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Paolo

In passato avevo letto solo uno dei tuoi racconti, mentre oggi mi sono sbizzarrito ad addentrarmi in qualcuno in più. Complimenti davvero! Buona trama, bel fraseggio, ottimo uso dell'italiano (che non guasta).
Ti saluto con affetto. E con ammirazione.

 

 

 

Max Thomas

La tela del ragno
E’ la prima volta che il protagonista di una tua storia è un pezzo di m***a (be’ quando ci vuole bisogna dirlo). Se il tuo intento era quello di far odiare il protagonista, ci sei riuscito, per quello che mi riguarda. Bello l’omaggio al delitto della contessa Francesca Vacca Agusta.

Corde
La storia di Pier, come hai annunciato nel cantiere, parte in un modo e finisce in un altro, anche se è un racconto breve; la trama mi ha catturato e non annoiato, per non parlare delle scene di sesso bollente (fiiiiiiiiii!), non basta il caldo esploso in questi giorni di primavera.

Il piacere di uccidere: IV – Il traditore
Le avventure di spionaggio di Herman e Rod sono sempre avvincenti. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso in questo racconto, sono state le scene hard, non che siano brutte o estreme, ma il sesso e morte che si fondono per raggiungere il piacere è un idea che per il momento non condivido. (Lo so, sono un po’ bigotto, ma la “voglia di vivere” e “vedere cosa mi riserva il domani” sono dei preconcetti di cui non riesco a liberarmi).

Un cactus in culo
Ok, dov’è la lettera per arruolarsi e di assegnazione alla caserma? Mi è piaciuto ritornare a leggere storie di lotta e sesso. Unica pecca del racconto: il movente dell’omicidio non dovresti lasciarlo all’immaginazione del lettore (c’è chi non ne pensa nessuno, chi tanti).

Fado
Bello questo racconto in cui riversi i ricordi e le emozioni del tuo viaggio in Portogallo. Questo è un racconto che mi riscalda il cuore, e mi fa sognare, e venir voglia di viaggiare e di ascoltare il Fado.

 

 

 

Loran

Era da un po’ che non entravo nel tuo sito e devo dire che è sempre un piacere in tutti i sensi e di tutti i sensi.

Belli i racconti “Il traditore” morte, sesso, tensione,  dosati sempre con grande maestria, poi “Un cactus in culo” l’avventura in terre esotiche che mi fa ricordare molti film ambientati nei forti nelle terre di confine dove la violenza si sovrappone all’erotismo, sei sempre bravissimo e ti ringrazio per il piacere che mi dai con i tuoi scritti.

 

 

 

Max Thomas

Il rompiscatole criticone è tornato alla carica.

 CICLO DELLA GUERRIGLIA

Ho aspettato e letto con piacere tutti e tre i racconti.

Una fine da topi

Molto ben narrato la crisi di Mateo per i suoi ideali traditi e il suo coraggio di non rinunciarvi.

Notturno

È il racconto più avvincente per l’azione, ma è quello che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, proprio perché è il contrario del primo, per quanto riguarda il rapporto personale tra i protagonisti

Tre Volte

È la storia che mi è piaciuta di più, ho trovato bellissimo e coinvolgente la storia tra i due protagonisti.

 

Vecchio West

Come sempre un racconto scorrevole e piacevole da leggere. Interessante la descrizione dal punto di vista del protagonista della quotidianità di "Sand Creek Town", città turistica a tema western. Bella storia e avvincente il finale (quello fuori dalla camera da letto, anche se l'ho apprezzato anche quello).

 

 

 

Loran

Ho appena finito di leggere i tre racconti della guerriglia, che emozione, avventura, sentimenti, amore e sesso tutto fuso in maniera esemplare come sai fare bene tu, è sempre un vero piacere passare dal tuo sito e leggere le tue opere.

 

 

 

Max Thomas

Al Ranch
Quando ho letto questo racconto, ho trovato molte parti che che mi sembravano familiari, tipo: la banda di motociclisti, lo scavare una buca per un cadavere, il fare sesso nella stalla.
Non dico che hai fatto "copia e incolla", ma leggendo ho avuto una sensazione di un déjà vu (non so se per altri tuoi racconti, o quelli di qualche autore che hai segnalato nella ex-"zona nera").
Nell'insieme l'intero il racconto mi è piaciuto, la storia è scorrevole, la trama mi è piaciuta e il finale fa capire... chi lo vuole sapere legga il racconto.
Se devo dagli un voto, ti darei 7/10 (di più non ti do, per la sensazione di déjà vu e perché non amo il S/M)

Partita a poker
Questo racconto è stato una piacevole sorpresa di fine estate, la scena sul tavolo delle carte caldo omaggio MAP (MenAtPlay ed anche agli attori). Ma la cosa più bella di questo racconto è la trama che mi ha coinvolto, la storia di Ben mi ha un po' rattristato e il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca.

La guardia dei sogni
Non mi aspettavo il continuo del racconto, è stata una bellissima sorpresa. Tolto i commenti di Jarrett durante la partita a poker, che ho trovato veramente esilaranti, il racconto era veramente tristissimo, mi ha fatto quasi venire le lacrime agli occhi.

PS non c'è speranza di sapere cosa accade al mattino?

 

 

 

 

Amadeo

(su Sindrome di Stoccolma, nella raccolta L’orca)

Va be', ma sei romantico ai limiti dello smelenzo! Imbarazzato
Fai bene a tenerlo per la raccolta: è troppo bello per lasciarlo deflorare gratis! Ritornano parecchi temi e atmosfere di tuoi racconti precedenti ma (sarà la mia disposizione di stasera o l'estasi dell'inedito concessomi) stavolta mi sono emozionato davvero, immedesimato nella storia e non riuscivo a smettere, anche se il titolo è un imbroglio bello e buono! Mi incuriosiva perché mi aspettavo un altro genere di racconto, una vera sindrome di Stoccolma... ma ovviamente so che l'hai fatto apposta, come il DVD iniziale, che già preparava al mal di stomaco anche me, o la rassicurante voce di Ramirez... sbaglio o ti stai affinando nel fuorviare e far friggere i lettori? E una tensione erotica notevole pur con descrizioni fisiche minime che lasciano il lettore in sospeso tra immaginazione e curiosità inappagata.
Complimenti

 

 

 

Marcello

(su Fado)

e invece il tuo ultimo racconto è molto bello, non ci saranno cazzi che svettano e sborrano - ma tanto alla fine quelli, a forza di leggere, non fanno più né caldo né freddo - ma ci sono i sentimenti, che sono quelli che tengono accesa l'attenzione e la tensione verso una persona. Tengono incollati allo schermo mentre scorre la pagina del racconto. Tengono duro anche il cazzo, molto più di tante sconcezze dette o situazioni estreme: anzi, per quanto mi riguarda, se il sentimento si accompagna a queste cose godo come un pastore in calore!

 

 

 

Amadeo

Vivi complimenti per Al ranch. Stai diventando sempre più cattivo! (Questa la pubblichi nel forum? Con la lingua fuori)

 

 

 

 

Loran

Ho appena finito di leggere i due racconti “Partita a poker e “La guardia dei sogni”. Che dire, come al solito meravigliosi nel delineare i personaggi nell’intersecarsi dei due racconti nelle scene di sesso e azione come in quelle di tenerezza e amore; mi hanno ricordato alcune storie di Gengoroh Tagame dove uomini duri e solitari si arrendono alla fine ai sentimenti che provano. Complimenti sei sempre bravissimo.

 

 

 

 

Mario

Sei un genio e un sadico.  E' ufficiale ! Ho letto il racconto La guardia dei sogni e ho pianto per quanto è bello però mica vorrai lasciarci così senza sapere cosa succede quando Ben si sveglia?????


Ti voglio fare poi i complimenti per il racconto Questione di pelo in cui mi ci sono riconosciuto pienamente.

 

 

 

 

Max Thomas

È un bel po’ che non ti mando commenti, scusa l’avarizia ma non è facile trovare parole nuove per esprimere il mio entusiasmo.

Allora sei pronto? Sei seduto? Hai posato bevande e cibo? Entrambe le mani sono sul PC? ;) occhiolino

Ok, ora si comincia!!!

 Il mercenario (Uniformi):

mi ha ricordato un po’ “Lo schiavo ed il rinnegato”, nel fatto che il protagonista, dopo la dichiarazione dalla persona che ammira, stima ed a cui si sente molto legato, va nel panico e perde tutto in un attimo. Di diverso ci sono la storia e le ambientazioni che mi hanno catturato e portato a leggere con entusiasmo il racconto. Ok, non sono un santarellino, mi sono piaciute anche le sequenze VM 18.

 Il relitto (Tempi Moderni):

bellissimo questo tuo racconto su “una seconda possibilità”, mi ha fatto commuovere, sopratutto il finale, parlo naturalmente di quello che avviene fuori dall’albergo. La scena dell’albergo ha destato l’interesse di altre parti del mio corpo (^_^).

PS Un’ultima cosa, stai attento quando pubblichi la versione censurata a non tagliare alcuni dettagli della storia come è capitato nella prima scena hot del racconto.

 Questione di pelo (Tempi Moderni):

ho trovato veramente molto dolce questo racconto sulle prime esperienze di un adolescente. Ma su un cosa che hai ribadito sono assolutamente d’accordo: MAI, E RIPETO “MAI” FARE SESSO OCCASIONALE NON PROTETTO. Lo so che quando si è giovani non si pensa alle conseguenze e si vive la passione del momento, ma non è detto che tutti siano fortunati!

Un ultima cosa: W GLI ORSI!!!

PS Per la cronaca io non sono un orso, ma un loro grande estimatore

La carriera di un pornodivo (Tempi Moderni):

Una bella favola moderna, dove da padrone lo fa “l’amore” e non il “sesso”, a dispetto del titolo.

Doppio gioco (Uniformi):

Sei sempre insuperabile in queste storie di azione e intrigo. Se mi ci abitui troppo, poi quando non scrivi vado in crisi di astinenza. Bella la zeppata (freccia acida) finale di Miguel a Vargas, cioè…. Mica vuoi che riveli il finale. (^_^)

L’esecuzione (Uniformi):

come già ti ho detto per la versione precedente questo racconto non mi piace, preferisco molto di più il finale nero de “Il sergente”. Questo racconto mi rovinerebbe il finale di “Doppio gioco”, quindi lo cosidero separato da quest'ultimo.

E dulcis in fundo gli Otto Racconti Napoletani (Uniformi):

[Comm te permètt e' parlì malè e' Napole! Mo' te tolgò o' salutò, figl e' ntrocchia!!! Ok, ti perdono giusto perché sei tu e so che l’hai fatto per amor del romanzo.] ;) occhiolino

Ok, basta con gli scherzi, torno serio ed ecco il vero commento.

Questo romanzo mi è piaciuto molto, con il "trucchetto" degli otto racconti hai potuto descrivere le vicende dei personaggi in un arco temporale molto lungo, questa idea ti ha permesso di descriverci l’evoluzione dei personaggio in fasi e momenti differenti della loro vita. Mi ha molto intrigato seguire le vicende e la storia Fabrizio e Antonio, da quando erano dei perfetti sconosciuti, al momento che si sono innamorati e messi insieme, alla loro vita in comune e ai problemi che hanno dovuto affrontare e superato con il loro amore. (Questa è una bella novità rispetto a molti tuoi racconti e romanzi che si concludono al mettersi insieme dei personaggi e a fare un breve accenno al loro futuro.)

A parere mio, hai saputo descrivere le luci e le ombre di Napoli in modo obbiettivo, senza essere razzista o prevenuto verso questa mia bellissima città, per questo ti ringrazio.

Ho trovato molto originale il fatto che nel primo racconto il paragrafo successivo iniziasse con la frase finale del paragrafo precedente, mi è un po’ dispiaciuto che non l’hai usato per tutto il romanzo, ma mi immagino che non era facile da fare, soprattutto in base a come sono nati i vari racconti.

 

 

 

 

Mario

Ho finito di leggere per la terza volta il romanzo "La Missione": bellissimo e prima di iniziare a leggerlo per la quarta volta mi domando: ho mai amato come Leo e Jeff? Assolutamente no; amerò come loro due in futuro? Probabilmente no!

 

 

 

 

 

Amadeo

Ho visto il tuo nuovo racconto, ho dato una sbirciatina all'incipit e... non sono più riuscito a smettere! L'ho finito in meno di un'ora, nonostante sia bello lunghetto! Premetto che mi è piaciuto un sacco: uno stile molto bello, intenso ma realistico (lo stile!). Lo spaccato della vita di un idolo, un tipo singolare di idolo che certamente incuriosisce tanti di noi Imbarazzato(non so se ti sei ispirato alle interviste o alle note biografiche di qualche pornodivo gay vero). Mi è piaciuto molto il tuo procedere per quadri staccati e salti cronologici, tracciando i momenti di una vita in varie sue fasi. Il finale devo dire era un pochino prevedibile (sebbene, giustamente, non realmente probabile) fin dalla prima apparizione del personaggio di Manuel. Anche se fin quasi alla fine ho continuato ad avere il dubbio che Manuel potesse sbucare fuori in tuta di pelle durante uno show hard o una ripresa (questo nella realtà sarebbe stato più probabile?Sorriso)! E alla fine il trionfo del romanticismo è giusto e inevitabile, almeno in un racconto, anche se viene da chiedersi se dietro la morte di Bruce Bull non si celi un pizzico di conformismo: è impensabile che uno possa continuare a fare sesso per lavoro e contemporaneamente vivere un amore vero, stabile e sincero nel suo privato? La monogamia affettiva implica necessariamente monogamia sessuale? Lo chiedo perché realmente non conosco la risposta. Il tuo racconto intende proporne una?

 

 

 

 

Pietro F.

Ho appena finito di leggere un altro dei tuoi racconti, "L'autista" che è forse quello che potrei definire il mio preferito insieme a "Attento al gorilla!", "Prede e cacciatori" e "L'apprendista di mastro Luca".
Mi piacciono i tuoi racconti, il voler cucinare i tuoi lettori con la calma delle parole disposte con cura sulla teglia dello schermo mostrando una delicatezza che riscalda lentamente fino ad accendere il fuoco del desiderio. Fuoco che non è solo quello sessuale, simile al fuoco di paglia: si accende, divampa e consuma con velocità impressionante, lasciandoti con l'amaro in bocca e solo il ricordo di un piacere che a volte è solo ricercato mentalmente perché vuoi solo dar fiato al tuo corpo sapendo che una parte di te resterà insoddisfatta. Nei tuoi racconti invece, (ma più in generale il bello di te) è che ti prendi tutto il tempo perché si accenda il fuoco del desiderio facendolo divampare nel cuore prima che nel corpo fino a regalare un'unica fiamma che non si spegne improvvisa ma resta a riscaldare anche dopo l'ultimo punto dell'ultimo rigo di ogni tuo racconto, lasciando anche quel senso di nostalgia e di desiderio che la storia continui, che non si fermi...
Lasci così che venga alla luce il desiderio di poter vivere una storia d'amore che sia vera e romantica, nella consapevolezza di tenerla ancorata nel reale quotidiano.

 

 

 

Marcello

Continuo a pensare che la forma di scrittura del racconto breve sia da te portata a livelli davvero alti. Avrei voluto esternarti il mio piacere e stupore per racconti come Il parcheggio, Daddy e gli ultimi Cena di natale e Come combinare un matrimonio, ma altri lo hanno fatto meglio di me. Però quello che ho pensato per Il parcheggio te lo dico: che gran figlio di puttana che sei! Mi sembra che tu faccia tanto il bravo maritino borghese nel tuo raccontarti  come coppia.. poi mi sembra che non sia solo fantasia quella che metti sulla carta!

 

 

 

Antonio

Ho incontrato un tuo racconto per caso, non ha importanza quale perché poi ho

preso a leggerli tutti: i bianchi, i rossi, i neri.

Mi sono piaciuti e volevo significartelo.

In un'epoca che, barbara, evita di curare la scrittura di un'idea, di una situazione

i tuoi racconti mi son sembrati giusti, ben curati, buoni congiuntivi e attenti nella scelta delle parole. Non i soliti "centri commerciali di pezzi di carne" ma racconti che potevano anche avere una probabile ed eventuale emozione da passare.

Grazie

 

Gigi

Grazie, è bellissimo!

solo tu puoi scrivere cose che toccano il cuore!

(Su Requiem per un boss)

 

Max Thomas

Ho appena finito di leggere  "Come si combina un matrimonio" è veramente bello.
Hai saputo portare un ritratto della quotidianità della vita in modo semplice e gradevole.
Ho adorato in particolare le "schermaglie d'amore" tra Duccio e Gianni e il finale,
che se fosse stato diverso ci sarei rimasto molto male. 
Grazie ancora per i tuoi racconti.

 

Amadeo

Mi piacciono molto alcuni dei tuoi lavori più recenti ed è sorprendente come, soprattutto con i racconti, riesci a spaziare sui toni più diversi stuzzicando corde molto diverse nell'anima del lettore, dalla tenerezza di "Festa di Natale", che mi ricorda un po' il bellissimo e originalissimo "Bacio di Giuda", ai toni noir di "Daddy".
"Come combinare un matrimonio" è un esilarante spaccato di vita quotidiana, nel quale tanti lettori si potrebbero riconoscere, e il finale è originale pur nel suo essere volutamente prevedibile.
Adoro "La doccia", trasmette un senso di attesa, di eccitazione e di curiosità vivo e palpabile e ripercorre con una verosimiglianza incredibile un crescendo emozionale e i suoi contrasti...  e la fine... mi aspettavo qualcosa di inevitabilmente irrisolto (il racconto si incentra sull'autoerotismo, e una scena di sesso finale sarebbe stata certamente troppo banale per te), ma devo dire che hai ampiamente superato le mie aspettative!
Quanto a "Daddy"... certamente un'analisi interessante. Premetto che l'idea della fantasia di morte violenta mi turba un po', ma credo che tu riesca anche a far immedesimare il lettore in atmosfere e ad aprirgli la mente su stati psicologici che di natura non sono nelle sue corde. A questo proposito ricordo anche un racconto molto intrigante che purtroppo non riesco più a ritrovare sul tuo sito (parlava di un poliziotto in incognito che ha una relazione con un orso sadico -mi pare si chiamasse Giovanni- che gli svela i mondi del piacere s/m e alla fine si rivela essere un serial-killer che la polizia cercava). Vi avevo trovato un'esplorazione straordinaria delle dinamiche del desiderio e del piacere s/m e della stessa fantasia di morte. Personalmente mi aveva aiutato a capire molte cose.
E infine mi è piaciuto moltissimo "Il mito di Orione", forse più di Cernunnos, perché con i suoi caratteri "da Area Aperta" mantiene quel velo di delicatezza e di riserbo su tutti gli aspetti corporali della vita dell'uomo che è tipico della "sacralità" dei miti antichi (dove anche il sesso e l'omosessualità sono ampiamente presenti ma mai narrati o descritti in modo troppo esplicito). Sono appassionatissimo di mitologia antica e raramente mi piace vedere i miti rielaborati e alterati nei rifacimenti moderni, ma tu sai farlo con classe. Soprattutto mi è piaciuta la naturalezza con cui riesci a riecheggiare lo stile e addirittura il linguaggio formulare dell'epica greca (come "l'aurora dalle dita di rosa") trasponendolo in una prosa semplice e scorrevole.

 

 

Riccardo 3

Ho letto solo ora il tuo racconto natalizio, presente sul sito già dalla vigilia!

perfetti i tempi di pubblicazione (tempo reale pare!) ed altrettanto il tema!

A parte queste festose coincidenze, non posso che ripetermi: è molto bello, se non altro per la piacevolezza del leggerlo!

La prima parte è uno spaccato di vita degno del miglior neorealismo italiano, pare un omaggio al Dino Risi o allo stesso Monicelli, quando sapevano traversare la nostra società con sguardo un po' amaro, ma pur sempre partecipe. Come non riconoscersi in certe situazioni di socialità forzata!

Sulla seconda parte, mi trovo più in difficoltà, non avendo mai avuto la fortuna di avere un babbo natale nel letto, non ho sufficienti elementi per misurarne la credibilità!

(su Festa di Natale)

 

 

Max Thomas

Ho fatto una full-immersion dei tuoi racconti, quindi bando a convenevoli e via con commenti:

1) Già a metà lettura di "Un colpo grosso" e di "Il parcheggio" ho capito che appartenevano al genere "noir". Devo farti i mie complimenti perché con questi due racconti, sopratutto con il "Parcheggio", ti sei davvero migliorato molto in questo genere. Inoltre, per quello che mi riguarda, i due finali sono rimasti un mistero finché non li hai svelati tu.

2) Sai un po' ci speravo in un nuovo racconto dedicato all'Unità di Italia e "Nelle tenebre" per me è stato un bellissimo regalo. È un bellissimo racconto con una straordinaria storia d'amore e piena di passione che hai ambientato nella mia città natale. Grazie!

L'unica pecca è che nella versione Green questa passione si affievoliva un po' con la censura.

3) "Passaggio a Nord-Ovest": trovo sempre piacevole leggere storie di avventura, e grazie a te posso leggere quelle dove finalmente gli eroi non sono solo etero.

4) Leggendo "La doccia" e "Daddy" non li definirei solo racconti a luce rosse, ma vietati ai deboli di cuore per l’alto contenuto erotico/pornografico, e definirti un grande è veramente poco, parola di porco.

Il finale di “La doccia” lo posso anche accettare perché un altro finale dopo questo sarebbe solo banale, e i tuoi racconti non lo sono mai stati per me. Ma il finale di “Daddy” non l’accetto, non dovevi lasciarmi sul più bello così, voglio un finale non immaginarmelo da solo. Sigh, sigh!!

 

 

 

Loran

era un po’ di tempo che non entravo nel tuo sito e come al solito sono rimasto colpito dalla bellezza dei tuoi ultimi racconti “La doccia” e “Il parcheggio”, le scene magnificamente descritte che fanno diventare il lettore un osservatore diretto quasi fosse catapultato nella scena stessa e la vivesse, la tensione erotica che lo eccita e lo appaga anche quando si raggiungono livelli molto forti, insomma è sempre molto bello leggerti.

 

 

 

Giovanna

Ho letto "Il parcheggio". Sono senza parole. Ma le troverò. 

E' uno di quei racconti che ti frega... La prima volta ho seguito automaticamente le mie aspettative e quindi mi ha spiazzato, ovviamente. La seconda volta la mia ottica è cambiata e ne è risultata una lettura diversa, attraverso la quale ho apprezzato la sottile costruzione di ogni elemento (un esercizio ad altissimo livello). La terza volta è perché ho sentito il bisogno di immergermi nella sua atmosfera, sentirne il senso, il ritmo, la pressione. 

Secco, intenso, coinvolgente. Un tuffo nell'oscurità di una mente vacillante. Un sentiero apparentemente rettilineo che  ti prende, ti costringe a seguirlo, fino a ritrovarti da un'altra parte, in un mondo ancora più oscuro. Ma ormai ci sei dentro, e tutto ciò che un attimo prima ti sarebbe sembrato orribile o allucinante, diventa naturale. Ti dice che potrebbe esserci un serial killer in ognuno di noi. Questo sì, che è scioccante. 

E poi si legge in sottofondo quella sorta di vena disperata di chi sta vivendo una vita di cui non sa che fare, dove il vuoto dei sentimenti va riempito a tutti i costi, con le sensazioni. Allora va bene tutto, anche il dolore fisico, o soprattutto quello. E a un passo da lì c'è il considerare la vita umana un niente, con cui si può giocare. C'è il sopprimerla per il gusto di farlo, all'unico sterile scopo di provare una sensazione. E' una sfida in cui è affidato al caso se emergerne come vittima o come carnefice, vittorioso o vinto. 

Notevoli poi le due chicche di Vasco e Whitman, talmente azzeccate da provocare un brivido.

Anche se l'universo che stai esplorando ultimamente è piuttosto lontano da quello romantico-ottocentesco che amavo molto, e mi sembra alquanto inquietante, i tuoi racconti restano incredibilmente toccanti, profondi, lasciando sempre un segno indelebile. Forse persino di più, perché vanno a giocare con la parte oscura che giace ignorata in ognuno di noi. L'attrazione irresistibile del male. La via più facile da seguire, perché non possiede regole. Ognuno è libero di costruirsi le proprie. 

Complimenti. 

 

 

Riccardo3

Fottuto Bastardo,

quando la smetterai di sorprendermi con questi modi? Ma quanti siete? Sono anni oramai che ti leggo, anni che ho imparato a riconoscere ed apprezzare la tua cifra (testa, cuore e coglioni in un giusto e dolce equilibrio), ma un colpo così basso (leggi pure in area coglioni) non me lo sarei mai aspettato.

Non conoscevo ancora il "racconto interattivo", al pari delle chat o delle play station, ma a quanto pare esiste e tu ne hai dato un magistrale esempio!

Ho ancora le fauci secche, non ancora finita la lettura che già mi strofinavo l'occhio indolenzito a forza di sbirciare da quel maledetto buco nel muro. Muro che è diventato un tutt'uno con la pagina scritta. Come lettore è stata la prima volta che mi son trovato ad interagire in questo modo. Il voyeur o spettatore che c'è in ogni lettore, solitamente soggetto "passivo e terzo" nell'azione raccontata, fatto salvo poi subirne gli effetti, si trova, quasi senza accorgersene, se non fosse per il suo basso ventre, ad essere addirittura il domine della stessa azione. Vittima e carnefice, i due protagonisti del racconto, si trovano uno dentro la pagina e l'altro fuori. Difficile poi dire chi è più vittima e chi più carnefice dei due.

Alla mia veneranda età pensavo di aver già apprezzato molte "forme" di erotismo, ma come al solito, mi hai smentito e sorpreso ancora una volta.

Magistrale la tecnica usata nel costruire il racconto, magiche le immagini usate per questo incredibile gioco tra seduttore e sedotto.

SEI UN GRANDE.

   (su La doccia)

 

 

Giovanna

È compatto, progressione perfetta, il giusto grado di follia, un finale alla disperata in perfetta sintonia con il corpo del racconto. Per la terza volta, senza troppa fantasia, PERFETTO! 

Sembra un racconto semplice, a una prima lettura, ma non è così. C'è dentro un sacco di solitudine e di disperazione. Si gioca tutto su una sua impressione, che non si scoprirà mai se risponde a verità. È una tragedia del desiderio. Ha dentro una disperazione così profonda che si fa fatica a vederla, però la senti grazie a quello che ti lascia dopo.

Insomma, di un racconto in cui non ci sono innamoramenti, non c'è avventura, non ci sono i sentimenti a cui siamo abituati, io credo che tu sia riuscito a fare un piccolo capolavoro. Poi ogni lettore ci vedrà quello che vuole, a seconda della sua sensibilità o di quello che stava cercando... come sempre. 

(su La doccia)

 

 

Alessandro

Ecco uno dei tanti motivi per cui adoro i tuoi racconti: riesci sempre a sorprenderci. Ho appena finito di leggere il tuo ultimo racconto (la doccia). Mi è venuto in mente un passaggio di un racconto pubblicato non tanto tempo fa: "con questi (racconti) il cazzo non si muoveva, ma ti sentivi dentro un fuoco, una vibrazione che non si spegneva". Credo che la frase fosse riferita ai tuoi racconti ma chiunque l'abbia scritta non aveva certo ancora letto la doccia che non lascia indifferenti neanche sotto l'aspetto fisico. La tensione va salendo di pari passo nel protagonista e nel lettore. L'impostazione della narrazione completamente in prima persona, l'evoluzione psicologica del protagonista, l'ansia della presenza del voyeur e un finale totalmente spiazzante hanno fatto balzare questo racconto direttamente in cima fra i miei preferiti.

 

 

 

Loran

 Ho appena finito di leggere “Un progetto individuale” e non trovo quasi le parole per descrivere quanto è bello, piacere, gioia, commozione, grazie per queste emozioni.

 

 

 

Gianna

Ho letto con avidità il tuo ultimo racconto NELLE TENEBRE. E' superfluo dire
che l'ho trovato bellissimo e  molto tenero quando descrive le cure e le
attenzioni che il finto Antonio presta al principe. Ancora tanti
complimenti!!!!!

Puoi far sapere a Federico Volpe che la sua trilogia è stupenda? L'ho letta
tutta in una sera e devo proprio ammettere che è bravissimo nello scrivere
gialli
. Spero ne scriva altri perché sicuramente saranno all'altezza degli
ultimi.

 

 

 

Riccardo3

sei semplicemente un genio!

forse te l'ho pure già detto in altri modi, ma dopo aver letto il tuo ultimo racconto (Un progetto individuale), non mi vengono altre parole.

E' bellissimo! Hai preso per mano Isherwood ed hai ripercorso tutto ciò che lui non è riuscito a dire nel suo "A Single Man".

"Un elogio della vita solitaria, un messaggio di superba eleganza morale." copio pari pari un commento critico sul romanzo di Christopher per dedicartelo tutto, aggiungendo di mio "un geniale inno alla vita".

Un'alchimia stregonesca, fatta di libri superbi infusi in un ambiente colmo di una umanità estrema,  dolore e amore uniti intrinsecamente quale i ricoveri sanno essere, gioventù e vecchiaia, forza e debolezza, ... mio dio sono ancora ubriaco!!!!!

 

 

 

Max Thomas

Ieri ho letto "Un progetto individuale", mi è difficile darti un giudizio, perché quello che mi ha lasciato è una sensazione.
A volte, ma molto raramente in verità, mi capita che un film o un racconto o un romanzo alla fine mi lasciano dentro una bella sensazione di beatitudine, che è difficile esprimere con le parole. L'unica cosa che posso dirti è che sei straordinario.

 

 

 

Laura

Ho letto e riletto "Un progetto individuale" …
Piccola premessa: diversamente dal solito, questa volta ho prima letto la breve nota riportata nel  Cantiere, e poi mi sono messa a leggere il racconto; dato che non avevo ben interpretato le tue parole (peraltro chiarissime), non ho dato per scontato il lieto fine, e questo ha aggiunto un po’ di piacevole apprensione per il finale.
Mi è piaciuto molto; racconti molto bene una storia bella, come fai sempre, con grande rispetto. Mi è piaciuto molto che la nascita e tutto lo sviluppo della storia abbia come filo conduttore la lettura; la realtà della casa protetta, dell'handicap fisico e del disagio rimangono sullo sfondo, senza mai scomparire, in un equilibrio secondo me perfetto. In primo piano l'amore, quello che nasce pian piano tra i due protagonisti e quello per i libri, secondo me altrettanto coinvolgente; belli i dialoghi sui libri. Per definire questa storia mi viene in mente questa frase: ecco il valore aggiunto dei libri…!
Mi è piaciuto molto l'equilibrio con cui hai raccontato questa storia, senza farti troppo prendere dalla tua anima romantica....(per precisare: vuole essere un complimento per questo racconto, senza alcun riferimento agli altri racconti)
Soprattutto complimenti per il personaggio di  Guido; scrivi di  una gran bella persona, non tanto perché alla fine si è innamorato di Edoardo, cosa che può capitare o no a prescindere dalla propria volontà, ma perché dall'inizio alla fine si muove con una sensibilità e un rispetto di sé e dell'altro che quasi invidio

 

 

 

Alessandro

Caro Ferdinando

ormai quando leggo un tuo nuovo racconto so che alla fine mi scapperà la lacrimuccia. Ma se mi fai iniziare a piangere a metà racconto (“Un progetto individuale”), diventa difficile arrivare fino alla conclusione in mezzo a un lago di lacrime! Stavolta non riesco a trovare un aggettivo per descrivere la bellezza del racconto quindi, in barba ai miei commenti normalmente lunghissimi, mi tocca chiuderla qui (la prossima volta che lo rileggerò, vedrò di procurarmi un fazzoletto di adeguate dimensioni).

 

 

 

Maurizio

HO LETTO I TUOI ROMANZI

MI E' PIACIUTO MOLTO I QUATTRO RE, MA SONO LETTERALMENTE IMPAZZITO PER
ISPETTORE FERRARIS PUNTO E A CAPO

POTRANNO SEMBRARE CIANCE DA FAN, MA VOLEVO COMUNQUE SCRIVERTELO.

MI E' ANCHE PIACIUTA MOLTO LA BIOGRAFIA CHE HAI INSERITO SU I QUATTRO RE

SEI ARGUTO, BRILLANTE, SPIRITOSO, VERY HOT, E MAGARI SEI PURE UN BELL'UOMO !

BEATO TE !

 

 

 

Loran

Leggere i tuoi racconti  è sempre una vera emozione caro Ferdinando "Un colpo grosso" è veramente bello e coinvolgente sia nella trama che nelle scene di sesso e nel finale, veramente complimenti.

 

 

 

Riccardo3

Mi ripeto in un grande WOW sul tuo ultimo racconto "Colpo grosso". Veramente tosto, una carica di puro erotismo, dall'inizio alla fine; una carica erotica più densa  rispetto ad altri tuoi racconti (quelli noti ovviamente) che mi ha "piacevolmente" sorpreso . Una vita sostanzialmente mediocre, fondata su piccole furbizie, che si riscatta nelle braccia  di un angelo vendicatore, bruno di nome e d'animo. Mica male!

Come al solito ancora complimenti.

 

 

 

Laura

Per prima cosa, ti scrivo per ringraziarti: mi tieni compagnia con i tuoi scritti, ricchi di sesso e emozioni; anche quando non approfondisci troppo, o quando le situazioni potrebbero essere più sviluppate, sempre brilla l'intelligenza con cui tratti i personaggi, e quando ti lasci andare alla tua - credo naturale - ironia, davvero mi diverto. Intelligenza e ironia sono merce rara e irrinunciabile.
Non ho critiche da muovere al tuo lavoro che già non siano state scritte nel forum; sono d'accordo con Alessandro, tranne sulla sua opinione sulle scene di sesso (io le trovo sempre stupende).
La scrittura erotica coinvolge, per definizione, i sensi; sei sicuramente attento alla vista, al tatto, all'udito e al gusto, forse un po' meno all'odorato; sarà che personalmente subisco il potere e il fascino evocativo dell'Odore,e nel racconto mi pare che  l'odore aggiunga emozione e  aumenti la percezione delle cose, magari mi sbaglio, ma penso che gioverebbe ai tuoi racconti se aumentassi l'attenzione a questo Senso.
Amo la letteratura erotica, esplicita, ma solo se racconta di esperienze in cui oltre al sesso siano coinvolte le emozioni, se non proprio i sentimenti: questo è ciò che trovo leggendoti, e penso che sia una delle caratteristiche che più mi piacciono dei tuoi scritti.
Per contro, per la mia prima volta sul tuo sito approccio ai racconti sado-maso (definizione forse pessima, ma per capirci) e comprendo che proprio non fanno per me. Per fortuna non tutti i gusti sono al cioccolato.
Inutile dire che aderisco al fanclub Ferraris. Da sempre per me i libri sono, tra le altre cose, un'occasione per incontrare personaggi che comincio, e poi continuo,  ad amare come amici reali, e che mi accompagnano nella vita quotidiana. Figurati se Ferraris, con quel suo essere bastardo dentro, non fa parte del gruppo!
Grazie anche per l'impegno politico che non manchi mai di mettere in campo. Ho apprezzato il richiamo al SI; speriamo bene....
Aspetto sempre con curiosità e impazienza di leggere cose nuove, quindi...buona ispirazione.

 

 

 

Bruno

Mi associo ad Alessandro,e aderisco felicemente al club Ferraris.
Spero di leggere presto un altra avventura dell'ispettore!!!!!
Datti da fare Ferdinando!

 

 

 

Riccardo3

Vorrei anche aderire al club di Alessandro, ma devo avere qualche problema con l'invio di messaggi direttamente sul forum. Personalmente sarei più per un fanclub "san ferdinando neri", ma può andare bene anche il "ferraris".

 

 

 

Max Thomas

Cernunnos: certo non mi aspettavo un ciclo dedicato alla morte, ma la trama mi ha catturato.
Bello anche la rivisitazione delle tre prove per ottenere il tesoro nella seconda parte.
­ L'unica pecca è il finale che ho trovato troppo rapido.

Ps L'appello di Alessandro l'approvo, lo firmo e la sottoscrivo, più chiaro di così non posso essere  

 

 

 

 

Gianna

Ciao, innanzitutto volevo dirti, anche se con un notevole ritardo, che il Bacio
di Giuda l'ho trovato magnifico.......cazzo se è bello!!!!!!

Sulle prime mi sono detta "porca miseria, vuoi vedere che ha voluto riscrivere
la vera storia del tradimento di Giuda?"poi andando avanti a leggere ho capito
che era una recita. Bellissima la scena d'amore, bravo bravo bravo!!!!

Puoi far sapere ad Alessandro che voglio far parte del fan club di Ferraris
anch'io? Non si può lasciare in sospeso la storia tra Michele e l'ispettore
dopo aver risolto il mistero delle due mummie.....

 

 

 

 

 

Loran

Sottoscrivo l'appello di Alessandro.

 

 

 

 

Giovanna

Sottoscrivo l’appello di Alessandro. Anche a me piacerebbe una nuova storia di Ferraris.

 

 

 

Alessandro

Ho deciso di fondare l'ispettore Ferraris fan club. Essendo il primo e attualmente l'unico iscritto mi nomino anche presidente. In qualità di presidente dell'ispettore Ferraris fan club ho il diritto di chiederti: non vorrai mica fermarti al primo libro? Se a Vigata, un paesino di .... ma quanti abitanti farà sto cavolo di Vigata?, succedono delitti bastevoli per creare la saga di Montalbano (e far guadagnare un bel po' di soldi a Camilleri) vuoi che una grande città come Torino non abbia almeno un pari numero di fatti delittuosi da far risolvere brillantemente al nostro Ferraris, per il culo di Satana? E poi gli sviluppi della storia tra l'ispettore e il suo bel Michele saranno sicuramente molto più interessanti di quelli tra Montalbano e Livia (che ci ha già rotto i cabasisi da un bel pezzo). Ma veramente ci vuoi lasciare con Ferraris e Volturno che vissero felici e contenti per il resto della loro vita? No!!!!!!!! dai non è credibile.

Spero che il mio appello venga sottoscritto da tutti gli altri tuoi accaniti lettori.

 

 

 

 

 

Loran

Quando ho iniziato a leggere "Il bacio di Giuda" mi sono detto eccoli lì
Ferdinando ha voluto riscrivere la storia di Gesù e Giuda in chiave di
torrida storia di amore e sesso e mi sono detto, adesso stai a vedere
che lo mettono in una cella a Castel Sant'Angelo così lo vado a trovare
e a portargli le arance, poi proseguendo la lettura mi sono rassicurato,
comunque il racconto è molto bello con la tua maestria di fondere le
varie scene della narrazione sia quelle di sesso che quelle più caste in
modo perfetto rendendo la lettura scorrevole ed eccitante.

 

 

 

Max Thomas

Il tuo ultimo racconto, Il Bacio di Giuda, è bello, cazzo, se è bello!!
Citazioni a parte, mi è piaciuto tantissimo questo racconto. E' stato un piacere leggerlo, la storia è scorrevole e originale.
Quello che mi ha entusiasmato di più, oltre alla trama e la scene di sesso (be' mica ho fatto voto di castità), è stato ritrovare il tuo inconfondibile umorismo che, per me, ha reso il racconto spumeggiante.

 

 

 

 

 

Alessandro

Ho letto il tuo romanzo "la promessa". Volevo subito scriverti un po' di commenti ma ho voluto prima leggere un altro romanzo per rivedere/confermare alcune impressioni, così ho letto subito dopo "in missione".

Innanzitutto è stata dura fermarsi ogni tanto: come avevo sperimentato dai racconti, riesci a creare una fame di lettura tale (il senso di asfissia che dicevo nel mio primo commento) che fai fatica a spezzettare la lettura. L'ultima sezione de la promessa l'ho mandata giù in un sol colpo.

Altra cosa che volevo dirti è che, secondo me, hai sbagliato epoca in cui nascere! se nascevi nell'ottocento non ci sarebbero stati librettisti d'opera che ti avrebbero tenuto il passo: nella terza e quarta sezione  de la promessa direi che con il sentimento sei andato giù a più non posso; mi son passate in mente tutte le eroine delle grandi opere liriche: Violetta che rinuncia al suo amore, Lucia che è costretta a sposarsi controvoglia, etc.. , l'unica differenza è che quelle muoiono sempre (per non farti mancare niente c'era pure un bel riferimento all'olandese volante)

Veniamo al finale; questo era uno dei temi per i quali ho voluto leggere subito un secondo romanzo, volevo avere la conferma dei miei sospetti; copio e incollo da un tuo e-mail che mi avevi mandato: "Devo dire che preferisco il lieto fine, almeno per questo genere di racconti (per i romanzi "seri" è un'altra faccenda)".

Allora o non sono romanzi seri o proprio non riesci a staccarti dal lieto fine!

Un altro aspetto che ho voluto verificare con la lettura del secondo romanzo è la tua capacità / voglia di andare nei dettagli dell'ambiente con un accurato lavoro di costruzione: ne la promessa ho ben notato la precisione nella descrizione delle navi (quanti sanno cosa è la coffa?), il perfetto concatenamento dei luoghi (ho preso una cartina per verificarlo), la descrizione degli dei indigeni, etc..; in missione ho avuto anche un colpo di fortuna: non ho girato molto il mondo ma sono stato per un po' di giorni a San Diego (bellissima esperienza) e mi ricordo abbastanza bene della città; così mi sono anche divertito a pedinarti lungo tutti i luoghi, quartieri (ma non ho verificato le vie che citi) e non ho trovato nessuna incongruenza con i miei ricordi. Poiché non è possibile che tu sia stato in tutti i posti che descrivi deduco che fai un ottimo lavoro di indagine quando scrivi i romanzi; sia nell'uno che nell'altro, l'atmosfera creata con questi dettagli è perfetta.

Ovviamente ci sono anche degli aspetti che non mi sono piaciuti e anche questo l'ho voluto verificare con il secondo romanzo. Il principale (evidente soprattutto nella promessa ma anche in missione non ne è esente) è la disuniformità di stile lungo il romanzo. Non tanto nell'impostazione: secondo me può andare bene che le prime due parti siano così truci e le ultime due molto più sentimentali, però è spiazzante, ad esempio, l'ironia utilizzata solo nelle ultime due sezioni e tra l'altro in modo sempre crescente: all'inizio una battutina ogni tanto e alla fine a più non posso. L'impressione è che man mano che si va verso la conclusione ti sia fatto prendere la mano dalla gioia del lieto fine in arrivo; certi scambi di battute tra Michel e Felipe nell'ultima sezione sembrano inconciliabili con i personaggi di qualche capitolo prima.

Un altro aspetto comune nei due romanzi è la voglia che hai di giocare con il lettore ad anticipargli il seguito: lo fai spessissimo in tutti e due i romanzi utilizzando anche un tono bonario nei confronti dei personaggi; può essere considerato divertente ma per me interrompeva la tensione della storia. Ho anche visto che, spesso, questi anticipi di storia raccontano qualcosa di corretto ma danno, al momento, l'impressione che accadrà qualcosa di diverso (il primo che ricordo è quando alla fine della terza sezione della promessa si accenna all'impiccagione di Felipe facendo credere che morirà). La prima volta il giochetto regge ma poi, una volta capito il genere, diventa inutile anzi controproduttivo (quando in missione dici che quello è l'ultimo preservativo che utilizzeranno ho immediatamente immaginato la dichiarazione d'amore di Leo a Jeff togliendomi un po' il piacere della sorpresa).

Infine l'ultima cosa che mi sembra la più assurda da dire ma questa è la mia impressione: troppo sesso inutile! Sei talmente bravo a descrivere la situazione che porta allo scoppiare dell'incontro d'amore che ti basta pochissimo per essere perfetto, il resto è inutile. Faccio un esempio: l'incontro di Felipe e Michel nella buca della nave è divino, bastano poche righe e poi si va avanti con la storia. Poco più avanti, invece, tutte le evoluzioni di passione tra i due sulla nave di Michel diventano noiose. Lo stesso vale per l'altro romanzo: alcune scene sono bellissime e fondamentali (senza quelle la storia non avrebbe senso), altre sono inutili; esempio: la scena di sesso dal piccolo è fondamentale e la divori con gusto, quella in carcere è una gran bella scena ma senza non sarebbe cambiato assolutamente nulla nel racconto. Le storie che scrivi sono talmente belle che a volte il sesso sembra appesantire. Ho avuto questa idea quando mi sono reso conto che a un certo punto del racconto avevo preso a saltare con gli occhi interi periodi in cui ti dilungavi su scene di sesso; prima ho pensato: "ma come, leggo questi racconti proprio per divertirmi a trovare questi pezzi e poi li salto?" Poi ho riflettuto che la storia è talmente ben costruita che, quando il sesso non è determinante per il suo sviluppo, risulta essere superfluo.

In sintesi: gran belle storie, bravissimo a creare l'ambiente ma ti lasci prendere la mano nel racconto per il piacere di divertirti. E' ovvio che a scrivere uno si debba divertire ma poi hai provato a fare operazione di pulizia rileggendo i romanzi? Io credo che in missione con pochissimi tagli chirurgici sarebbe un romanzo assolutamente perfetto (ne la promessa interverrei più di mannaia che di bisturi)

Ovviamente sono le mie idee, magari ad un altro piacciono proprio le cose che a me non sono piaciute.

Per inciso nei racconti, forse per la necessità di concisione, non ho incontrato nessuno degli aspetti che non mi sono piaciuti nei romanzi; in realtà in qualche racconto c'è un po' di sesso ridondante ma non arriverei a definirlo inutile; su questo argomento vedi quanto scrivo nel PS: nella palestra di boxe c'è una sola scena di sesso, descritta meravigliosamente bene, si arriva a quel momento con un crescendo formidabile e dopo c'è una concisione che oserei definire manzoniana (mi viene in mente la conclusione del racconto della monaca di Monza: la sventurata rispose): "questo non ci impedì, a casa, di provare come veniva a letto. Quattro anni passano in fretta" 

 

PS ci terrei se aggiungessi sul forum questo mio commento: "volete leggere il racconto perfetto? e allora andate su la palestra di boxe. Non c'è nulla che non sia perfetto, ogni momento del racconto è essenziale, la tensione cresce lunga e costante dalla prima all'ultima parola e la tecnica del flashback è utilizzata meglio che in un film. Non trovo altri aggettivi per definire questo racconto se non uno: perfetto"

 

 

 

 

Gianna

Puoi, per favore, far sapere a Federico Volpe che i suoi due racconti sono "strabelli"? Notturno Soleggiato rimane il mio preferito per il genere trattato ma Derive, con il proseguo del racconto, è veramente stupendo. (è bravo quasi quanto te)

 

 

Bingio

leggo sempre con piacere i tuoi racconti...
complimenti

 

 

 

Max Thomas

Due parole sui tuoi racconti:
Cadaveri belli freschi, bellino anche se però la scena del bagno nudi, anche se piace, sta diventando un tuo cavallo di battaglia nelle storie western.
Una corda al collo, sei stato gentile a raccontare cosa accadeva a Ben, peccato che ho trovato all'inizio la trama un po' insipida, forse qualche riga in più mi avrebbe fatto apprezzare di più il racconto, anche se poi la trama si è sviluppata meglio.
Lampo, ho trovato la trama molto avvincente, ma non ho ancora deciso quale dei due finali mi piaccia. Tocco di classe l'omaggio al mio commissario preferito (qualche racconto all'orizzonte?)
Foto di animali, è bello, gradevole, simpatico e eccitante (Sai se il servizio fotografico è disponibile?).
Frontiere, bellissima storia mi è piaciuta tantissimo, mi ha fatto un po' sognare, grazie di cuore.
Il telamone, è un bel racconto che ci fa credere che l'Amore ci possa perdonare e salvare, ma nella realtà può esistere un amore così forte?

Ok, penso di aver detto tutto, spero ;-), non volermene troppo

P.s.: fai i miei complimenti anche a Federico Volpe per "Notturno soleggiato" è un bel racconto.

 

 

Alessandro

Ho letto due tuoi racconti: l'autista e l'orca; per entrambi alla fine sono rimasto senza fiato, sensazione che mai avevo provato prima nella lettura di qualunque tipo di scritto (racconto, romanzo o altro).

Vorrei aggiungere qualcosa sull'Orca; amo tantissimo l'opera lirica e questo racconto sembra proprio un meraviglioso libretto d'opera in cui la caratterizzazione di ciascun personaggio è perfettamente costruita attraverso i dialoghi; ma la cosa che più mi ha ispirato il parallelismo con tanti libretti d'opera è il fatto che in questi spesso il vero grande protagonista non è il personaggio principale ma chi costruisce la storia gestendo i destini degli altri (Scarpia in Tosca, Tonio in Pagliacci, Jago in Otello giusto per citarne alcune): ovviamente mi sto riferendo a Magdalena, che è stata trattata con una cura e attenzione non paragonabile neanche a quella con cui è stato tratteggiato Enrique. Meraviglioso!

 

 

Riccardo3

E' più di un anno che leggo i tuoi racconti e sempre mi hai sorpreso. Anche dopo aver pensato di aver colto il tuo apice, riesci ancora a meravigliarmi con qualcosa di stupefacente, mostruoso appunto, fuori dal normale o perlomeno dall'atteso.

Avrai capito che mi è piaciuta l'Orca. Certamente per i suoi componenti, il mare, il faro, le isole. Ma lasciandomi portare dalla brezza del racconto ho anche scoperto un orizzonte nuovo, o meglio, tanto antico quanto può essere lo spirito di un uomo.

Il racconto in realtà non è da ambientarsi nell'800, specie se a tale secolo associamo una certa idea di romanticismo sociale o sentimentale che sia (l'intreccio di classi e sentimenti che solo nel secolo precedente sarebbero stati impensabili da raccontare; di quante soffitte parigine o vicoli londinesi è piena la letteratura romantica!!!). Il tuo racconto in realtà lo collocherei nell'area mitologica, dove il sentire ed il tempo assumono una realtà universale. I componenti ci sono tutti. L'isola "isolata" dal mondo, il mare quale vera ed unica reale forza  sovraumana, un gruppo di uomini resi eguali dalle medesime condizioni (operai, guerrieri o naufraghi poco importa) e i loro istinti  primordiali, quali il sesso o la mancanza di esso, la rabbia e la gioia, il piacere della fantasia (una perla le letture serali!). Hai descritto il luogo mitico e ideale del dio Eros. E come in tutte le isole mitologiche, non poteva mancare la sua pitia o musa; bellissimo il personaggio femminile di Magdalena (non ricordo altre donne dei tuoi racconti altrettanto rilevanti!), che come si addice ad una vera pitia, di poche parole ma dalla vista lunga, viene descritta con pochissimi tratti, ma con una forza incredibile.

Lo so di dirti cose che tu già ben sai e che magistralmente usi nel tuo scrivere (non me la racconti più con la tua falsa modestia), ma non posso far altro che ripetermi nel dirti che son felice di conoscerti e di leggerti.

 

 

 

L’Orca

Giovanna

 Bellissimo. L’Orca ha un fascino sottile. Forse è dato dall’ambiente così particolare, il faro,

la piccola isola in mezzo al nulla, gli uomini del tutto isolati, che devono farcela

con le loro sole risorse. La figura femminile che si impone senza imporsi, particolare,

misteriosa, quasi archetipica. L’incapacità di parlarsi, di esprimere i propri sentimenti.

Questo, più di tutto, che mi assomiglia tanto. Penso che ogni lettore possa trovarci

qualcosa che lo colpisce a fondo, a seconda del suo punto più sensibile.

E’ tanto che non ti faccio i complimenti. Beh, non posso esimermi davvero.

Complimenti! Sei un grande. Non so quante volte te l’ho detto, ma credo che non

smetterò mai. Non posso.

 

 

 

 

 

Gianna

Non so più quali complimenti farti,sinceramente! In questo momento la lingua
italiana mi fa difetto....

Ho iniziato a leggere ISPETTORE FERRARIS. PUNTO E A CAPO alle ore 13 e ho
finito ora (15.15).

Magnifico!!! Bellissimo il punto in cui l'ispettore fa spogliare quel bel
fanciot di Michele e poi lo liquida.

Bella la scena dove il Ferraris si immedesima nello sceriffo e pensa di fare
sesso con Michael  (qui ho notato la somiglianza con Cadaveri non più freschi e
il Diavolo Custode...mi sbaglio?)

Devi assolutamente scrivere altri racconti o romanzi....se hai bisogno di
tenerti in forze ti preparo un bel VOV che ti da un po' di carica!

....BELLO, SCORREVOLE, TRAMA MOLTO BEN ARCHITETTATA.....non trovo altri
aggettivi, scusami.

 

 

 

Gianna

Questa mail solo per dirti che ho passato 9 bellissime serate grazie a te......
i tuoi racconti e i tuoi romanzi sono bellissimi. Si leggono tutti di un fiato.

IN MISSIONE l'ho già letto almeno tre volte (è il mio preferito anche come
genere). Arena, poi, mi ha fatto perfino commuovere come del resto ATTRAVERSO IL FUOCO dove ho proprio pianto.

Spero pubblicherai presto altri racconti perchè non ho volgia di iniziare a
leggere il solito romanzo di Ken Follet o Faletti (anche se mi piacciono
molto).

Ancora bravo!!!!!

 

 

Loran

i tuoi ultimi racconti sono come al solito
molto belli "Lampo" duro e tagliente come una spada di un samurai
bellissimi tutti e due i finali mentre "Foto di animali" trasmette un
calore e una dolcezza incredibili.

 

 

Renzo

Ho letto con vero piacere il bel racconto di federico volpe
bello, lo ripeto, linguaggio asciutto, essenziale ma anche sottile, specialmente nel descrivere la nascita e lo svilupparsi del sentimento tra i due protagonisti...

 

 

 

Renzo

Ho letto “Lampo”.
Mi ha sconvolto la durezza, la crudeltà della situazione
mi ha sconvolto la tua abilità nell'imbastire questa storia
sembra, leggendo le tue storie,
che tu abbia vissuto tutte le esperienze che descrivi
la precisione e cura che hai nel descrivere tutti i particolari
lo spessore delle situazioni...
l'abilità che hai nel non cadere mai nel banale

 

 

 

 

Riccardo3

L’ultimo treno per Toronto.

Semplicemente meraviglioso!!!!!

Grande il dialogo allo specchio, perfetto l'equilibrio tra quanto sentito e quanto rappresentato dai frammenti di dialoghi, magistrale il rapporto sessuale tra i due, dove anche i più impacciati movimenti trasudano passione. Incredibile come in uno spazio così ridotto, un breve racconto, tu abbia saputo dipingere una intera vita.

 

 

 

Loran

“Uomini e lupi” è una bellissima storia d'amore piena d'avventura sesso e
passione, mentre in “Cose mai Viste” sei riuscito a trattare l'argomento
orsi e torture con ironia e a farne un tributo ad un bravissimo artista.

 

 

Loran

Ancora una volta non ho parole per descrivere il piacere che mi danno i
tuoi racconti, in particolar modo "Una giornata di merda" è incredibile,
ironico e divertente, sensuale ed avventuroso, complimenti e grazie per
questi bei racconti.

 

 

 

Dimitrj1

Ho appena letto un tuo racconto (Dotazione naturale).
SEI UN GRANDE!!!!!!!!!
C'è una commistione di sensualità, sesso anche brutale quasi estremo ma recuperato alla intelligenza e alla libidine del ludico.
Otre al lessico e alla grammatica che è di livello indubbiamente superiore.

 

 

 

 

 

Loran

Ciao Ferdinando ho finito di leggere "Arena" e mi è piaciuto
molto, poi in questi giorni sto guardando la serie "Spartacus", e
alternare le immagine del telefilm con il tuo racconto me lo ha fatto
apprezzare in modo più intenso.

 

 

 

 

Fred

Ho letto "I 4 Re" e "Ispettore Ferraris" e mi sono piaciuti moltissimo. Così ho cercato qualche notizia su internet e ho trovato i tuoi racconti, che non sono da meno dei due romanzi pubblicati. Mi piace la tua scrittura, concisa, essenziale, senza fronzoli. Mi piacciono i personaggi, le ambientazioni e il situarli senza problemi nello spazio storico e temporale (magari non hai ancora valutato la possibilità del futuro, ma forse ci arriverai).

 

 

 

 

Loran

Complimenti 1.32 è un bellissimo racconto, dolce come un ananas maturo.

 

 

 

 

Max Thomas

Ho appena a finito di leggere "1.32" è stupendo e mi è piaciuto tantissimo!

Grazie per aver scritto il seguito di "Il piacere di uccidere - Partita mortale", l'ho travato più bello e avvincente del primo, e lo trovo anche uno dei più eccitanti che hai scritto.

Ho trovato molto belli e piacevoli da leggere "I lottatori", "Il palo" e "La palestra di boxe"

"I miti di Cernunnos" devo ammettere che mi sono accanito a leggerlo solo dalla seconda parte, in quanto mi sono sentito intrigato dalla storia. Mi sono piaciute anche le storie secondarie che coinvolgevano gli abitanti dell'isola di Cernunnos (è stata una bella idea inserire delle storie nella storia principale). Non vedo l'ora di leggere l'ultima parte.

"Omaggio a Camilleri"

Pure tu nun aie resistìt a' tentaziòn  e' scrivèr nu' cunto 'ncoppa Salvo Montalbano.

Chi nun ha fantasticàt 'ncoppa Salvo, e Luca Zingaretti ca' e' davà a' faccià e o'corpò (ch' corpò, maronna m').

Me è piaciùt assaie o' sicond in cui ce steva a' storià  cu Enzo Russo (nòn  te  teng  maje  negatò ca' me piacciòn  e' cunti d'ammor.)

O' unic' difètt è o' parlesia, è statò nu' poc' tuost leggèr chisti duje cunti.

(Chi di dialetto ferisce di dialetto perisce. La traduzione a fondo Messaggio)

Non vedo l'ora di leggerle i tuoi prossimi lavori.

Baci Max

PS. Lo sai sei un po' diabolico, con l'"Arena" hai beccato un'altra mia fantasia, ormai me ne resta solo una o due su cui non hai ancora scritto!

 

"Omaggio a Camilleri"

Pure tu non hai resistito alla tentazione di scrivere un racconto dedicato a Salvo Montalbano. Chi non ha fantasticato su Salvo, e Luca Zingaretti che gli dava il volto e il corpo ( e che corpo,....).  Mi è piaciuto molto il secondo in cui c'era la storia con Enzo Russo (non ti ho mai negato che mi piacciono le storie d'amore). L'unico difetto è stata il dialetto, è stata un po' difficile leggere questi due racconti.

 

 

 

 

Roberto

Lo so che sembrerò monotono, ma mi andava di farti nuovamente i complimenti per il tuo nuovo racconto. Ho apprezzato moltissimo anche questa tua nuova produzione. come ti dicevo l'altra volta, molto bella sia come racconto, che come ambientazione. Un racconto che merita davvero di essere letto.
Lo so che appare banale, ma... continua così...

 

 

 

 

 

 

Riccardo3

I due in stile camilleri li ho trovati spassosissimi. Camilleri lo avevo
sbocconcellato qua e là, ma il suo stile molto particolare non mi aveva mai
catturato del tutto. Devo dire che i  tuoi racconti hanno reso quello stile "in
lingua" di un sapore del tutto gradito! …  Non ho
letto il cantiere e quindi non so se è perché sei siciliano o è solo un
esercizio di stile, ma devo dire con un paragone improprio che come scrittore
sei anche un bravissimo attore!!! I racconti sono assolutamente genuini e
freschi!

Che dire del racconto del liceale e del suo prof. Sono rimasto senza fiato
nel riconoscere quelle emozioni, paure e sensazioni tipiche adolescenziali,
così efficacemente descritte! … Nemmeno i migliori registi francesi, maestri del genere, sono riusciti a dare immagini così nette! Parlo di quel mix di paura, pulsazioni in
gola, strette allo stomaco che diveniva però un tutt'uno con sfrontatezza,
azzardo, ... di certo tu sapresti trovare parole giuste.

Bene, …, beccati un bacio di vero
ringraziamento!

 

 

 

 

Fausto

Ti faccio i miei complimenti per l'ultimo racconto su "Orsiitaliani" (Il rinnegato e lo schiavo); veramente bello, con colpi di scena e relativi cambi di scena emozionali caratteristici dei tuoi racconti. L'inizio del racconto mi sembrava un po' strutturato come la storia del garibaldino innamorato del bandito, ma il lieto fine non guasta mai.

Un racconto comunque molto sessuoso ma non certo volgare.

Complimenti ancora.

 

 

 

 

Loran

Ciao Ferdinando, Ho appena finito di leggere i due racconti di
Montalbano, grazie per saper creare e condividere tanta bellezza.

 

 

 

 

Ric

 Ho finito di leggere, o meglio ho riletto per intero il tuo racconto
"mitologico", così come l'hai completato. Confesso che da una prima parziale
lettura, per le parti man mano pubblicate, ne avevo ricevuto una sensazione
strana. Scritto diverso da come avevi scritto altri tuoi racconti! Non riuscivo
a convincermene del modo di scrivere adottato!
Solo con un approccio "meno critico"  ho scoperto il segreto del racconto e,
con mia sorpresa, pure il piacere del leggerlo.
Il segreto mi stava sotto gli occhi, seppur non vi avevo prestato attenzione!
di fatto è un racconto mitologico e come tale non poteva che essere scritto in
forma poetica o perlomeno evocativa.  Gli Dei, i Miti e i semidei (che non son
certo i super eroi di oggi!) non reggerebbero all'odierno modo di narrare. Ti
immagini un pelide achille raccontato da un Thom Jones…???!!! Come minimo lo avrebbe trasfigurato ai giorni d'oggi, ma allora addio poesia!!!!
Il piacere di leggerlo, invece, mi è derivato dal fatto che non leggevo da
anni, praticamente dalle medie o dai primi anni del liceo, un racconto in forma
prosaica, dove la consapevolezza dell'irrealtà ti permetteva un infinita
libertà di emozioni del tutto fantastiche e liberatorie. Oggi forse lo fanno i
fumetti ? di certo la poesia, anche se con temi e soggetti meno divertenti ed
avventurosi.
Ancora una volta bravo!!!!!

 

 

 

 

Ric

Visto che ci tieni, scrivo.
Tranquillo, non sono un critico letterario e quindi i miei commenti sono probabilmente banali e mal esposti. Come diceva un tizio "j'ai mal vécu et mal appris à parler clair".
Ho letto molto nella vita, forse perché non bello ho sempre trovato nella lettura un piacere che nella vita, seppur non banale, non ho mai trovato.
Non sono mai stato selettivo, della serie non seguivo le rubriche sul libro del momento, ma piuttosto mi son trovato spesso in libreria ad aprire a caso un libro e leggerne sole poche righe, già quelle mi bastavano per scegliere cosa portarmi a casa. Ventre e testa assieme decidevano per me, scegliendo poesie, racconti epici, romanzi di ogni tipo. Erotici però pochi, perché se pure il ventre rispondeva, la testa li rifiutava per la povertà, banalità, noia, del raccontato e dello scritto.
Uguale è ora anche con internet. Ti ho di fatto trovato proprio grazie ad uno dei tanti (italiani pochi) siti di racconti erotici.
Sappi che sia la testa che il ventre sono felici di averti letto e vorrebbero farlo ancora.
Nei racconti sei eccezionale, molto bello "Salvo ed Ezio" (la boxe c'entra poco: hai letto Thom Jones?), ho pianto come un capretto, ma mi son piaciuti anche gli altri. Please, pubblica ancora.
Per ora, non mi resta che dirti grazie!
ciao

 

 

 

Loran

Ciao Ferdinando, ho appena finito di leggere "la palestra di
boxe" è un racconto veramente bello ed avvincente, complimenti!

 

 

 

 

Emanuele

Complimenti!!  Grazie per i tuoi racconti.... letti  di getto...divorandoli quasi... sono due giorno ke nn dormo  e leggo..... ho gradito moltissimo, mi  riprometto di leggere il romanzo... ma credo che ora  io debba dormire...sono rimasto affascinato.... bellissimo...la lettura  mi  ha  preso  e  portato in un altro mondo.. nn ero qui su questa  terra...Sono un Orso... e  nei  tuoi racconti ce ne son molti... mi ci rispecchio...
Continuerò a leggerli.... per un Orso cinquantenne sono quel che ci  vuole  aiutano a passare  serenamente un po’ di  tempo..e a  fantasticare.
Si percepisce che non sono racconti erotici e di questo ne son contento..,.

 

 

 

Dario

Sono stato molto contento di scoprire il tuo sito e di poter leggere storie che mi mancavano. Mi è piaciuto molto "Cerro del Diablo": non riuscivo a smettere di leggere.
I tuoi racconti non sono i soliti raccontini vuoti da sparaseghe che si trovan qua e là. Riescono a catturare, a immergere in certe atmosfere, a intrigare.
Sono carichi di passione. Sono pieni.
E' questa la differenza tra un bel racconto e un brodo di parole.

 

 

 

Alberto

In questa settimana ho letto i tuoi racconti, tutti belli, mi piace il tuo modo così completo di descrivere i personaggi dei tuoi racconti, i loro sentimenti, i dubbi, il coraggio, l'amore e l'erotismo. Alcuni devo dire che mi hanno colpito per l'intensità delle emozioni, altri mi hanno tenuto con gli occhi incollati al video fino al termine della storia, qualcuno mi ha anche divertito ("il sergente" è uno spasso), ma quello che mi è piaciuto di più è forse "domande pericolose", per la duplice prospettiva da cui viene raccontata la situazione, vista alternativamente dagli occhi dell'uno o dell'altro protagonista. 

Quindi ti ringrazio per avermi fornito l'occasione di leggerli e rinnovo il mio apprezzamento.

 

 

 

Emanuele

Grazie Ferdinando del tuo ultimo romanzo (La missione) letto tutto di fila senza interruzioni!! Visto che proprio insisti (come dice Jeff) ti mando qualche commento. Innanzitutto il positivo (che è molto): la tua vena "tenera" mi fa sempre sciogliere. Leggendo mi dico sempre che per quanto tu dica di avere anche i tuoi lati "neri", e poi rossi e blu ecc. ecc... hai una sensibilità veramente commovente, un esempio tra tutti le lettere d'amore in "Lo spazzolino lo fornisce la Qantas" (non mi spiacerebbe di ricevere delle lettere così!!). Riesci quasi a far(mi) innamorare "virtualmente" di te. La storia poi avvince, con colpi di scena interessanti (La figura di Ramon e soprattutto, chiaramente, il finale... sorprende anche che tu non abbia lasciato andare la tua vena "nera"!). E mi sembra anche meno "rapsodico" e molto meglio costruito di altri tuoi romanzi (Tipo "la promessa", che più che un romanzo sembra lo script di una commedia televisiva ad episodi) Un po', soprattutto all'inizio comunque la struttura episodica rimane. Ad es: la prima scopata di Jeff è relativamente gratuita: è vero che comunque (me) lo fa venire duro e che serve a presentare il carattere "rude" e poco propenso ad affezionarsi del protagonista, ma lo fa in modo un po' didascalico e staccato dal resto del romanzo. Anche per l'episodio di Ramon, pur essendo "sugoso e intrigante" è un po' "artificiale". La storia con Leo invece è più strutturata e mostra uno sviluppo dei personaggi veramente apprezzabile. C'è anche (perlomeno a mio avviso) qualche "vezzo" di scrittura che non giova. Tipo le anticipazioni. Tipo: "Uscirne vivo, quasi impossibile. Jeff non si sbaglia." oppure "Eppure, nonostante la prudenza, anche Jeff sarà scoperto come Thornton. Ma nessuno dei tre lo sospetta". La prima parte ne è infarcita, ma tornano anche in altre parti (e anche in altri romanzi). Capisco che cerchi di "ingannare" il tuo lettore, ma il modo è troppo esplicito e insospettisce alquanto. E poi ti poni come "scrittore onnisciente" che guarda i suoi personaggi dall'alto, come se non avessi fiducia nelle tue capacità di scrivere per avvincere il lettore, articolare la trama e lasciare che il racconto si commenti da sé. Vabbè, le cose sarebbero tante, ma per ora penso bastino. Queste righe sono in ogni caso un apprezzamento e un incoraggiamento ad andare avanti e spero che ti interessino. Grazie mille e... facce sognà! Un abbraccio Ema

 

Loran

Grazie per le Meravigliose emozioni che il leggere "In Missione" mi ha dato, mi è piaciuto veramente molto e i personaggi di Jeff e Leo sono quello che mi piacerebbe incontrare come compagni di vita sia nel carattere che nell'aspetto fisico.

 

 

 

Max Thomas
Vento del Nord è proprio una bella storia di cappa e spada, con intrighi duelli e donzelle da salvare, con un pizzico di romanticismo tra i due protagonisti che non guasta mai.

Sotto occupazione, bella la storia tra André e Eric, mi è piaciuta molto l'evolvere dell'amicizia in amore, al quale come dice Eric si è arreso.

Dotazione naturale: come ogni malpensante ho sempre maliziato sulla reazione tra Sherlock Holmes e il dottor Watson, ma tu hai saputo descriverla in modo superbo e nuovo. Chi l'avrebbe mai detto che Sherlock fosse un tale porco.

Duello nel fienile, ma è nato prima questo racconto o prima L'ultima cavalcata?

I demoni di Velìkie Soròčintsy, molto caldo come racconto (cioè molto rosso per usare i tuoi colori), però per quanto riguarda il lato horror devo dire che io sono abituato al genere splatter e pulp, invece il tuo racconto mi ricordava le novelle Horror dell'Ottocento.

Attento al gorilla! Bel thriller con lieto fine, quelli che preferisco. Io, però, il protagonista lo avrei fatto rimanere al college tra le braccia del suo gorilla.

La bestia mi ha mandato in brodo di giuggiole, tanto rosso e rosa proprio come piace a me. Lo sai che la scena della lotta del film da te citato è stata una delle prime scene omoerotiche che ho mai visto in TV?

Due mummie per un ispettore è stato piacevole da leggere, un bel giallo e un intrigo interessante. Anche se non ci guastava qualcuno che ci provava con buon Michele [be' un aspirante suicida conoscendo il commissario (^_^)] e che mandava un po' in tilt Ferraris.

 

 

 

 

 

Loran
Ciao Ferdinando ho appena finito di leggere "Due mummie per un ispettore" e mi è piaciuto molto, complimenti scrivi sempre molto bene.

 

 

 

Nebulo
…ed ecco un bel racconto a cavallo tra il gotico e il
romantico...
bravo Ferdi...
eccitante quanto basta e appassionatamente coinvolgente...
m'hai donato (come sempre del resto) un bellissimo interludio nelle
grigie e difficili giornate

 

 

 

Francesco
Come ti avevo promesso,  ecco le mie considerazioni su “I quattro re”. Innanzitutto la gradazione erotica rispetto all’ispettore Ferraris è molto più elevata: qui i rapporti sessuali non sono solo accennati, ma particolareggiatamente descritti. Rimanere impassibili durante la lettura è praticamente impossibile, per cui ho costretto il mio compagno ad un tour de force straordinario in questi giorni… Effetti collaterali a parte, il libro può tradursi nella scoperta del sesso gay in tutte le sue forme. François non è altri che il lettore, che tu conduci per mano prima nel realizzare di essere interessato più agli uomini che alle donne, poi nello spiare due uomini in atteggiamento intimo (è la parte più arrapante, l’intuizione di  COSA i due stiano facendo…) infine nell’escalation di esperienze, dal sesso con la persona amata fino all’orgia. La cosa che mi ha colpito maggiormente è come tu riesca a “giudicare” il lettore facendolo sentire un po’ bigotto. E’ probabile (almeno a me è successo) provare un po’ di repulsione ad esempio nei confronti del pissing; oppure nello spingere il proprio amato a fare l’amore con un altro, proprio di fronte a noi! Eppure, quando Daniel spiega a François (cioè al lettore) che non c’è alcun  male nel soddisfarsi reciprocamente, quando c’è consenso e solo voglia di appagarsi, ci si rende conto di quanto siamo cresciuti a pane e pregiudizi. In pratica il tuo è un inno alla tolleranza: non giudichiamo i variegati mondi del sesso: lasciamo solo che a sceglierli siano coloro che li apprezzano, senza per questo dare loro una connotazione morale ( è illuminante il discorso di Daniel a proposito dell’evasione: era stato lui ad ingannare la guardia tramite il pissing, e solo questo era esecrabile).

Allora? Dovremmo darci tutti alle orge, visto che in realtà amiamo tutti il sesso sfrenato? Giustamente dai una risposta anche a questo: le esperienze sessuali sono un percorso formativo, ma la meta finale è comunque il rapporto stabile con un altro individuo, unico vero appagamento e reale soddisfazione dell’animo umano. Ecco allora la bella chiusura con il comandante Hulot che si ritira fino alla vecchiaia con il suo attendente Bel-Piede (noto un retrogusto di feticismo in questo nome) e soprattutto la fuga di Daniel con François, dei quali vengono poi perse le tracce affinché la loro storia divenga leggenda. Come del resto sei leggendario tu…. Chissà qual è il tuo vero nome….  In ogni caso (e come poteva essere altrimenti) sei sempre da applaudire. Originalissimo il finale con una connotazione gay attribuita niente di meno che al motto portante del film L’Attimo fuggente : “ Capitano mio capitano”… Sei un simbolo  per il movimento gay. Dovremmo esporti come un vessillo, come la bandiera arcobaleno….

 

 

 

 

Efil
Ciao Ferdinando, ho avuto il piacere di leggere tutti i tuoi lavori, e dopo aver divorato per la seconda volta "I quattro Re", eccomi finalmente qui a lasciarti un mio contributo. Per prima cosa grazie, in alcuni scritti, "I quattro re", appunto, ma anche "L'apprendista di mastro Luca" e "I demoni di Velikie Sorocintsy" ritrovo la mia
persona, il mio modo di vedere un sentimento e l'erotismo ad esso legato. E' difficile, nel panorama attuale, trovare uno scrittore capace di fornire certe emozioni legate all'immedesimazione, una volta tanto totale e senza compromessi, con un personaggio letterario; al termine della lettura ho spesso un sapore agrodolce in bocca: felice sì per ciò che ho potuto apprezzare, un po’ malinconico perché per il prossimo lavoro dovrò aspettare almeno una settimana! Termino questo intervento esprimendo un desiderio, due a dire il vero, vedere presto il proseguimento del tuo primo libro (se non sbaglio hai lasciato la porta aperta, accennando al fatto che sull'avventura "africana" di
Dessart e Girod non sono state ancora raccolte notizie) e magari un lavoro sul tenente Frederick Eslin, espulso dall'esercito americano nel 1778 per, nemmeno a dirlo, sodomia: sono passati due secoli e mezzo, ma come vedi le cose non sono cambiate!
Con stima,
Efil

 

 

 

 

Nebulo
Ho appena letto "il gorilla"...
una vera sorpresa: tanta tenerezza; una sorpresa piacevole per un
racconto anomalo.
Grazie!

 

 

 

 

Ministerio de Cultura colombiano
Engreggio autore,
la presente è per addiffidarla dell'avere messo dietro a cezpuglio un funzionnario de nostro Ministerio de Cultura colombiano che è Mantovani, illustre acconoscittore di fatti antichi e che sa molte cose e che nel suo romanzo è dietro cezpuglio.
Lei, nello scrivere, ha fatto fare una brutta figgura al Mantovani che è molto egreggio in patria di noi. E che anche ha origgini italianne. E che lei ha voluto far fare una brutta fine per lui.
Lei ha leduto l'immaggine del nostro funzionnario inlustre per pubblicazzioni e per meriti che lei ha usato come dellinquente droggato.
Ma dico io, come si è appermesso? A livello di Ministerio de Cultura colombiano noi intendiamo aqquerelargliela.

Chieda scusa pubblicamente per ristabilire la immaggine pattinata del nostro funzionnario Mantovani e veda di farlo subbito. Altrimmenti dovremmo fare una mozzione internazzionale.

Veda lei.

Ministerio de Cultura colombiano

 

 

 
Bumbum08

Ho avuto modo di leggere in giro per il web i tuoi racconti e quasi per caso sono capitato nel tuo sito. In realtà non sapevo ne avessi uno ma... dovevo pur immaginarlo vista la qualità assolutamente superiore dei tuoi racconti. La lettura dei tuoi racconti è davvero una bella esperienza in quanto sono presenti ed ben amalgamati sia gli elementi erotici che un discreto approfondimento psicologico sul personaggio. Insomma, non il solito raccontino da pugnetta! Ma, questo credo tu già lo sappia! In ogni caso i miei complimenti per la tua scrittura fluida, la fluidità della trama e il tratteggio dei protagonisti.

 

 

 
NeroUragano

Le note che accompagnano i tuoi inserimenti settimanali sono sempre più pungenti, capisco benissimo il tuo disappunto ed il fatto che tu sia un po’ incazzato.
soprattutto ti capisco, perché, come ho già avuto modo di dirti,i tuoi racconti hanno cento, mille marce in più rispetto ai soliti racconti che puoi trovare in internet: nei tuoi scritti può esserci del sesso, ma sempre all'interno di storie intriganti, scritte in buon italiano con personaggi che alcune volte fai fatica ad abbandonare... quindi mi piacerebbe dire agli altri tuoi lettori di decidersi a farsi vivi con te, perché sarebbe un peccato perderti...perdere un bravo scrittore come te.

 

 

 

 

Max Thomas

9 novembre 2008

    Ti scrivo per ringraziarti per i tuoi nuovi racconti.

Ma andiamo con ordine, meglio iniziare con Attraverso il fuoco. Il mio ultimo pensiero quando l'ho letto l'ultima parola è stato "No, è finito!" , mi sono appassionato tantissimo leggendolo.

Ho vissuto con i vari personaggio la loro storia e quella della rivolta di Haiti, grazie per questo.

La prima sorpresa, leggendolo, è stata trovare tra i personaggi Jorge Llera, è una cosa che mi ha molto intrigato e sono stato contento, che nonostante l'inizio, sia diventato uno dei personaggi primari.

Un'altra cosa che mi che piaciuta è che non hai svelato subito la storia d'amore tra Luis e Jorge, ma ce l'hai fatta scoprire piano piano come accadeva ai protagonisti.

In conclusione è stato piacevole leggerlo, anche se mi sarebbe piaciuto sapere di più di cosa ne è stato poi dei sei protagonisti.

Per quanto riguarda i racconti che hai pubblicato dopo attraverso il fuoco mi sono piaciuti tutti, anche se alcuni di più di altri.

L'eretico, Il rinnegato e lo schiavo, Uomini e lupi, Vecchi tempi sono stati molto piacevoli da leggere e le avventure che hanno vissuto i protagonisti molto belle.

Il rinnegato e lo schiavo è molto bello soprattutto con la parte in rosso. (^_^)

Mi sbaglio o una parte di Vecchi tempi appare modificato anche in altre tue opere?

Partita di caccia l'ho trovato molto romantico e molto molto caldo, e ho invidiato un po' sia la preda che il cacciatore.

Il piacere di uccidere bellissimo racconto, hai in mente qualche nuova missione per Herman, forse una in cui Rod scopre il lavoro del suo nuovo amico e ne viene coinvolto?

Il diversivo, in poche parole, è magnifico.

Un porco da scannare è bel racconto che ho letto con piacere.

 

 

 

 

 

Loran

26 ottobre

Bellissimo il tuo ultimo racconto "Uomini e lupi" trasmette tutto il calore dell'amicizia e dell'amore tra due uomini.

 

 

 

 

Loran

5 ottobre

Ho appena finito di leggere "Attraverso il fuoco" e correndo il rischio di ripetermi

non riesco a trovare le parole per dirti quanto mi è piaciuto, la ricostruzione storica,

le relazioni tra i personaggi e le scene erotiche sono fuse in una maniera meravigliosa

che trasporta chi legge all'interno della storia e fa vivere i sentimenti e le vicende dei protagonisti.

 

 

 

 

Gianmarco

15 settembre

Ciao, ho utilizzato la password e volevo ringraziarti.
Avevo trovato dei tuoi racconti sparsi in giro ma averli tutti a disposizione è un'altra cosa.
Mi piacciono molto i rossi e neri con un pizzico di blu...
Poi sono rimasto affascinato dai romanzi. Ho letto quello della prigione che ho trovato molto bello.
mi è venuto in mente, non so se lo conosci, un disegnatore che forse potresti apprezzare: Gengoroh Tagame.
 La scena dell'orgasmo di Felipe sotto Barbanera sotto la tempesta era davvero spaziale :D



 

Matteo Levi

8 settembre 2008

Gentile scrittore,
ci risiamo!
Stavo cercando l’ultimo libro dell’Ispettore delle Antichità Egiziane, Zahi Hawass, quando mi sono imbattuto in: “Due mummie per un Ispettore”…
Vedendo la copertina con un sarcofago raffigurato sopra, ho pensato si trattasse del testo che intendevo acquistare... e invece no! Non è un saggio dell’insigne archeologo ma il romanzo giallo su quei due carabinieri dell’altra volta!
(Che, oltretutto, continuano pure a praticare!).
La esorto quindi a scegliere copertine meno subdole per i suoi manoscritti e a promuovere (una volta per tutte!) questo benedetto Ispettore al rango di Commissario così da evitare ogni futuro malinteso.
Certo che comprenderà, cordialmente la saluto.



 

Loran

17 luglio 2008

Come sai quello che scrivi mi piace moltissimo e se fossi in te cercherei di pubblicare anche "la promessa" e "Attraverso il fuoco" perché sono due romanzi molto belli e dove la tua forma di unire la ricostruzione storica e le vicende dei personaggi è particolarmente convincente.

 

 

 

Alex

2 luglio 2008

Caro Matteo Levi...e per fortuna che quei due “carabinieri” praticano!!! Ci pensi che palle se ci fossero in una stessa storia due bei maschioni in divisa, tutti e due froci...e non praticassero!!! Uff...che
palle e che delusione sarebbe... Ma speriamo che Ferdinando faccia praticare tutta la caserma in perfetto stile Tom of Finland!!!

 

 

 

Sebastiano da Torino

16 febbraio 2008

Ho letto il suo romanzo Ispettore Ferraris. Punto e a capo trovandolo molto divertente.  Un ispettore burbero e gay innamorato del suo aiutante è un'ottima trovata e poi un pizzico di   noir,  battute salaci,  situazioni divertenti,  una storia d'amore e Torino sullo sfondo.  Non mi resta che ringraziarla per averlo scritto.  Il suo personaggio tornerà in libreria con una nuova storia?  Lo spero davvero.

 

 

Monica

 

QUESTO E’

L’UNICO GAY

CHE NON LEGGE

I RACCONTI E I ROMANZI

DI

FERDINANDO NERI

 

 

 

 

Max Thomas

1 dicembre 2007

Ciao Ferdinando,

scusa se a scriverti sono di nuovo io, ma ho finito da poco di leggere  "ISPETTORE FERRARIS. PUNTO E A CAPO", e per il culo di Satana se mi è  piaciuto!

Il romanzo mi ha catturato con il caso poliziesco di Enea Bruzio, mi  ha divertito con le opinioni, dette e pensate, dell'Ispettore, mi ha  fatto sognare… be' altro non dico o potrei svelare parte della trama del  libro. Se in futuro vorrai narrare altri casi e avventure di Ferraris e  co. qui hai un fan che le leggerà con piacere.

Ps. Ma qual è il nome di Ferraris?

Le avventure e disavventure di Felipe mi mancheranno, soprattutto quelle che ha avuto da quando ha conosciuto Michel, non solo quelle erotiche.

Devo ammettere, inoltre, che nel capitolo 24 mi hai quasi fatto rimanere male quando nel paragrafo "UN INCONTRO A LUNGO ATTESO" hai tirato quella sola a Felipe (anche se un po' se la meritava per come ha trattato Michel), ma menomale che non ci hai fatto aspettare un'altra settimana perché si risolvesse il mistero del comportamento di Michel.

Alla prossima

Max

Ps Spero che continuerai a pubblicare i tuoi romanzi e i tuoi racconti,  sai li aspetto sempre con piacere.

 

 

188446Matteo Levi

27 novembre

 Caro scrittore,

ho comprato il tuo libro giallo per sbaglio. Io non volevo quello, io volevo un giallo, non un libro con la copertina gialla.

Volevo acquistare il triller che vedi in allegato e non so come mai mi è arrivato il tuo. Deve essere stato per colpa della copertina che assomiglia in modo impressionante.

All'inizio sono rimasto contento - perché costava di meno - e già che ci avevo speso ho deciso comunque di leggerlo.

Una porcheria del genere non mi era mai capitata. La trama non esiste, non c'è un minimo di suspance, l'assassino non c'entra un accidente, ho perso il filo a pag.trenta. Vorrei sbagliarmi premettendo che ho saltato qualche pezzo ma mi sembra che quei due carabinieri siano... insomma, ci siamo capiti...!

Ma adesso veniamo a noi: siccome mi sono dovuto leggere tutta quella schifezza che hai scritto, siccome non mi posso incazzare con la libreria perché è di mio cognato, siccome non lo posso nemmeno reciclare per Natale perché quei carabinieri sono... (e, oltretutto, praticano!), allora rimane un'ovvia conclusione: ORA TU MI RENDI I SOLDI!!!

Nb. c/c 688913 intestato LEVI MATTEO - UNICREDEM Ag. 34 - Roma ABI 03010 CAB 13400 CIN B

NB: (metti la valuta del 28 Ottobre, non voglio perdere i giorni di valuta per colpa del tuo libraccio!)

 

 

 

 

Nerouragano

Sabato 20 novembre 2007

 

Sono nerouragano e ti prego di non mettere in atto il tuo proposito,anzi incomincia,il più presto possibile,a rivedere il tuo vecchio romanzo -"sono in crisi di astinenza":"la promessa"è arrivato alla fine,ho già letto "cerro del diablo" ed il nuovo romanzo "ispettore ferraris..."ancora non mi è arrivato. come avrai capito sono un tuo accanito lettore e fin dal primo racconto letto(il tricheco ed il delfino) ho sentito che avevo finalmente incontrato l'autore che da tanto stavo cercando, cioè uno scrittore che in egual misura mi desse emozioni erotiche ed emozioni legate alla trama,ai personaggi - i tuoi sono certamente dei racconti/ romanzi supererotici,ma c'è una  storia alla base ed una tua capacità di trasmettere emozioni... e poi ci sono tutti quegli uomini villosi...      dopo il primo racconto sono seguiti quelli che ho trovato in rete,poi nel tuo sito ed infine nell'e-book "rosa, rosso&neri" - tutti sicuramente all'altezza del primo letto. sono poi passato ai romanzi: il primo è stato "cerro del diablo",bello,ma non è precisamente il genere che preferisco -ci sono comunque dei passi indimenticabili-quali il capitolo 12- sia per erotismo,sia per capacità narrativa - poi ho acquistato "i quattro re" e l'ho letto tutto d'un fiato e sicuramente lo rileggerò perché dessart, girod ed indirettamente tu mi avete trasmesso delle emozioni molto forti e contemporaneamente mi avete fatto nascere un pò di invidia per questa coppia così fortunata nell' essersi incontrata  -  mi piacerebbe ritrovarli in un altro romanzo od in un racconto,non ci hai mai pensato? - contemporaneamente ho cominciato a seguire "la promessa": felipe non mi ha preso come dessart e girod e le mie simpatie vanno sicuramente a testapelata, più forte, sicuro del suo amore e delle sue scelte - devo essere sincero,per gustare completamente un romanzo devo avere il libro per poterlo toccare,sfogliare e forse per questo motivo non ho gustato a fondo "la promessa" - così lo stamperò e lo rileggerò ed allora credo che potrò dirti qualcosa di più - a questo punto non mi rimane che ribadire il mio dispiacere nel caso tu non continuassi a "pubblicare" in internet, ma spero che tu possa cambiare idea...eventualmente continuerò a seguirti acquistando i tuoi eventuali libri -

ciao

nerouragano

 

 

 

Monica

Sabato 25 Febbraio 2006

Sabato 25 Febbraio alle 14,30 circa ho iniziato a leggere “I Quattro Re” e ho terminato alle ore 01,00 del mattino.

L’ho letto tutto in una sola volta, non ho fatto pausa nemmeno per la cena: l’ho trovato bellissimo.

Adoro l’ambientazione storica e le ottime descrizioni, sembrava davvero di essere in Francia nell’anno 1800.

Il testo scorre bene e la vicenda mi ha appassionata, inoltre mi piacciono gli Uomini d’Arme: davvero non potevo chiedere di meglio.

La storia è interessante e piccante al punto giusto anche se in alcune pagine ho fatto fatica a seguire i vari “attorcigliamenti” e questo, secondo me, ha negato qualcosa alla fantasia del lettore in quanto, essendo troppo esplicita l’ammucchiata, non rimaneva più niente da immaginare – ma forse il tuo intento era proprio quello ;-)

Comunque, ciò non ha deturpato minimamente il romanzo che rimane pur sempre ottimo nella sua integrità.

Devo ammettere invece che l’intimità tra Dessart e Girod, descritta anch’essa in maniera assai esplicita, non ha tolto niente al racconto ma al contrario ha contribuito notevolmente ad arricchirlo e a renderlo prezioso. La loro storia d’amore è davvero coinvolgente e ne ho apprezzato oltremodo il lato romantico, mi sono commossa quando Dessart cercava di salvare Girod dall’incendio del castello e diceva: “Sei tutto ciò a cui tengo al mondo. Non farmi questo.”

Ho pianto pensando che darei la vita per avere quel genere d’amore che François riceveva da Dessart e sono stata in apprensione quando sembrava che il capitano fosse morto (se quello fosse stato il vero epilogo, giuro, adesso non starei a scriverti questa lettera di elogi!).

Ci sono molti punti davvero belli e toccanti, qualche frase raggiunge quasi l’elevazione della sublime poesia, come ad esempio: “Era una preghiera, forse, ad un dio onnipotente. Preghiera di ringraziamento e supplica perché quella benevolenza non avesse mai fine”.

E, guardando tutto in un’ottica complessiva, devo dire che sono davvero favolosi questi soldatini repubblicani che stanno tutto il tempo a farlo, in qualunque luogo, in qualunque situazione. E’ struggente il sentimento che lega Daniel Dessart a François Girod, mai ho trovato una narrazione così adeguata di tanta complicità, passione, tenerezza, profondità.

Tutto è talmente perfetto che viene da pensare che ciò possa esistere soltanto nei paesaggi di carta e inchiostro di un libro, ma si dice che uno scrittore metta sempre un po’ di sé creando le proprie opere, mi auguro quindi che questa storia non sia stata soltanto il frutto di un impegno letterario ma che tu possa aver avuto l’immensa fortuna di poter vivere anche nella realtà qualcosa di simile a quanto descritto in questo tuo bellissimo romanzo.

Con tutto il cuore ti auguro di poter pubblicare ancora molte di queste pagine così tanto significative (almeno altre diecimila!)

Con stima

Monica

 

 

Monica

Venerdì 10 Marzo 2006

Verso la metà di Febbraio il mio amico Simone mi dice che su internet c’è la recensione di un vecchio libro di ambientazione ottocentesca che parla dell’eroica vicenda di un soldato da cui hanno tratto anche un film. Siccome sa che amo leggere e mi piacciono gli Uomini d’Arme, mi consiglia di cercare il romanzo. Il titolo è: “Le Quattro Piume”.

Io ascolto distrattamente. Mica compro i libri solo perché sono ambientati nel 1800 e parlano di soldati! Eppoi ho altri acquisti da fare, mi servono alcuni saggi per le mie ricerche di egittologia.

E’ tarda sera quando mi metto davanti al computer per cercare i testi e mi torna in mente anche il libro suggerito da Simone, ma non il titolo: quello me lo sono già scordato.

Forse era “Le Quattro Penne” (penso a quelle d’oca per scrivere), o “Le Quattro Carte” (penso alla corrispondenza)… Le Quattro… I Quattro…

Niente. Il titolo proprio non mi viene.

Non posso andare a dormire con un dubbio in testa, è una questione d’onore tra me e il mio cervello a groviera che non si ricorda le cose! Vado su Book On Line e dopo aver messo nel carrello quanto mi occorre sull’Egitto, inserisco la parola “Quattro” (l’unica che mi ricordo) e da lì viene giù di tutto.

Si va da “I Quattro Trucchi & Impiastri” ad “Amore a Quattro Zampe” – Forse non è il caso… – mi dico e riprovo limitando la ricerca ai soli romanzi italiani.

Purtroppo anche qui c’è di che scartabellare ma chi la dura la vince e dopo quasi due ore (sono già passate le due!) arrivo a “Il Re dormiva Quattro volte al giorno”, “I Quattro Re”, “Quattro Storie di Re”.

Ma certo! …E’ il Re l’altra parola chiave: una carta! – esulto. (Ci avevo pensato subito anche se mi era venuta in mente la carta da lettere.) – E dove c’è un sovrano c’è anche un esercito e quindi, dei soldati – penso. (Il ragionamento è perfetto!).

Così, vado immediatamente a leggere la recensione dei libri scartandone subito due che non corrispondono, ma quando arrivo a “I Quattro Re” non trovo scritto niente. Strano.

Allora cerco su Google e appare: “I Quattro Re” e l’asso dell’erotismo, le rocambolesche vicende del libro si snodano all’alba del 1800.

E invece di EROTISMO, con gli occhi abbottonati dal sonno, leggo EROISMO… (me tapina!).

E’ fatta, è questo: un bel romanzo di eroico valore militare! – esclamo soddisfatta.

Alle tre e mezza del mattino neanche mi passa per la testa che forse sarebbe meglio aprire la pagina per vedere BENE di che cosa si tratta o aspettare Simone prima di comprare.

Ora immagina quando, Sabato 25, arriva un racconto di certi soldati che non sanno tenersi addosso i pantaloni per più di cinque minuti di seguito ed io che leggo tra le fessure delle dita con la mano sugli occhi per l’imbarazzo.

Eppure è una bella storia e mi commuovono i due protagonisti quando si innamorano. Il libro nel suo genere è un piccolo capolavoro.

Vorrei sbagliare così tutti i giorni, davvero.

Monica

 

 

Max Thomas

lunedì 18 giugno 2007

Le tue prime opere che ho letto furono: " L'ispettore paga il conto ", "Un picciotto beneducato " e "Un adulterio (o più d'uno) ". Mi colpirono inizialmente per il tipo di uomo che descrivevi, grosso peloso e a volte anche con un po' di pancetta, insomma il mio tipo.

Ad una seconda lettura mi piacquero anche per come erano scritte e per la trama. Infatti era la prima volta che leggevo dei racconti erotici che non solo descrivevano delle scene di sesso tra i protagonisti, ma in cui c'erano una vera e propria trama, sopratutto in " Un adulterio (o più d'uno) ". Tra queste storie quella che mi piacque di meno fu "Un picciotto beneducato " ma solo perché sono uno a cui piacciono gli Happy End.

Le successive opere che ho letto furono: " Un porcorso fuori percorso ", "Una giornata di merda " e "Missione ad Abu Hadar ". Dopo aver letto queste tue storie scoppiò l'amore per i tuoi racconti.

Raccolsi e conservai tutti questi racconti ed iniziai la caccia su internet per trovare altri tuoi racconti, e fui fortunato perché trovai anche " L'ultimo giorno di Big Rob " e "Il Tricheco ed il Delfino " (questo è uno dei miei racconti preferiti).

Come puoi immaginare il passo successivo fu comprare " I Quattro Re " (questo dopo aver riletto tutti i tuoi racconti due/tre volte). Quando finì la prima lettura (si l'ammetto l'ho riletto molto spesso) mi è dispiaciuto salutare François e Daniel, mi ero molto affezionato a questi due personaggi e alle loro avventure.

Un'altra cosa che adoro nelle tue opere è l'ironia che appare nei tuoi racconti, è magnifica.

Ora mi potresti criticare dicendomi perché non ti ho scritto prima per dirti tutte queste cose, ma un po' il lavoro, un po' le vacanze e infine un trasloco hanno motivato la mia pigrizia.

Poi questa primavera dopo che mi hanno ridato la connessione ad internet dopo tre mesi di attesa (come vorrei affidare quei bastardi alle amorevole, si fa per dire, cure del Capitano Contreras ) cercando su internet trovo la tua nuova racconta di racconti, " ROSA, ROSSO & NERI", ho trovato magnifici quasi tutti questi racconti c'era una bella dose di rosa proprio come piace a me, ma alcuni erano anche molto divertenti, c'è solo un piccolo dispiacere "Domande pericolose" finisce proprio sul più bello (non mi riferisco solo alla domanda del professore, ma sopratutto a come va a finire la storia tra il professore e il suo allievo).

L'ulteriore sorpresa che trovo su questa tua raccolta è l'indirizzo del tuo sito web, questa sì che è una notizia meravigliosa. Ora posso saper con maggior dettaglio tutto sulle tue opere. Inoltre mi sono piaciute molto le tue biografie, spero di leggere anche quella Rosa.

Sono anche andato sul sito di "Viste " e mi sono letto "Cerro del Diablo " devo dire che mi è piaciuto abbastanza anche se come ci avevi detto con il nero avevi esagerato. Come puoi immaginarti mi è piaciuto il finale con "happy end" soprattutto perché quello stronzo di Vega ha avuto quello che si meritava, ma anche il secondo finale non era malvagio.

Ho letto anche " Il grizzly", "La gabbia" (sono delle belle storie iniziano in modo molto triste però finiscono molto bene inoltre mi hanno fatto ridere le battute finali sia di Thomas in " Il grizzly" e l'ultimo pensiero di Bruce in " La gabbia"), "Il regalo di compleanno" (questo racconto è divertentissimo tutti i miei complimenti) e "La partenza" (spero tanto che ci sia un continuo).

Ora mi sto appassionando alla lettura di " La promessa ", attendo con ansia di sapere come evolveranno il destino di Felipe e che cosa gli riserverà il futuro (ovvero quello che tu gli hai riservato). Ti confesso che io l'avrei acquistato se veniva pubblicato.

 

 

Max Thomas

martedì, 9 ottobre 2007

Mi sto sempre più appassionando a "La Promessa" e alle avventure di Felipe, aspetto con ansia i nuovi capitoli. Non vedo l'ora di sapere cosa altro succederà nella storia (anche se mi dispiace un po' che tra poco finisce).

Ho letto la "Camicia Rossa" anche se mi è piaciuta la storia d'amore tra Nino e Carmine mi sarebbe piaciuto che la parte avventurosa fosse stata più lunga, ma ho il sospetto che in quel caso non sarebbe stato un racconto breve. ;-)

"Cavalleria rusticana" invece è bellissima, anche se non mi ricordo granché di "I Malavoglia" di Verga, che sono stato costretto a leggere all'epoca del liceo (non ce verso, le cose lette controvoglia non mi restano impresse), quindi nulla posso dire sulle citazioni in esso riportate.

"Una richiesta di trasferimento" in un'unica parola l'ADORO', penso che aggiungere altro sia superfluo.

Per quanto riguarda "Ispettore Ferraris. Punto e a capo. – Una falsa partenza" ci sono rimasto un po' male perché di questa storia non saprò mai come andrà a finire (anche se Enea Burzio era simpatico come un calcio nei cogliones). E spero che a parte i nomi dei personaggi il racconto non abbia niente in comune con il romanzo. (Sai che tristezza leggere un giallo di cui si sa già una parte del finale).

Non vedo l'ora di leggere "Uomini e lupi" , "Lo sposo di Iemanjá" e "Un caso facile facile", che prossimamente pubblicherai sul tuo sito, e naturalmente "Ispettore Ferraris. Punto e a capo."  (come lo troverò!)

Per quanto riguarda la tua ipotetica offerta di diventate un personaggio di un tuo racconto, non so se mi conviene. Sai non vorrei fare la fine di Stive in "Cose Mai Viste", o peggio la fine del Commissario Ettore Messina in "Un picciotto beneducato" , o di Robert O'Connor in " L'ultimo giorno di Big Rob", o di Ramón Hierro" in " L'esecuzione". Ma vedi tu tanto sul mio pseudonimo non ci sono diritti di copyright ;-D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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