Il cantiere
Racconti
e romanzi
L’idea di un racconto o di
un romanzo può venirmi in modi molto diversi. Sono un grande lettore, nel senso
che amo molto leggere, e spesso un libro mi suggerisce uno spunto: una
situazione, un personaggio, un ambiente. Altre volte lo spunto proviene da un
film, da un fumetto, da un articolo di giornale, da un libro di storia, da un
sito internet. Nei rari casi in cui ho il tempo per farlo, mi metto subito a
scrivere, anche solo per fissare l’idea prima che svanisca. Altre volte non
lo faccio subito, ma magari rifletto sull’idea, che non di rado
prende forma in modo più articolato. Dopo che ho sviluppato l’idea
iniziale, possono venirmi altre idee per proseguire la storia, che cresce e
giunge alla conclusione abbastanza rapidamente. In altri casi invece non vado oltre l’idea ed il racconto si ferma, per un periodo
più o meno lungo (o magari definitivamente). Normalmente ho bene in
testa se voglio scrivere un romanzo o un racconto, ma talvolta un racconto
incomincia a crescere troppo e non riesco più a fermarlo. Il romanzo Ispettore
Ferraris, punto e a capo doveva essere un racconto, neanche tanto lungo:
ho fatto fatica a mantenerlo nel numero di pagine richiesto per la
pubblicazione. |
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Monica, the best of the best
Ogni racconto o romanzo
nasce con un certo numero di errori, ripetizioni, frasi un po’ forzate e così
via: anche se tendo ad essere piuttosto attento, qualche cosa mi sfugge
sempre. Per fortuna c’è un editor, anzi, un’editor, la magnifica,
insostituibile, fantastica, eccezionale Monica. È lei che si occupa di
rileggere con attenzione meticolosa tutti i miei scritti e di segnalarmi ciò
che non va. Poche cose le sfuggono (magari qualche volta a me sfugge una sua correzione, per cui lei tende ad usare caratteri
sempre più grandi). Un ringraziamento pubblico
è doveroso. È comunque inutile che qualche autore mi chieda il suo indirizzo:
lo tengo gelosamente nascosto. Qualcuno potrebbe
chiedersi: com’è che una gentile signora leggi romanzi erotici gay e si fa
carico dell’editing? Questa è un’altra storia. La spiegazione è presente nel
Forum, insieme alle prime lettere di Monica. |
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Le
immagini
Le immagini che
accompagnano queste pagine sono state prodotte a partire materiale diverso
presente su Internet (nei siti citati nei Links) o altro materiale
fotografico. È un lavoro che faccio direttamente io. Mi piace molto quando
devo illustrare i racconti, dato che sono abbastanza libero di scegliere i
soggetti, mentre è stato molto più faticoso trovare tutte le immagini per un
romanzo, perché è più difficile reperire le immagini giuste, con i personaggi
che mi servono. Molto di rado ho usato
immagini altrui, citando la fonte. Due casi a parte sono
quelli del romanzo Cerro del Diablo, illustrato da Viste, e del
secondo ciclo di miti di Cernunnos, per cui devo ringraziare Loran. |
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L’origine
dei singoli racconti
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Racconti
dell’area aperta
Bufera di novembre
Non c’è stata nessuna
ispirazione esterna per il racconto in sé: amo andare in montagna ed ho
immaginato la vicenda. Il personaggio di Primo è ispirato ad una canzone di
Francesco Guccini (Il Caduto, da D’amore, di morte e altre
sciocchezze). Forse il protagonista è ispirato ad un mio vecchio amico,
perso da tempo, che divenne bancario, rimanendo sempre insoddisfatto del suo
lavoro. L’episodio centrale è ispirato ad un brano del romanzo di Sgorlon, Il
trono di legno, letto trent’anni fa, ma di questo non mi resi
assolutamente conto al momento di scrivere il racconto, ma solo anni dopo. Il rinnegato e lo schiavo
La vicenda narrata in questo
racconto ha un’origine ben precisa: il romanzo di Massimo Carlotto, Cristiani
di Allah. È un libro che mi è piaciuto e che racconta una storia di amore
tra due uomini (caso ben raro, in Italia, almeno). Ovviamente la storia è
tragica (non pretendiamo troppo), ma ha risvegliato la mia fantasia ed ha
portato alla nascita di questo racconto. Come omaggio a Carlotto, ho inserito
il nome del protagonista del romanzo nel mio racconto: è il comandante dello
sciabecco che cattura Ben. Il racconto è il regalo di compleanno per la mia
editor. La palestra di boxe
Uno di quei casi in cui il
racconto parte in una direzione e finisce in un’altra. Avevo immaginato tra i
due personaggi un rapporto con una componente sado-maso (non molto forte), ma
il personaggio di Salvo mi ha preso la mano e mi sono reso conto che dovevo
correggere il tiro. Ho eliminato le prime due pagine del racconto ed ho
lasciato che andasse per la sua strada.
Non c’è nessuna fonte di
ispirazione specifica per la vicenda narrata.
Una richiesta di trasferimento
Un giorno decisi di provare a
scrivere tre racconti centrati sugli stessi elementi: un ispettore o
commissario; un poliziotto; una relazione (o la possibilità o il desiderio di
una relazione) tra i due; una richiesta di trasferimento; un pericolo
mortale. I tre racconti avrebbero dovuto essere
scritti in modi diversi: uno avrebbe dovuto essere un racconto erotico e
d’avventura, un altro sarebbe stato più sentimentale ed il terzo un racconto
di violenza e morte. Il racconto “rosa” venne fuori senza problemi ed è
questo, Una richiesta di trasferimento. Il racconto “nero” (Un
picciotto beneducato) fu presto concluso e pubblicato su un altro sito.
Il racconto di sesso ed avventura incominciò a
crescere, a crescere, fino a che divenne evidente che non sarebbe mai stato
un racconto: diventò un romanzo, Ispettore Ferraris. Punto e a capo
(edito dalla Zoe), in cui il sesso si perse per strada (non completamente). 1.32
Scrissi la prima parte di
questo racconto tanti anni fa, in un periodo in cui avevo steso altri testi
dedicati ad amori impossibili (o almeno alquanto difficili). Poi lo
interruppi, forse perché il tema era difficile e temevo di non riuscire a
trattarlo con la necessaria delicatezza. Solo in tempi recenti ho deciso di
riprenderlo e completarlo. Non c’è nessuna fonte di
ispirazione precisa per questo racconto. Lo spazzolino lo fornisce
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Racconti
dell’area rossa
Western e dintorni Ho sempre amato il West:
quand’ero ragazzo era l’epoca d’oro del western e mi affascinava questo
ambiente di uomini rudi e liberi, che affrontavano avventure e pericoli di ogni
tipo. Non a caso questa è la sezione più ampia dei racconti. Il tesoro di San Pedro
Nella trama di questo
racconto c’è una reminescenza dei fumetti di Blueberry: in una delle
avventure, il tenente cerca in Messico il tesoro dei confederati, ma deve fare
i conti con altri avventurieri interessati a trovarlo. I personaggi sono
stati ispirati da due immagini trovate su Internet: le ho inserite,
modificandole, nell’illustrazione del racconto. Il diavolo custode
Non c’è una storia letta o
vista all’origine di questo racconto, ma solo alcuni stimoli molto parziali:
una bella foto di Ari the Amazing (artista di cui trovate una pagina su
MySpace e che è nella foto di sfondo di questa pagina), in cui lo si vede in
acqua; il personaggio di Dan creato da Daniel Richards e fotografato da un
artista olandese; la mia vecchia passione per i western. Il tricheco ed il delfino
L’ambientazione del
racconto mi è stata suggerita dalla lettura di alcuni romanzi di Faulkner,
che rievocano la guerra di Secessione americana. Per la vicenda ed i
personaggi non ho presente nessuna fonte di ispirazione specifica. Cibo per avvoltoi
Il racconto trae
ispirazione da Belly to Belly and Chest to Chest, apparso sul sito
Greasetank a firma di Necrobear: vi si narra di due cacciatori di taglie che
vengono uccisi dall’uomo che vogliono catturare, English Paul, in una città
chiamata Boca Caliente. Il racconto mi piacque molto, soprattutto per il
legame esistente tra i due cacciatori di taglie, ed immaginai un’altra storia
che si svolgeva nella stessa città. Per illustrarla sono partito da una delle
immagini che accompagnavano la storia. Nella scuderia
Qualche tempo fa, mi
avevano richiesto uno o due racconti bear per un’antologia. Mi misi al lavoro
e preparai due racconti western, in cui compare, ad alcuni anni di distanza,
lo stesso personaggio: Nella scuderia e Il diversivo. Nella scuderia è una rielaborazione di
vecchie fantasie, di cui si trova traccia anche in Cerro del Diablo (la prima
scena di amore tra Diego e Ramón, che si svolge proprio in una scuderia). Il
personaggio di Patrick ha alcuni elementi di uno dei due protagonisti di Il
tricheco e il delfino. I due racconti si sarebbero dovuti rivolgere ad un
pubblico diverso dai frequentatori del sito, per cui non ebbi scrupolo a
rielaborare temi già sviluppati. La mia gentile editor mi
stramaledì, dicendomi che l’avevo fatta piangere, che il racconto era troppo
triste ed altre cose di questo genere, per cui mandai per l’antologia solo Il
diversivo, insieme ad un racconto precedente, Uomini e lupi. L’antologia non si fece (almeno suppongo:
non ebbi più nessuna notizia, nemmeno una risposta alle mie mail da parte
della casa editrice, che non è Il diversivo
Sull’origine di questo
racconto, vedi le informazioni su quello precedente. Nello sviluppo della
storia ritornano film, fumetti e libri letti da ragazzo, quando il western
era un genere ancora in auge. Qualche debito particolare nei confronti dei
fumetti che hanno per protagonista Blueberry, di Charlier e Giraud. L’ultimo giorno di Big Rob
Questa vicenda ed i
personaggi non hanno un’ispirazione precisa, anche se diversi elementi sono
stati suggeriti da film visti, racconti e romanzi letti. Una giornata di merda
Esisteva un sito chiamato Gay
Male Hanging su cui apparvero, in un inglese alquanto sgrammaticato, le
avventure di Dusty e Tex, due giustizieri: erano opera di un autore che si
firma Badbiker. In una di queste storie i due eliminano un ladro di bestiame,
un certo Dexter. Il personaggio di Dexter mi piacque molto e prima immaginai
una storia nera che avveniva subito dopo l’impiccagione di Dexter ed aveva
come protagonista un personaggio da me inventato, poi scrissi invece una
storia con uno sviluppo del tutto diverso, in cui comparivano Dexter ed il
mio personaggio: è il racconto attuale. L’ultimo treno per Toronto
L’idea di questo racconto
mi venne dal testo The Sculptor’s Funeral, di Willa Cather, che fa
parte della raccolta Youth and the Bright Medusa. Il personaggio di
Abraham è direttamente ispirato all’avvocato Jim Laird, presente in quel
racconto, mentre Steve deve qualche elemento (assai pochi in verità, a parte
l’essere un artista) allo scultore di cui si svolge il funerale. Anche
l’ambientazione deriva da quella del testo della Cather. Il racconto è
dedicato ad un vecchio amico di MySpace, perché fu una sua foto da
dopo-sbornia ad ispirarmi. Cadaveri non più freschi
All’origine di questo
racconto c’è la storia di un autore statunitense, che scrive molto bene, ma
non finisce mai i testi che incomincia. L’ultima che ho avuto modo di vedere
si apriva con un fuorilegge ucciso da un cacciatore di taglie: da questa
scena iniziale, a cui mi sono ispirato, si è sviluppato Cadaveri non più freschi, che è farina del mio sacco. Solo il
personaggio di Mike, lo sceriffo, deriva dal racconto di un altro scrittore
statunitense, Yagov Sangria. Una corda al collo
Cadaveri
non più freschi si
conclude lasciando il povero Ben da solo. La mia editor protestò, per cui
decisi di trovargli una compagnia: di per sé la faccenda era semplice, ma
perché ne venisse fuori una storia dovetti aggiungere qualche altro
ingrediente. Il risultato è Una corda al collo. La gabbia
Non è propriamente un western,
ma l’ambientazione è più o meno quella. Una vaga fonte di ispirazione per
questo racconto, scritto qualche anno fa, sono stati alcuni romanzi e
racconti di Willa Cather. Ma la storia dei due personaggi è basata su
situazioni vissute o viste da vicino, più che su romanzi o film. Miti e leggende I miti di Cernunnos
I miti mi hanno sempre
affascinato e mi è talvolta capitato di immaginarne, senza però mai arrivare
a scriverne uno. Finché un giorno, guardando il sito di Dchoii Doodles, ho visto la sua immagine del dio Cernunnos. Non ne sapevo
nulla (ma nessuno ne sa nulla, di fatto: il suo nome è citato in alcune
iscrizioni e la sua immagine compare in rilievi, ma non ci sono miti relativi
alla sua figura). Ho così deciso di inventare una serie di miti legati a
questo dio. In essi si mescolano
elementi tratti da miti greci, celtici, mesopotamici: tutto plausibile, in
quanto i Celti erano presenti in un’area molto vasta, per cui vennero
sicuramente a contatto con i miti di popoli molto diversi. Nel Viaggio chi
conosce il mondo greco classico troverà echi del mito di Crono e Zeus, di
Ercole e di Orfeo, ma ci sono anche tracce di miti celtici (oltre a
Cernunnos, anche la figura del serpente rimanda all’area celtica). Nel ciclo dell’Isola
ritornano elementi di diversi miti della creazione e nel secondo episodio c’è
una traccia dell’episodio di Eurialo e Niso, dall’Eneide. Il sacrificio e la
trasformazione della vittima si ispirano a diversi miti greci. Nel ciclo di Doche
si mescolano elementi storici (l’uso di decapitare i vinti e di esporne la
testa come trofeo di guerra; quello di uccidere ritualmente il re divenuto
anziano) ed altri provenienti sia dalla mitologia celtica (in particolare la
morte di Iliach è tratta, in modo piuttosto fedele, da un episodio del ciclo
di leggende di Cuchulainn) e dai miti greci. Nel ciclo delle Morti credo che i riferimenti ad alcuni miti greci
(la nascita di Atena dalla testa di Zeus, la discesa agli Inferi di Orfeo per
liberare Euridice) siano piuttosto evidenti. Il mostruoso uccello Azu è
invece tratto da un mito mesopotamico, meno noto; anche nella discesa agli
Inferi di Doche e Cernunnos ci sono diverse reminescenze di miti sumerici. Tempi moderni Un porcorso fuori percorso
Non c’è nessun testo o
personaggio all’origine di questo scherzo, nato di getto: uno di quei casi in
cui il racconto cresce e si sviluppa da sé, senza richiedere all’autore
nessun intervento (a parte la rilettura finale). Il regalo di compleanno
Il racconto è stato
costruito a partire da un’idea di Monica, tutta giocata sul mio nome e sulla
possibilità, trattandosi di un nome abbastanza comune, di un equivoco di
persona. L’idea mi è parsa buona (e come potrebbe essere altrimenti,
trattandosi della mia super-editor?) e l’ho sviluppata. Attenti al gorilla!
Questo breve testo nasce
da un racconto letto molto tempo fa su Internet (non mi ricordo su quale
sito). Era un racconto drammatico: un maniaco assale uno studente in un
college, un compagno interviene per aiutarlo, ma viene ucciso ed il maniaco
violenta ed ammazza il giovane. Di lì
mi venne l’idea di una storia con una situazione di partenza analoga, ma che
si sviluppava in modo diverso. La storia rimase allo stato di idea per
diverso tempo, fino a che, anni dopo, la scrissi di getto. La palestra di boxe
Vedi i racconti dell’area aperta. Domande pericolose
L’idea la devo ad uno dei
lettori dei miei racconti, che mi propose di scrivere insieme una storia,
centrata sul rapporto tra uno studente ed il suo insegnante. Accettai la
proposta, ma c’era troppa diversità nei nostri modi di scrivere, per cui
l’idea non venne realizzata. Ripresi però la parte che avevo scritto e
continuai il racconto, sviluppandolo a due voci. Ringrazio Fausto per lo
stimolo che mi ha fornito. La cascina
Il racconto non ha
un’origine precisa. La scena nella soffitta mi è stata suggerita da un bel
romanzo dello scrittore mozambicano Mia Couto. Nel groviglio di interessi
legati all’eredità vi è qualche eco dei romanzi di Balzac, che a me piacciono
molto (e che la mia editor detesta, per cui questo racconto non le è piaciuto
per niente). I lottatori
Ho sempre trovato il tema
della lotta tra uomini affascinante e la scena in cui i due protagonisti
maschili di Donne in amore si affrontano nudi
rimane per me una delle più cariche di erotismo che abbia mai visto (ed
infatti me ne sono servito in un racconto, La bestia). A spingermi a
ritornare sul tema ed a scrivere questo racconto è stato lo scoprire qualche
tempo fa su Internet il sito di Naked Kombat: ho ritrovato la mia vecchia
fantasia di una lotta in cui la posta in gioco è di tipo sessuale (idea già
sviluppata in Una giornata di merda ed in un altro racconto che non ho
mai completato). Ho pensato di ambientare il racconto in Turchia, vista la
tradizione dei lottatori di Edirne. L’autista
Vedi i racconti dell’area aperta. La bestia
La bestia è un film del 1975, di Walerian
Borowczyk. Quando uscì ci furono recensioni
decisamente positive e lo andai a vedere con un’amica (che si scandalizzò
moltissimo). Non mi fece un grande effetto, ma tra i volumetti del Dizionario del cinema dell’Electa ce
n’è uno sul cinema erotico ed una scheda è dedicata a questo film. L’ho
allora cercato su YouTube, dove ho anche ritrovato la scena iniziale del
film, riproposta nel racconto. Ho poi steso tutto il testo, lavorando in modo
abbastanza regolare. È uno di quei casi in cui tra l’ideazione di un racconto
e la sua stesura completa passa un tempo ridotto, il contrario di casi come Attento
al gorilla!,
in cui l’idea viene sviluppata anni dopo, o di quei racconti come Partita
di caccia, per cui passano anni tra la prima stesura e quella definitiva. Per il personaggio di
Mathurin de Mervans mi sono basato sul Mathurin del film, che è deforme. C’è
poi una citazione del film Donne in amore, ma quella è esplicita, per
cui non occorre aggiungere altro. Corso estivo
Si tratta di un vecchio
racconto, uno dei primi che ho scritto. Nel testo ci sono tracce della
Liguria di Biamonti (l’autore di Vento largo ed altri bei romanzi), ma
ci sono soprattutto ricordi personali: è, per una parte almeno, un racconto
autobiografico. Cose mai viste
Dopo la produzione del
romanzo Cerro del Diablo, con Viste rimase un rapporto di amicizia,
per cui una volta decisi di regalargli una falsa biografia, che spiegasse
l’origine dei suoi disegni. Presi dal suo sito alcune immagini e ci imbastii
una storia inverosimile, ma tutta all’interno dell’universo creato da Viste.
Gliela diedi da leggere e lui apportò alcune correzioni e scrisse una
premessa. Lampo
Lampo nasce da una conversazione su Messenger.
Un amico mi ha descritto una sua fantasia, che forma l’ossatura di questo
racconto. Io mi sono limitato a rivestire le ossa di carne e pelle,
rispettando tutte le indicazioni. Mi dichiaro solo parzialmente responsabile. Foto di animali
Questo racconto, uno degli
ultimi che ho scritto, non ha nessuna origine particolare. Ho effettivamente
visitato i parchi canadesi diversi anni fa, ma l’idea della storia non è
germogliata allora. Mi è venuta invece in tempi recenti, in un periodo in cui
scrivevo testi più impegnativi ed avevo perciò voglia di qualche cosa di
molto leggero, un racconto sorridente, senza drammi e senza azione. Insomma:
un gelato al limone. Lo sposo di Iemanjá
Il racconto ha un’origine
abbastanza complessa. Il primo stimolo mi venne dal romanzo di Amado, Mar Morto: di lì l’idea di scrivere una
storia di uomini che navigano ed affrontano i pericoli del
mare lungo la costa del Brasile. Anche la divinità del titolo è quella
marina a cui si rivolgono i personaggi del romanzo. All’interno di questa
storia ho però inserito un rito vudu tipico di Haiti (libertà letteraria),
perché mi sembrava stesse bene. Il primo rapporto
del protagonista è ispirato invece ad un episodio del romanzo I palazzi lontani, di Abilio Estévez,
(di lui consiglio il bellissimo Tuo è
il regno). Frontiere
Vedi i racconti dell’area aperta. Il bacio di Giuda
Vedi i racconti dell’area aperta. Un colpo grosso
Questo racconto ha
un’origine particolare. Ai tempi in cui avevo una pagina su MySpace, avevo
stabilito rapporti con diverse persone. Tra queste vi era Filippo. Poi lui incominciò
a frequentare meno MySpace e più tardi io chiusi la
mia pagina. Un anno dopo essere uscito da MySpace, gli mandai
gli auguri di compleanno, con una battuta sul fatto che certamente era
diventato vecchio e grasso. Come risposta Filippo mi mandò la foto che ho
inserito sotto il titolo. Replicai che mi avrebbe potuto ispirare un racconto
di mala. Dopo uno scambio di mail, in cui la vicenda prese forma a grandi
linee, nacque questo racconto. Castello in fiamme
L’unico racconto scritto a
due mani è nato da una richiesta di Stefano. Dopo alcuni scambi di mail, mi
mandò la prima parte del racconto, dicendomi che gli sarebbe piaciuto molto
che io lo completassi, preferibilmente con un lieto fine. Accettai la
proposta ed in questo modo insolito venne fuori un racconto in cui lo stacco
tra le due parti è molto netto, ma mi sembrava giusto che così fosse. La doccia
Da dove viene questa idea?
Non saprei indicare un’origine precisa. Mi è venuta in mente ed allora ho
incominciato a scrivere il racconto, che si è sviluppato senza darmi troppi
problemi, in un tempo ridotto. Il parcheggio
Parcheggio
Michelino era il titolo
originario di questo racconto, che ha un’origine ben precisa: una serie di
brevi interviste apparse, credo, su uno degli inserti di Repubblica, in cui alcuni uomini e donne parlavano di loro
esperienze sessuali particolari. Un uomo raccontava di suoi incontri al
parcheggio Michelino di Bologna. Mi venne l’idea di un racconto, che
sviluppai diversi anni fa, per poi accantonarlo: non mi sembrava molto adatto
al sito, per i motivi che i lettori abituali capiranno leggendolo. Il
racconto riprende la testimonianza dell’intervistato, ma poi si sviluppa in
un’altra direzione. Il parcheggio Michelino esiste ancora, ma è diventato un
megaparcheggio a più piani, per cui nel titolo e nel racconto ho eliminato
ogni riferimento preciso al luogo. Daddy
Che origine ha questo
racconto? Non lo so. Il tema di fondo, che si svela solo alla fine, mi venne
suggerito anni fa, ma non me la sentivo di affrontarlo. Però l’idea di frullava in testa ed alla fine ha trovato questa
realizzazione. Ho ripreso il protagonista di La doccia, perché secondo me era il personaggio giusto. Il vicino Il soggetto di questo
racconto mi è stato ispirato dall’ultima raccolta di Alice Munro, Too Much Happiness, di recente uscita
anche in italiano (la consiglio vivamente a chi non conosce ancora questa
grandissima autrice canadese). Uno dei racconti parla proprio di un falegname
che va per i boschi a procurarsi la legna per il suo lavoro e che a un certo
punto cade in una buca e rischia di morirvi. L’elaborazione del tema è del
tutto personale, ma una citazione dell’autrice nel mio racconto non poteva
mancare. Festa di Natale Vedi i racconti dell’Area
aperta. Il relitto Vedi i racconti dell’Area
aperta. Questione di pelo Qualcuno noterà qualche
somiglianza con Corso estivo: il
tema in effetti è lo stesso e la cornice è simile.
Rispetto all’altro racconto, in questo ci sono meno elementi autobiografici.
Non c’è nessuna fonte precisa di ispirazione, a parte un dettaglio che non
vale la pena di citare. La carriera di un pornodivo L’idea mi venne molto
tempo fa, ma era chiaramente una storia assurda, per cui la mollai dopo aver
scritto una pagina. Ci sono però idee alquanto tenaci, che non si lasciano
accantonare facilmente. Approfittando di un momento in cui ero distratto e
più disponibile, il soggetto si ripresentò e finii per cedere su tutta la
linea. Questa storia non ha debiti nei confronti di altri autori e non saprei
dire come sia nata. Partita a poker A suggerirmi la storia furono alcune immagine tratte dal film porno Unauthorized Entry, di Men at Play. Ho
usato due di queste immagini per illustrare il racconto. La guardia dei sogni Ben era intenzionato a
svanire nel nulla, ma Jarrett era ben deciso a dire la sua: non è il tipo da
lasciarsi prendere per il naso. Così è nato questo racconto, che incomincia
due mesi prima e finisce una notte dopo l’altro. Al ranch Un racconto che nasce dal
mio lato nero. Non ha un’origine precisa, ma raccoglie ricordi e letture di
periodi molto diversi. Vecchio West Il racconto nasce da
alcune immagini di Sioux City, a Gran Canaria: una città
western ricostruita una quarantina d’anni fa e utilizzata come set di
film western e come attrazione turistica, in cui si svolgono rapine in banca
e impiccagioni. Di qui l’idea iniziale di questa storia. La tela del ragno La
tela del ragno è nato in un momento in cui immaginavo storie piuttosto
cupe. Nella versione originaria la duchessa era stata uccisa da Granges, che
poi strangolava anche il detective durante il rapporto a tre. Ho poi ripreso
il racconto, creando una storia diversa. Non saprei indicare un’origine della
vicenda. Corde L’idea venne dalla
fotografia che accompagna il racconto: mi suggerì un personaggio, quello del capufficio, e mi immaginai una relazione tra
quest’uomo e un impiegato alle sue dipendenze. Incominciai a scrivere, ma la
storia era troppo ovvia, per cui le impressi un
cambio di direzione, per renderla più interessante. L’officina Un primo stimolo venne da
un bel film turco, C’era una volta in
Anatolia: di lì provengono le figure del commissario e dei due fratelli
coinvolti in un caso (nel film si tratta di un omicidio). E poi il racconto
si è sviluppato come voleva lui… Uniformi L’ispettore paga il conto
L’idea del racconto viene
da alcune tavole a fumetti di Logan, visibili nel suo sito (v. Links nell’Area
rossa): ho inserito una di queste tavole nel racconto. Logan ne ha poi creato una versione (incompleta) a colori, inserita nel
suo blog, che aggiunge alcuni elementi, ma ormai la storia era stata scritta. Il grizzly
L’idea centrale di questo
racconto viene da un racconto apparso sul sito Greasetank, Cop’s Story,
di Badbiker, in cui un poliziotto si fa uccidere da un motociclista
incontrato per strada. Gli sviluppi successivi della storia sono del tutto
inventati. Il sergente
Questo racconto è nato da una chat con un amico statunitense. Ne esistono due versioni: quella più vicina alla fantasia originale non è presente in questo sito; qui ho invece inserito un’altra versione, con un finale completamente diverso, che io personalmente preferisco. Omaggio a Camilleri: I - Il picciotto di Parma
Ho letto alcuni romanzi e
racconti di Camilleri e mi ha colpito soprattutto la sua capacità di giocare
con la lingua, inserendo nell’italiano termini e
costruzioni del dialetto siciliano. Non avevo mai pensato di scrivere un
racconto che avesse come protagonista il commissario Montalbano, ma Galeazzo,
leggendo nei Lavori in corso che preparavo un racconto intitolato Salvo
(divenuto poi La palestra di boxe), pensò al personaggio di Camilleri
e mi scrisse entusiasta. Non volendo deluderlo e non avendo assolutamente
coscienza dei miei limiti, mi lanciai nell’impresa. Saccheggiai i romanzi ed
i racconti di Camilleri, per rubare parole, frasi, interi paragrafi. Ne venne
fuori questo buffo omaggio all’autore (spero solo che nessuno glielo vada a
dire). Il caso che Montalbano
affronta non ha nessun riferimento preciso ad inchieste del commissario o ad
altri gialli. II - La camera segreta
Anche in questo caso,
nessuna fonte di ispirazione particolare. Diciamo che dopo aver messo in
scena il commissario che ha una relazione con un giovane, volevo vederlo
coinvolto anche a livello emotivo, in un rapporto più profondo: in questo
racconto l’aspetto sentimentale è molto importante. Requiem per un boss
Questo racconto ha un’origine
molto particolare. Dopo la pubblicazione di Arena, Max Thomas mi
scrisse dicendo che avevo centrato un’altra delle sue fantasie preferite e
che ormai gliene restavano proprio poche: questo commento è riportato nel
Forum. Max Thomas non è un lettore qualunque: si è
guadagnato il titolo di mio lettore preferito per i suoi commenti (anche se
adesso deve fare attenzione: altri insidiano la sua posizione….).
Perciò gli chiesi quali erano queste fantasie e Max Thomas me ne propose tre.
Una di queste, relativa ad un boss ed uno sbirro, mi colpì e dissi che avrei
scritto qualche cosa. Max Thomas allora mi rispose che teneva molto a quella
fantasia, per cui dovevo inserire un sacco di elementi: nomi di personaggi,
nazionalità, tipi di rapporti, situazioni e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, il classico caso in cui uno offre un dito e gli prendono la mano, il
polso, il braccio e magari anche un pezzo di spalla… ;-) Come risultato finale il
racconto si può dire opera di due autori, per cui ci divideremo equamente
meriti e demeriti: tutte le critiche vanno indirizzate a Max Thomas e le lodi
a me… Un adulterio (o più d’uno)
L’idea viene da un
racconto di Maupassant, L’attendente. La giovane moglie di un
colonnello si annega e nella sua ultima lettera rivela al marito i motivi del
suo suicidio: lo ha tradito e l’attendente, ricattandola, l’ha costretta ad
avere un rapporto con lui. Il marito uccide l’attendente. Gli elementi della
storia di Maupassant ci sono tutti, ma lo sviluppo è, ovviamente, alquanto
diverso. La pietra angolare
La pietra angolare prende spunto da La distruzione, un breve testo dello scrittore polacco Piotr (da
cui il nome di uno dei protagonisti) Szewc: unico elemento comune è la
presenza di due poliziotti, uno dei quali ha
rapporti con una prostituta, che fanno la ronda notturna in una cittadina
polacca. Di lì si è sviluppata una fantasia del tutto autonoma. Il mercenario
Non saprei individuare
nessuna origine per questo racconto, che riprende alcuni temi già presenti in
diversi altri miei racconti. Doppio gioco
Nessuna origine precisa
per questo racconto, in cui confluiscono letture e film sui briganti. Il tema
di fondo nasce da vecchie fantasie che per lungo tempo non sono state
scritte. L’esecuzione
È un vecchio racconto,
nato molto prima di Doppio gioco (e
del tutto indipendentemente), senza nessuno stimolo particolare. Appartiene
alle mie fantasie nere, ma mi sembrava potesse essere riproposto come seguito
e conclusione di Doppio gioco. OTTO RACCONTI NAPOLETANI
Stranissima la storia di
questo ciclo di racconti. Ne avevo in mente uno, che corrisponde all’attuale
quarto (più un pezzo), ma poi mi sono chiesto come si incontravano i due
personaggi che all’inizio della storia già formavano una coppia. Ne è nato
l’attuale terzo racconto, mentre dal finale del quarto sono nati i primi
nuclei del sesto e dell’ottavo. Però, però… prima che cosa c’era? Da questa
domanda è germogliato l’attuale secondo racconto. Intanto il salto temporale
tra il quarto e il sesto mi sembrava eccessivo, così è nato il quinto. E poi
ho deciso di tornare ancora indietro ed ecco il primo. Infine, una storia che
in parte è a sé ha dato vita al settimo. Non mi era mai successo niente del
genere, ma questi racconti volevano nascere e come dirgli di no? Un bravo ragazzo
Penultimo nato della
serie, tra molte difficoltà: nessuno dei tre protagonisti conosce l’esistenza
degli altri e non possono incontrarsi qui, perché il loro incontro avverrà
tra il terzo e il quarto racconto. Eppure questa avventura milanese, in cui i
protagonisti giocavano in trasferta, ha preteso di essere scritta. Il
personaggio di Mauro è quello che i lettori hanno già conosciuto in Come si combina
un matrimonio e Daddy: A lui
sto dedicando un romanzo, per cui ogni tanto fa capolino in qualche racconto. Recita a Scampia
Nel secondo racconto i tre
protagonisti del ciclo vivono ancora vite del tutto separate, ma Fabrizio ha
modo di vedere gli altri due. Nel racconto si trovano echi di Gomorra (Saviano è citato
nell’ultimo racconto) e la recita a Scampia è ispirata al bel film dei
Taviani, Cesare deve morire. In fuga
L’idea di una messa in
scena di Edoardo II viene dal film
di Jarman e da uno spettacolo che aveva per protagonista l’attore Antonio Latella.
Nei links c’è il rinvio al sito di Chris Lopez e sono ovviamente suoi i due
disegni visibili nelle immagini. Un ottimo attore
Era il racconto
originario, quello da cui sono nati tutti gli altri. Non saprei individuare
un’origine precisa per questa storia. MessengerL’idea mi è venuta
dall’esperienza (molto limitata) con Messenger. Ho pensato che si sarebbe
potuto costruire un intero racconto basato solo su chat. Poi però mi è
sembrato che il risultato sarebbe stato pesante e ho preferito utilizzare
soltanto alcune conversazioni su Messenger. Il parco del Valentino è luogo di
incontri notturni (e di qualche delitto), per cui mi sembrava il posto adatto
(ritorna anche in un racconto dell’ispettore Ferraris) per la scena che vi si
svolge. La morte del re
La messa in scena
dell’Edoardo II di Marlowe è ispirata a uno spettacolo realizzato nella
stagione alcuni anni fa da Antonio Latella con il Teatro Stabile dell’Umbria,
di notevole impatto. Nel racconto confluiscono diverse vecchie fantasie, che
non hanno un’origine specifica. Il teatro chiude
Ultimo nato della serie,
in origine pensavo di tenerlo per la raccolta in
volume, ma dato che potrebbe esserci un nono racconto, questo viene inserito al
suo posto. Il personaggio di Alex mi è stato ispirato, per l’aspetto fisico,
dall’attore porno Alex Marte. Resa dei conti
L’ottavo racconto ha un
nucleo molto antico: la scena della sauna risale a una fantasia nera di molti
anni fa. L’inizio di questa parte è stato utilizzato per il concorso degli
incipit (e scelto dall’autore del secondo racconto pubblicato). Il
personaggio di Bruno Cammarota viene da Un
colpo grosso (e ricomparirà in un romanzo). CICLO DELLA GUERRIGLIA
Quando avevo qualche anno
in meno di adesso, le guerriglie in America latina erano molto diffuse (e
alquanto idealizzate). Di antiche letture e dibattiti qualche cosa
dev’essersi sedimentato nel tempo, se ne sono venuti fuori a distanza di anni
questi racconti. Ho lasciato nel vago il paese e gli anni, non volendo fare
riferimento a una realtà precisa. Una fine da topi
Nessun debito particolare,
anche se il viaggio di un prigioniero e dell’uomo che lo
scorta è un tema che ha dato vita a innumerevoli film e racconti. Questo
racconto è l’ultimo nato dei tre, ma la vicenda narrata è cronologicamente la
prima. Notturno
Anche in questo caso,
nessuna origine particolare, ma un tema, quello della missione disperata da
compiere, che ritorna tantissime volte nella narrativa e nel cinema. Notturno è stato il primo dei racconti
del ciclo a essere completato e nelle varie fasi di elaborazione ha
acquistato un carattere sempre più nero, notturno, appunto. Tre volte
L’origine di questo
racconto si perde nella notte dei tempi: è senza dubbio uno dei più antichi
come ideazione, anche se poi è stato realizzato solo in tempi molto recenti,
quando la nascita degli altri due racconti del ciclo mi ha spinto a
riprendere il frammento scritto e a completarlo. Non c’è nessun debito
particolare nei confronti di altri testi. Un cactus in culo
Nessuna origine precisa
per questo racconto, in cui sono confluiti ricordi e fantasie diverse (la
legione straniera, i forti nel deserto, le sfide di lotta). È nato da
un’immagine iniziale (il forte nel deserto con una guarnigione del tutto
isolata, in cui viene meno ogni freno inibitorio), senza avere nessuna meta.
Poi è venuta l’idea dell’omicidio del comandante e il tutto ha preso forma. Agenti segreti Missione ad Abu Hadar
L’unico elemento che ha
un’ispirazione esterna è il personaggio di Lucien, che fisicamente (ma non
per gli altri aspetti) ricorda un personaggio di Hergé, in un fumetto di
Tintin (Tintin au Pays de l’Or Noir).
Il personaggio mi era piaciuto e mi venne in mente una storia, tutta
diversa, ambientata, come l’avventura di Tintin, in un paese arabo negli anni
’50. Il piacere di uccidere: I - Korzuchin
Un agente segreto
impiegato in una missione mortale: si tratta di un tema vecchissimo ed infatti il nucleo originario di questo racconto risale ai
tempi in cui circolavano i primi film di 007, tratti dai romanzi di Fleming.
In particolare la vicenda si ispirava a Goldfinger, in cui James Bond
deve uccidere un uomo pericoloso. Dal nucleo originario alla stesura passano
decenni e l’agente prende caratteristiche del tutto diverse, mentre la storia
si arricchisce e si complica. Ne viene fuori un agente dei giorni nostri, un
po’ insolito. Il piacere di uccidere: II - Partita mortale
Il personaggio di Herman
ritorna in una nuova avventura, in parte ispirata ad un racconto, intitolato Steel,
letto su Internet: la relazione tra Steel ed il capo riprende, almeno in
parte, quel testo. L’intervento di Herman e tutta la parte che lo riguarda
non ha invece una fonte di ispirazione precisa. La
scena del bagno turco prende spunto dalle fotografie di un film le cui
immagini sono state utilizzate per costruire lo sfondo della pagina. Il piacere di uccidere: III – Lo sceicco di Abu
Hadar
Unendo Herman, Rod e Abu
Hadar (sessant’anni dopo), ecco venir fuori il terzo racconto del ciclo che
vede protagonisti i due agenti segreti. Nessuna influenza precisa, ma di
certo qualche reminescenza di quel che si legge dei servizi segreti e delle
loro azioni per eliminare nemici veri o presunti. Il piacere di uccidere: IV – Il traditore
Alla fine del racconto
precedente Herman e Rod ricevevano una convocazione urgente alla sede dei
servizi. Partendo di lì ho sviluppato questa nuova avventura che non ha
debiti particolari. Passato remoto Il palo
Il racconto prende di peso
i due protagonisti da una serie di fumetti di Dermaut e Bardet, intitolata I
sentieri di Malefosse. La vicenda non ha nulla a che fare con le storie
narrate nei fumetti, ma i due personaggi, la loro professione di soldati di
ventura ed il loro aspetto fisico provengono di lì. La vicenda è inventata di
sana pianta, ma la situazione presentata è comune nei romanzi d’avventura.
Il rinnegato e lo
schiavo
Vedi i racconti dell’area
aperta.
Arena
I gladiatori, dal classico
Spartacus di Stanley Kubrick al recente Spartacus Blood and Sand,
occupano un posto importante nell’immaginario gay. Ed è proprio guardando
alcune immagini della serie Blood and Sand che mi sono infine deciso a
dare corpo ad alcune mie vecchie fantasie ed a proporre un racconto centrato
sui combattimenti tra gladiatori. La trama è in parte ispirata ad un brano in
cui lo scrittore latino Luciano racconta di un uomo che decise di combattere
nell’arena per riscattare un amico. Prede e cacciatori
Il Medioevo è un periodo
che trovo affascinante e stimola la mia fantasia. Il tema della caccia
all’uomo, centrale in questo racconto, appare spesso nella storia e della
letteratura dell’epoca (e sull’epoca), ma non c’è un episodio particolare che
mi abbia ispirato la storia. Anche personaggi e situazioni non nascono da una
specifica lettura o da un film, come talvolta mi accade. Quando è apparso per
la prima volta, il racconto si intitolava Cacciatori e prede. Ma i
protagonisti sono le prede, perciò… L’apprendista di mastro Luca
L’erede dei Medina
Non so rintracciare
l’origine di questo racconto, decisamente più sanguinoso di quelli che di
solito pubblico in questo sito. Probabilmente si sono mescolate
vecchie letture e vecchi film: sui briganti esistono infiniti libri e film,
sui bambini scambiati pure. Non ho però in mente un libro o un film preciso
che abbia ispirato la vicenda. Vento del Nord
Storia un po’ buffa, quella dell’origine e degli sviluppi di questo
racconto. L’idea mi venne dalla lettura di un romanzo di Arturo e Carlota
Pérez-Reverte, che si intitola Il
capitano Alatriste. C’è una scena in cui due stranieri vengono assaliti
da due uomini (uno dei quali è il capitano Alatriste), che li vogliono
uccidere. Partendo da questa scena, ma
modificando alquanto la situazione originaria, incominciai a scrivere il
racconto che adesso si intitola Vento
del Nord. Mentre lo stava scrivendo ed avevo già in mente tutto lo
sviluppo, comprai e lessi un secondo romanzo dedicato al personaggio del
capitano Alatriste, Purezza di sangue.
In esso il padre ed i fratelli di una monaca cercano di rapirla da un
convento, dove il confessore abusa delle monache. Chi ha letto il mio
racconto non si stupirà se dico che rimasi senza parole: io avevo già steso
buona parte della storia e Pérez-Reverte non poteva certo avermi letto nella
testa, se non altro perché lui il libro l’aveva scritto prima di me. Eppure
l’idea dello sviluppo mi era venuta senza conoscere per nulla quel secondo
romanzo di Alatriste. Però nei romanzi del capitano Alatriste (almeno nei due
che ho letto) il protagonista va a letto solo con le donne. Almeno una
differenza c’è… Ottocento La camicia rossa
Questo racconto siciliano
nasce dall’idea di un romanzo, i cui protagonisti sarebbero stati uno dei
Mille ed un volontario siciliano. In mezzo avrebbe dovuto esserci anche
Garibaldi, disponibile a qualche peccatuccio con qualcuno dei suoi volontari.
Una mezza idea mai concretizzata. Il romanzo non venne scritto (nemmeno una
riga), ma le letture di autori siciliani mi ispirarono questo racconto. Le
singole situazioni descritte non hanno una fonte di ispirazione specifica. I demoni di Velikie Sorocintsy
Tra le opere di Gogol vi è
una raccolta di racconti, intitolata Mirgorod, di cui fa parte il
celebre Taras Bul’ba. In questa raccolta è
inserito anche il racconto Vij. È la storia di un seminarista che
chiede ospitalità per la notte in una fattoria. Qui viene assalito da una
strega, ma riesce a colpirla a morte. Qualche tempo dopo viene chiamato a
recitare le preghiere funebri per tre notti e scopre che la morta è la strega
che ha ucciso. Durante le veglie la morta e numerosi demoni lo assalgono, ma
per due notti il seminarista riesce a salvarsi. La terza notte però, di
fronte al mostro che dà il nome al racconto, muore. Dal racconto di Gogol ho ripreso
la veglia funebre in tre notti, con il cadavere che si alza, la bara che si
solleva da terra ed i demoni. Perciò il racconto è dedicato a Gogol (tanto è
morto, non può prendersela), il protagonista si chiama Nikolaj e nel titolo
c’è il nome del paese in cui nacque Gogol.
Dotazione naturale
Si tratta di uno dei primi
racconti che ho scritto, quando avevo ancora intenzioni serie. Risente dei
ricordi di un viaggio in India, della lettura di alcuni romanzi, tra cui
quelli di Kipling e quelli di un altro scrittore (chi ha letto il racconto sa di quale autore si tratta, qui è meglio non svelare
nulla), ma senza nessun debito specifico. A diversi anni di distanza ho
ripreso il racconto, ho descritto ciò che nell’originale era solo accennato e
lo servo, opportunamente decorato, ai lettori. Uomini
e lupi
L’idea di questo racconto
mi venne leggendo Le seigneur des loups, di Maria Grazia Grosso e
Louis-Étienne Albrand, un racconto inserito nella raccolta Contes alpins…
autrement. Vi si narra di un giovane cacciatore che adotta un cucciolo di
lupo; la diffidenza dei suoi compaesani si trasforma in paura e sospetto ed
il giovane è costretto a lasciare il paese per evitare la morte. Ho anche
avviato un secondo racconto sugli uomini-lupo, ambientato ai giorni nostri in
Abruzzo, ma non l’ho mai concluso. Partita
di caccia
Non c’è molto da dire su
questo racconto, se non che si è sviluppato per fasi, a distanza di anni.
All’origine c’è un vecchio racconto, uno dei primi che scrissi. Riprendeva
(molto alla lontana) alcuni elementi di due racconti di Balzac e non aveva
una tematica omosessuale. Qualche anno dopo lo trasformai, senza però
completarlo: il testo si fermava al momento della confessione (che era il
titolo originario). Infine lo ripresi e conclusi. L’orca L’orca è ispirata ad un racconto di Francisco
Coloane, Il costruttore del faro,
che fa parte della raccolta Terra del fuoco. Il debito è piuttosto consistente: nel testo
di Coloane c’è un giovane che viene inviato in un’isola dove una squadra
costruisce un faro; c’è il capocantiere con la moglie; c’è un uomo che
finisce in acqua e si spoglia per far asciugare gli abiti. Ma i miei
personaggi hanno caratteristiche diverse e la storia si sviluppa in
tutt’altro modo. Sotto
occupazione L’occupazione prussiana
della Francia ricorre in diversi racconti di Maupassant, come il celebre Nelle tenebre
Vedi i racconti dell’Area
Aperta. Passaggio a Nord-Ovest
Vedi i racconti dell’Area
Aperta. Mondi futuri Le globirene impudiche
Le globirene impudiche ha un’origine
particolare, per cui posso dire che è il testo è solo in parte mio. La trama mi
fu suggerita parecchio tempo fa da Hinotori, che prese spunto da un racconto
di Mitchell Baybrook. La storia ci ha messo un po’ di tempo a germogliare, ma
adesso la piantina è spuntata, è cresciuta ed eccola qui! Anche se la
situazione iniziale e l’Azazel li ha inventati
qualcun altro, le globirene sono farina del mio sacco! |