scrivere un racconto dedicato a Salvo Montalbano. Chi non ha fantasticato su Salvo, e Luca Zingaretti che gli dava il volto e il corpo ( e che corpo,....). Mi è piaciuto molto il secondo in cui c'era la storia con Enzo Russo (non ti ho mai negato che mi piacciono le storie d'amore). L'unico difetto è stata il dialetto, è stata un po' difficile leggere questi due racconti. |
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Roberto Lo so che sembrerò monotono, ma mi andava di farti
nuovamente i complimenti per il tuo nuovo racconto. Ho apprezzato
moltissimo anche questa tua nuova produzione. come ti dicevo l'altra volta,
molto bella sia come racconto, che come ambientazione. Un racconto che merita
davvero di essere letto. |
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Riccardo3 I due in stile camilleri li ho trovati spassosissimi. Camilleri
lo avevo |
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Fausto Ti faccio i miei complimenti per l'ultimo racconto su
"Orsiitaliani" (Il rinnegato e lo schiavo); veramente bello, con
colpi di scena e relativi cambi di scena emozionali caratteristici dei tuoi
racconti. L'inizio del racconto mi sembrava un po' strutturato come la storia
del garibaldino innamorato del bandito, ma il lieto fine non guasta mai. Un racconto comunque molto sessuoso ma non certo volgare. Complimenti ancora. |
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Loran Ciao Ferdinando, Ho appena finito di leggere i due racconti di |
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Ric Ho finito di leggere, o
meglio ho riletto per intero il tuo racconto |
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Ric Visto che ci tieni, scrivo. |
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Loran Ciao Ferdinando, ho appena finito di leggere "la palestra
di |
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Emanuele Complimenti!! Grazie per i tuoi racconti....
letti di getto...divorandoli quasi... sono due giorno ke nn dormo
e leggo..... ho gradito moltissimo, mi riprometto di leggere il
romanzo... ma credo che ora io debba dormire...sono rimasto
affascinato.... bellissimo...la lettura mi ha preso
e portato in un altro mondo.. nn ero qui su questa terra...Sono
un Orso... e nei tuoi racconti ce ne son molti... mi ci
rispecchio... |
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Dario Sono stato molto contento di scoprire il tuo sito e di poter
leggere storie che mi mancavano. Mi è piaciuto molto "Cerro del
Diablo": non riuscivo a smettere di leggere. |
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Alberto In questa settimana ho letto i tuoi racconti, tutti belli, mi
piace il tuo modo così completo di descrivere i personaggi dei tuoi racconti,
i loro sentimenti, i dubbi, il coraggio, l'amore e l'erotismo. Alcuni devo dire che mi hanno colpito per l'intensità delle
emozioni, altri mi hanno tenuto con gli occhi incollati al video fino al
termine della storia, qualcuno mi ha anche divertito ("il sergente"
è uno spasso), ma quello che mi è piaciuto di più è forse "domande
pericolose", per la duplice prospettiva da cui viene raccontata la
situazione, vista alternativamente dagli occhi dell'uno o dell'altro
protagonista. Quindi ti ringrazio per avermi fornito l'occasione di leggerli e rinnovo il mio apprezzamento. |
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Emanuele Grazie Ferdinando del tuo ultimo romanzo (La missione) letto
tutto di fila senza interruzioni!! Visto che proprio insisti (come dice Jeff)
ti mando qualche commento. Innanzitutto il positivo (che è molto): la tua
vena "tenera" mi fa sempre sciogliere. Leggendo mi dico sempre che
per quanto tu dica di avere anche i tuoi lati "neri", e poi rossi e
blu ecc. ecc... hai una sensibilità veramente commovente, un esempio tra
tutti le lettere d'amore in "Lo spazzolino lo fornisce |
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Loran Grazie per le Meravigliose emozioni che il
leggere "In Missione" mi ha dato, mi è piaciuto veramente molto e i
personaggi di Jeff e Leo sono quello che mi piacerebbe incontrare come
compagni di vita sia nel carattere che nell'aspetto fisico. |
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Max Thomas Sotto occupazione, bella la storia tra André e Eric, mi è piaciuta molto l'evolvere
dell'amicizia in amore, al quale come dice Eric si è arreso. Dotazione naturale: come ogni malpensante ho sempre maliziato
sulla reazione tra Sherlock Holmes e il dottor Watson, ma tu hai saputo
descriverla in modo superbo e nuovo. Chi l'avrebbe mai detto che Sherlock
fosse un tale porco. Duello nel fienile, ma è nato prima questo racconto o prima L'ultima cavalcata? I demoni di Velìkie Soròčintsy, molto caldo come
racconto (cioè molto rosso per usare i tuoi colori), però per quanto riguarda
il lato horror devo dire che io sono abituato al genere splatter e pulp,
invece il tuo racconto mi ricordava le novelle Horror dell'Ottocento. Attento al gorilla! Bel thriller con lieto fine, quelli che preferisco. Io, però, il
protagonista lo avrei fatto rimanere al college tra le braccia del suo
gorilla. La bestia mi ha mandato in brodo di giuggiole, tanto rosso e rosa proprio come piace a me. Lo sai che la scena della
lotta del film da te citato è stata una delle prime
scene omoerotiche che ho mai visto in TV? Due mummie per un ispettore è stato
piacevole da leggere, un bel giallo e un intrigo interessante. Anche se non
ci guastava qualcuno che ci provava con buon Michele [be' un aspirante
suicida conoscendo il commissario (^_^)] e che mandava un po' in tilt
Ferraris. |
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Loran |
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Nebulo |
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Francesco Allora? Dovremmo darci tutti alle orge, visto che in realtà
amiamo tutti il sesso sfrenato? Giustamente dai una risposta anche a questo:
le esperienze sessuali sono un percorso formativo, ma la meta finale è
comunque il rapporto stabile con un altro individuo, unico vero appagamento e
reale soddisfazione dell’animo umano. Ecco allora la bella chiusura con il
comandante Hulot che si ritira fino alla vecchiaia con il suo attendente
Bel-Piede (noto un retrogusto di feticismo in questo nome) e soprattutto la fuga
di Daniel con François, dei quali vengono poi perse le tracce affinché la
loro storia divenga leggenda. Come del resto sei
leggendario tu…. Chissà qual è il tuo vero nome…. In ogni caso (e come poteva essere
altrimenti) sei sempre da applaudire. Originalissimo il finale con una
connotazione gay attribuita niente di meno che al
motto portante del film L’Attimo fuggente : “ Capitano mio capitano”… Sei un
simbolo per il movimento gay. Dovremmo
esporti come un vessillo, come la bandiera arcobaleno…. |
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Efil |
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Ministerio de Cultura
colombiano |
Bumbum08
Ho avuto modo di leggere in giro per il web i tuoi racconti e
quasi per caso sono capitato nel tuo sito. In realtà non sapevo ne avessi uno
ma... dovevo pur immaginarlo vista la qualità assolutamente superiore dei
tuoi racconti. La lettura dei tuoi racconti è davvero una bella
esperienza in quanto sono presenti ed ben amalgamati sia gli elementi erotici che
un discreto approfondimento psicologico sul personaggio. Insomma, non il
solito raccontino da pugnetta! Ma, questo credo tu già lo sappia! In ogni
caso i miei complimenti per la tua scrittura fluida, la fluidità della trama
e il tratteggio dei protagonisti. |
NeroUragano
Le note che accompagnano i tuoi inserimenti settimanali sono
sempre più pungenti, capisco benissimo il tuo disappunto ed il fatto che tu
sia un po’ incazzato. |
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Max Thomas |
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9 novembre 2008 |
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Ti scrivo per ringraziarti per i tuoi nuovi racconti. Ma andiamo con ordine, meglio iniziare con Attraverso il fuoco.
Il mio ultimo pensiero quando l'ho letto l'ultima parola è stato "No, è
finito!" , mi sono appassionato tantissimo
leggendolo. Ho vissuto con i vari personaggio la
loro storia e quella della rivolta di Haiti, grazie per questo. La prima sorpresa, leggendolo, è stata trovare tra i personaggi
Jorge Llera, è una cosa che mi ha molto intrigato e sono stato contento, che
nonostante l'inizio, sia diventato uno dei personaggi primari. Un'altra cosa che mi che piaciuta è che
non hai svelato subito la storia d'amore tra Luis e Jorge, ma ce l'hai fatta
scoprire piano piano come accadeva ai protagonisti. In conclusione è stato piacevole leggerlo, anche se mi sarebbe
piaciuto sapere di più di cosa ne è stato poi dei sei protagonisti. Per quanto riguarda i racconti che hai pubblicato dopo
attraverso il fuoco mi sono piaciuti tutti, anche se alcuni di più di altri. L'eretico, Il rinnegato e lo schiavo, Uomini e lupi, Vecchi
tempi sono stati molto piacevoli da leggere e le avventure che hanno vissuto i protagonisti molto belle. Il rinnegato e lo schiavo è molto bello
soprattutto con la parte in rosso. (^_^) Mi sbaglio o una parte di Vecchi tempi appare modificato anche
in altre tue opere? Partita di caccia l'ho trovato molto romantico e molto molto caldo, e ho invidiato un po' sia la preda che il
cacciatore. Il piacere di uccidere bellissimo racconto, hai
in mente qualche nuova missione per Herman, forse una in cui Rod scopre il
lavoro del suo nuovo amico e ne viene coinvolto? Il diversivo, in poche parole, è magnifico. Un porco da scannare è bel racconto che ho letto con piacere. |
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Loran |
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26 ottobre |
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Bellissimo il tuo
ultimo racconto "Uomini e lupi" trasmette
tutto il calore dell'amicizia e dell'amore tra due uomini. |
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Loran |
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5 ottobre |
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Ho appena finito di
leggere "Attraverso il fuoco" e correndo il rischio di ripetermi non riesco a trovare le
parole per dirti quanto mi è piaciuto, la ricostruzione storica, le relazioni tra i
personaggi e le scene erotiche sono fuse in una maniera meravigliosa che trasporta chi legge
all'interno della storia e fa vivere i sentimenti e le vicende dei
protagonisti. |
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Gianmarco |
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15 settembre |
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Ciao, ho utilizzato la password e volevo ringraziarti. |
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Matteo Levi |
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8 settembre 2008 |
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Gentile scrittore, |
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Loran |
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17 luglio 2008 |
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Come sai quello che scrivi mi piace moltissimo e se fossi in te
cercherei di pubblicare anche "la promessa" e "Attraverso il fuoco"
perché sono due romanzi molto belli e dove la tua forma di unire la
ricostruzione storica e le vicende dei personaggi è particolarmente
convincente. |
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Alex |
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2 luglio 2008 |
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Caro Matteo Levi...e per fortuna che quei
due “carabinieri” praticano!!! Ci pensi che palle se ci fossero in una stessa
storia due bei maschioni in divisa, tutti e due froci...e non praticassero!!!
Uff...che |
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Sebastiano da
Torino |
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16 febbraio 2008 |
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Ho letto il suo romanzo Ispettore Ferraris. Punto e a capo
trovandolo molto divertente. Un ispettore burbero e gay innamorato
del suo aiutante è un'ottima trovata e poi un pizzico di noir,
battute salaci, situazioni divertenti, una storia d'amore e
Torino sullo sfondo. Non mi resta che ringraziarla per averlo
scritto. Il suo personaggio tornerà in libreria con una nuova storia?
Lo spero davvero. |
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Monica
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QUESTO E’ L’UNICO GAY CHE NON LEGGE I RACCONTI E I ROMANZI DI FERDINANDO NERI |
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Max Thomas |
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1 dicembre 2007 |
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Ciao Ferdinando, scusa se a scriverti sono di nuovo io, ma ho finito da poco di
leggere "ISPETTORE FERRARIS. PUNTO E A CAPO", e per il culo di
Satana se mi è piaciuto! Il romanzo mi ha catturato con il caso poliziesco di Enea
Bruzio, mi ha divertito con le
opinioni, dette e pensate, dell'Ispettore, mi ha fatto sognare… be' altro non dico o potrei
svelare parte della trama del libro.
Se in futuro vorrai narrare altri casi e avventure di Ferraris e co. qui hai un fan che le leggerà con
piacere. Ps. Ma qual è il nome di Ferraris? Le avventure e disavventure di Felipe mi mancheranno,
soprattutto quelle che ha avuto da quando ha
conosciuto Michel, non solo quelle erotiche. Devo ammettere, inoltre, che nel capitolo Alla prossima Max Ps Spero che continuerai a pubblicare i
tuoi romanzi e i tuoi racconti, sai li
aspetto sempre con piacere. |
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27 novembre Caro scrittore, ho comprato il tuo libro giallo per sbaglio. Io non volevo quello,
io volevo un giallo, non un libro con la copertina gialla. Volevo acquistare il triller che vedi in allegato e non so come
mai mi è arrivato il tuo. Deve essere stato per colpa della copertina che
assomiglia in modo impressionante. All'inizio sono rimasto contento - perché costava di meno - e
già che ci avevo speso ho deciso comunque di leggerlo. Una porcheria del genere non mi era mai capitata. La trama non
esiste, non c'è un minimo di suspance, l'assassino non c'entra un accidente,
ho perso il filo a pag.trenta. Vorrei sbagliarmi premettendo che ho saltato
qualche pezzo ma mi sembra che quei due carabinieri siano...
insomma, ci siamo capiti...! Ma adesso veniamo a noi: siccome mi sono dovuto leggere
tutta quella schifezza che hai scritto, siccome non mi posso incazzare con la
libreria perché è di mio cognato, siccome non lo posso nemmeno reciclare
per Natale perché quei carabinieri sono... (e, oltretutto, praticano!),
allora rimane un'ovvia conclusione: ORA TU MI RENDI I SOLDI!!! Nb. c/c 688913 intestato LEVI
MATTEO - UNICREDEM Ag. 34 - Roma ABI 03010 CAB 13400 CIN B NB: (metti la valuta del 28 Ottobre, non
voglio perdere i giorni di valuta per colpa del tuo libraccio!) |
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Nerouragano |
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Sabato 20 novembre 2007 |
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Sono nerouragano e ti prego di non mettere in atto il tuo proposito,anzi incomincia,il più presto possibile,a rivedere il tuo vecchio romanzo -"sono in crisi di astinenza":"la promessa"è arrivato alla fine,ho già letto "cerro del diablo" ed il nuovo romanzo "ispettore ferraris..."ancora non mi è arrivato. come avrai capito sono un tuo accanito lettore e fin dal primo racconto letto(il tricheco ed il delfino) ho sentito che avevo finalmente incontrato l'autore che da tanto stavo cercando, cioè uno scrittore che in egual misura mi desse emozioni erotiche ed emozioni legate alla trama,ai personaggi - i tuoi sono certamente dei racconti/ romanzi supererotici,ma c'è una storia alla base ed una tua capacità di trasmettere emozioni... e poi ci sono tutti quegli uomini villosi... dopo il primo racconto sono seguiti quelli che ho trovato in rete,poi nel tuo sito ed infine nell'e-book "rosa, rosso&neri" - tutti sicuramente all'altezza del primo letto. sono poi passato ai romanzi: il primo è stato "cerro del diablo",bello,ma non è precisamente il genere che preferisco -ci sono comunque dei passi indimenticabili-quali il capitolo 12- sia per erotismo,sia per capacità narrativa - poi ho acquistato "i quattro re" e l'ho letto tutto d'un fiato e sicuramente lo rileggerò perché dessart, girod ed indirettamente tu mi avete trasmesso delle emozioni molto forti e contemporaneamente mi avete fatto nascere un pò di invidia per questa coppia così fortunata nell' essersi incontrata - mi piacerebbe ritrovarli in un altro romanzo od in un racconto,non ci hai mai pensato? - contemporaneamente ho cominciato a seguire "la promessa": felipe non mi ha preso come dessart e girod e le mie simpatie vanno sicuramente a testapelata, più forte, sicuro del suo amore e delle sue scelte - devo essere sincero,per gustare completamente un romanzo devo avere il libro per poterlo toccare,sfogliare e forse per questo motivo non ho gustato a fondo "la promessa" - così lo stamperò e lo rileggerò ed allora credo che potrò dirti qualcosa di più - a questo punto non mi rimane che ribadire il mio dispiacere nel caso tu non continuassi a "pubblicare" in internet, ma spero che tu possa cambiare idea...eventualmente continuerò a seguirti acquistando i tuoi eventuali libri - ciao nerouragano |
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Monica |
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Sabato 25 Febbraio 2006 |
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Sabato 25 Febbraio alle 14,30 circa ho iniziato a leggere “I Quattro Re” e ho terminato alle ore 01,00 del
mattino. L’ho letto tutto in una sola volta, non ho fatto pausa nemmeno
per la cena: l’ho trovato bellissimo. Adoro l’ambientazione storica e le ottime descrizioni, sembrava
davvero di essere in Francia nell’anno 1800. Il testo scorre bene e la vicenda mi ha appassionata,
inoltre mi piacciono gli Uomini d’Arme: davvero non potevo chiedere di
meglio. La storia è interessante e piccante al punto giusto anche se in
alcune pagine ho fatto fatica a seguire i vari “attorcigliamenti” e questo,
secondo me, ha negato qualcosa alla fantasia del lettore in quanto, essendo troppo esplicita l’ammucchiata, non rimaneva più niente da
immaginare – ma forse il tuo intento era proprio quello ;-) Comunque, ciò non ha deturpato minimamente il romanzo che rimane
pur sempre ottimo nella sua integrità. Devo ammettere invece che l’intimità tra Dessart e Girod,
descritta anch’essa in maniera assai esplicita, non ha tolto niente al
racconto ma al contrario ha contribuito notevolmente ad arricchirlo e a
renderlo prezioso. La loro storia d’amore è davvero
coinvolgente e ne ho apprezzato oltremodo il lato romantico, mi sono commossa
quando Dessart cercava di salvare Girod dall’incendio del castello e diceva:
“Sei tutto ciò a cui tengo al mondo. Non farmi
questo.” Ho pianto pensando che darei la vita per avere quel genere
d’amore che François riceveva da Dessart e sono stata in apprensione quando sembrava
che il capitano fosse morto (se quello fosse stato il vero epilogo, giuro,
adesso non starei a scriverti questa lettera di elogi!). Ci sono molti punti davvero belli e toccanti, qualche frase
raggiunge quasi l’elevazione della sublime poesia, come ad esempio: “Era una
preghiera, forse, ad un dio onnipotente. Preghiera
di ringraziamento e supplica perché quella benevolenza non avesse mai fine”. E, guardando tutto in un’ottica complessiva, devo dire che sono
davvero favolosi questi soldatini repubblicani che stanno tutto il tempo a
farlo, in qualunque luogo, in qualunque situazione. E’ struggente il
sentimento che lega Daniel Dessart a François Girod, mai ho
trovato una narrazione così adeguata di tanta complicità, passione,
tenerezza, profondità. Tutto è talmente perfetto che viene da
pensare che ciò possa esistere soltanto nei paesaggi di carta e inchiostro di
un libro, ma si dice che uno scrittore metta sempre un po’ di sé creando le
proprie opere, mi auguro quindi che questa storia non sia stata soltanto il
frutto di un impegno letterario ma che tu possa aver avuto l’immensa fortuna
di poter vivere anche nella realtà qualcosa di simile a quanto descritto in
questo tuo bellissimo romanzo. Con tutto il cuore ti auguro di poter pubblicare ancora molte di
queste pagine così tanto significative (almeno altre diecimila!) Con stima Monica |
Monica
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Venerdì 10 Marzo 2006 |
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Verso la metà di Febbraio il mio amico Simone mi dice che su internet
c’è la recensione di un vecchio libro di ambientazione ottocentesca che parla
dell’eroica vicenda di un soldato da cui hanno tratto anche un film. Siccome
sa che amo leggere e mi piacciono gli Uomini d’Arme, mi consiglia di cercare
il romanzo. Il titolo è: “Le Quattro Piume”. Io ascolto distrattamente. Mica compro
i libri solo perché sono ambientati nel 1800 e parlano di soldati! Eppoi ho altri acquisti da fare, mi servono alcuni saggi per le
mie ricerche di egittologia. E’ tarda sera quando mi metto davanti al computer per cercare i
testi e mi torna in mente anche il libro suggerito da Simone, ma non il
titolo: quello me lo sono già scordato. Forse era “Le Quattro Penne” (penso a
quelle d’oca per scrivere), o “Le Quattro Carte” (penso alla corrispondenza)…
Le Quattro… I Quattro… Niente. Il titolo proprio non mi viene. Non posso andare a dormire con un dubbio in testa, è una
questione d’onore tra me e il mio cervello a groviera che non si ricorda le cose! Vado su Book On Line e dopo aver messo
nel carrello quanto mi occorre sull’Egitto, inserisco la parola “Quattro”
(l’unica che mi ricordo) e da lì viene giù di tutto. Si va da “I Quattro Trucchi & Impiastri” ad “Amore a Quattro
Zampe” – Forse non è il caso… – mi dico e riprovo limitando la ricerca ai soli
romanzi italiani. Purtroppo anche qui c’è di che scartabellare ma chi la dura la
vince e dopo quasi due ore (sono già passate le
due!) arrivo a “Il Re dormiva Quattro volte al giorno”, “I Quattro Re”,
“Quattro Storie di Re”. Ma certo! …E’ il Re l’altra parola chiave: una carta! – esulto.
(Ci avevo pensato subito anche se mi era venuta in mente la carta da
lettere.) – E dove c’è un sovrano c’è anche un esercito e quindi, dei soldati
– penso. (Il ragionamento è perfetto!). Così, vado immediatamente a leggere la recensione dei libri
scartandone subito due che non corrispondono, ma quando arrivo a “I Quattro
Re” non trovo scritto niente. Strano. Allora cerco su Google e appare: “I Quattro Re” e l’asso
dell’erotismo, le rocambolesche vicende del libro si snodano all’alba del
1800. E invece di EROTISMO, con gli occhi abbottonati dal sonno, leggo
EROISMO… (me tapina!). E’ fatta, è questo: un bel romanzo di eroico valore militare! –
esclamo soddisfatta. Alle tre e mezza del mattino neanche mi passa per la testa che
forse sarebbe meglio aprire la pagina per vedere BENE di che cosa si tratta o
aspettare Simone prima di comprare. Ora immagina quando, Sabato 25, arriva un racconto di certi
soldati che non sanno tenersi addosso i pantaloni
per più di cinque minuti di seguito ed io che leggo tra le fessure delle dita
con la mano sugli occhi per l’imbarazzo. Eppure è una bella storia e mi commuovono i due protagonisti
quando si innamorano. Il libro nel suo genere è un piccolo capolavoro. Vorrei sbagliare così tutti i giorni, davvero. Monica |
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Max Thomas |
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lunedì 18 giugno 2007 |
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Le tue prime opere che ho letto furono: " L'ispettore paga il conto ", "Un
picciotto beneducato " e "Un adulterio (o più d'uno)
". Mi colpirono inizialmente per il tipo di uomo che descrivevi, grosso
peloso e a volte anche con un po' di pancetta, insomma il mio tipo. Ad una seconda lettura mi piacquero anche per come erano scritte
e per la trama. Infatti era la prima volta che leggevo
dei racconti erotici che non solo descrivevano delle scene di sesso tra i
protagonisti, ma in cui c'erano una vera e propria trama, sopratutto in
" Un adulterio (o più d'uno) ". Tra queste storie quella che
mi piacque di meno fu "Un picciotto beneducato " ma solo
perché sono uno a cui piacciono gli Happy End. Le successive opere che ho letto furono: " Un porcorso
fuori percorso ", "Una giornata di merda " e "Missione
ad Abu Hadar ". Dopo aver letto queste tue storie scoppiò l'amore
per i tuoi racconti. Raccolsi e conservai tutti questi racconti ed iniziai la caccia
su internet per trovare altri tuoi racconti, e fui fortunato perché trovai
anche " L'ultimo giorno di Big Rob " e "Il Tricheco
ed il Delfino " (questo è uno dei miei racconti preferiti). Come puoi immaginare il passo successivo fu comprare " I
Quattro Re " (questo dopo aver riletto tutti i tuoi racconti due/tre
volte). Quando finì la prima lettura (si l'ammetto l'ho riletto molto spesso)
mi è dispiaciuto salutare François e Daniel,
mi ero molto affezionato a questi due personaggi e alle loro avventure. Un'altra cosa che adoro nelle tue opere è l'ironia che appare
nei tuoi racconti, è magnifica. Ora mi potresti criticare dicendomi perché non ti ho scritto
prima per dirti tutte queste cose, ma un po' il lavoro, un po' le vacanze e
infine un trasloco hanno motivato la mia pigrizia. Poi questa primavera dopo che mi hanno ridato la connessione ad
internet dopo tre mesi di attesa (come vorrei affidare quei bastardi alle amorevole, si fa per dire, cure del Capitano
Contreras ) cercando su internet trovo la tua nuova racconta di
racconti, " ROSA, ROSSO & NERI", ho trovato magnifici
quasi tutti questi racconti c'era una bella dose di rosa proprio come piace a
me, ma alcuni erano anche molto divertenti, c'è solo un piccolo dispiacere
"Domande pericolose" finisce proprio sul più bello
(non mi riferisco solo alla domanda del professore, ma sopratutto a come va a
finire la storia tra il professore e il suo allievo). L'ulteriore sorpresa che trovo su questa tua raccolta è
l'indirizzo del tuo sito web, questa sì che è una notizia meravigliosa. Ora
posso saper con maggior dettaglio tutto sulle tue opere. Inoltre mi sono
piaciute molto le tue biografie, spero di leggere anche quella Rosa. Sono anche andato sul sito di "Viste " e mi
sono letto "Cerro del Diablo " devo dire che mi è piaciuto
abbastanza anche se come ci avevi detto con il nero avevi esagerato.
Come puoi immaginarti mi è piaciuto il finale con "happy end"
soprattutto perché quello stronzo di Vega ha avuto
quello che si meritava, ma anche il secondo finale non era malvagio. Ho letto anche " Il grizzly", "La
gabbia" (sono delle belle storie iniziano in modo molto triste però
finiscono molto bene inoltre mi hanno fatto ridere le battute finali sia di Thomas
in " Il grizzly" e l'ultimo pensiero di Bruce
in " La gabbia"), "Il regalo di compleanno"
(questo racconto è divertentissimo tutti i miei
complimenti) e "La partenza" (spero tanto che ci sia un
continuo). Ora mi sto appassionando alla lettura di " La promessa
", attendo con ansia di sapere come evolveranno
il destino di Felipe e che cosa gli riserverà il futuro (ovvero
quello che tu gli hai riservato). Ti confesso che io l'avrei acquistato se
veniva pubblicato. |
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Max Thomas |
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martedì, 9 ottobre 2007 |
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Mi sto sempre più
appassionando a " Ho letto la "Camicia
Rossa" anche se mi è piaciuta la storia d'amore tra
Nino e Carmine mi sarebbe piaciuto che la parte
avventurosa fosse stata più lunga, ma ho il sospetto che in quel caso non sarebbe
stato un racconto breve. ;-) "Cavalleria
rusticana" invece è bellissima, anche se non mi ricordo granché di "I
Malavoglia" di Verga, che sono stato costretto a leggere all'epoca del
liceo (non ce verso, le cose lette controvoglia non
mi restano impresse), quindi nulla posso dire sulle citazioni in esso
riportate. "Una richiesta di
trasferimento" in un'unica parola l'ADORO', penso
che aggiungere altro sia superfluo. Per quanto riguarda "Ispettore
Ferraris. Punto e a capo. – Una falsa partenza" ci sono rimasto un po' male perché di questa
storia non saprò mai come andrà a finire (anche se Enea Burzio era simpatico
come un calcio nei cogliones). E spero che a parte i nomi dei
personaggi il racconto non abbia niente in comune con il romanzo. (Sai che
tristezza leggere un giallo di cui si sa già una parte del finale). Non vedo l'ora di
leggere "Uomini e lupi" , "Lo
sposo di Iemanjá" e "Un caso facile facile",
che prossimamente pubblicherai sul tuo sito, e naturalmente "Ispettore Ferraris. Punto e a
capo." (come
lo troverò!) Per quanto riguarda la
tua ipotetica offerta di diventate un personaggio di un tuo racconto,
non so se mi conviene. Sai non vorrei fare
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